Resia prova a trattenere futuro: De Monte rilancia internet veloce, lavoro a distanza e imprese di valle
Nella tappa in Val Resia la parlamentare friulana ha messo al centro servizi digitali, attività locali e nuove opportunità per i comuni montani.
Per i paesi di montagna la partita non si gioca più soltanto su strade, turismo stagionale e servizi essenziali. In Val Resia il confronto si è spostato anche su connessioni veloci, occupazione qualificata e possibilità di vivere tutto l’anno in quota senza restare tagliati fuori. Su questi temi si è concentrata la visita della parlamentare friulana Isabella De Monte, arrivata a Resia lunedì 18 maggio 2026.
La giornata ha toccato realtà molto diverse tra loro, dall’industria al piccolo commercio, ma con un filo comune: capire come una valle periferica solo sulla carta possa restare abitata, attrattiva e produttiva. Nel ragionamento portato da De Monte, il nodo è trasformare i limiti geografici in un vantaggio competitivo, puntando su qualità della vita e strumenti moderni.
La montagna come luogo dove lavorare, non solo da visitare
Il passaggio più netto del tour riguarda la digitalizzazione. Per De Monte, nei comuni montani una rete internet affidabile non è più un servizio secondario, ma una condizione concreta per studiare, fare impresa, gestire attività turistiche e scegliere di restare. La parlamentare ha ribadito che le comunità delle terre alte hanno bisogno di infrastrutture digitali considerate essenziali quanto quelle materiali.
In questa prospettiva entra anche il tema del lavoro da remoto. Se una valle offre collegamenti efficienti, ambiente di pregio e un contesto abitabile, può diventare una scelta credibile per professionisti che non devono essere presenti ogni giorno nei grandi centri. Il riferimento è a quella fascia di lavoratori mobili che oggi valuta dove vivere anche in base all’equilibrio tra tempi, paesaggio e servizi.
Per Resia il ragionamento ha un peso particolare. La possibilità di attrarre nuove presenze, anche non definitive, può sostenere negozi, relazioni sociali e attività del territorio. Non soltanto turismo, quindi, ma forme nuove di residenzialità capaci di dare continuità economica ai piccoli comuni.
La visita a Eurolls e il ruolo dell’industria in valle
Tra le tappe del programma c’è stato lo stabilimento Eurolls, azienda friulana conosciuta per la produzione di rulli e attrezzature industriali. La visita ha evidenziato un aspetto spesso trascurato quando si parla di aree montane: anche lontano dai poli urbani possono crescere imprese con profilo internazionale, specializzazione tecnica e capacità di stare sui mercati esteri.
Per la parlamentare, esempi come questo mostrano che la montagna non coincide per forza con marginalità economica. Dove ci sono competenze, visione e collegamenti adeguati, anche una valle può ospitare produzione avanzata e lavoro qualificato. È un punto decisivo per chi prova a contrastare la perdita di residenti più giovani.
L’industria, in questo quadro, non viene letta come corpo estraneo rispetto al territorio, ma come una delle leve possibili per mantenerlo vivo. Occupazione stabile e professionalità trattenute in loco significano infatti più prospettive per famiglie e servizi.
Dal negozio creativo ai dettagli che raccontano una comunità
Accanto alla dimensione produttiva, la visita ha incluso anche una sosta da Garlic, attività commerciale che negli ultimi tempi si è fatta notare per stile e proposta originale. Un passaggio diverso rispetto a quello industriale, ma utile a mostrare un altro volto dell’economia locale: quello delle piccole realtà che costruiscono identità e rendono riconoscibile un luogo.
In negozio De Monte ha anche acquistato un trench dal richiamo al celebre Tenente Colombo, episodio più leggero della giornata ma significativo nel racconto complessivo. Non come semplice curiosità, bensì come segnale dell’attenzione verso attività che sanno unire commercio, gusto e personalità.
Per una valle come Resia, la presenza di spazi di questo tipo contribuisce a rendere più interessante l’esperienza di chi arriva e più ricco il tessuto quotidiano di chi ci vive. Sono elementi piccoli solo in apparenza, perché aiutano a costruire attrattività e riconoscibilità.
La sfida friulana dei comuni interni
Il messaggio emerso dalla tappa resiana riguarda in modo diretto anche altre aree del Friuli che convivono con calo demografico e distanza dai grandi servizi. Tenere insieme identità locale, innovazione, impresa e vivibilità è la direzione indicata da De Monte per evitare che la montagna venga considerata soltanto come spazio da consumo turistico.
Resia, nel quadro emerso durante la visita, viene così letta come un possibile banco di prova: una comunità che custodisce le proprie caratteristiche ma prova a misurarsi con esigenze nuove, dalla connettività al lavoro flessibile, fino alla capacità di ospitare attività economiche molto diverse tra loro. Il punto non è resistere per inerzia, ma creare condizioni perché vivere in valle resti una scelta praticabile e, per qualcuno, perfino desiderabile.