Regione, via libera all’ordine del giorno su Furio Bianco: proposta una serie di iniziative per custodirne gli studi
In Consiglio regionale accolto l’atto presentato da Enrico Bullian: tra le ipotesi un convegno, nuova ricerca e una pubblicazione dedicata allo storico.
La figura di Furio Bianco torna al centro del dibattito istituzionale in Friuli Venezia Giulia con un atto approvato in Consiglio regionale che punta a non disperdere il lavoro lasciato dallo storico scomparso di recente. A darne notizia è Enrico Bullian, consigliere regionale di Casa Civica, che ha annunciato l’accoglimento del proprio ordine del giorno durante la sessione dedicata all’Assestamento bis.
Il tema riguarda da vicino il Friuli, perché gli studi di Bianco hanno segnato in modo profondo la lettura storica del territorio, aprendo percorsi di ricerca che hanno inciso sia sul piano accademico sia su quello della divulgazione. L’obiettivo ora, nelle intenzioni del proponente, è trasformare il ricordo in un programma di lavoro concreto.
Un nome centrale per la ricerca storica in Friuli
Nel ripercorrere il profilo dello studioso, Bullian sottolinea come Bianco abbia contribuito in maniera decisiva al rinnovamento della storiografia regionale. I suoi interessi hanno toccato ambiti diversi, dalla storia moderna del Friuli a quella della Carnia, fino agli studi di carattere demografico condotti anche su altre aree del territorio, compreso il Monfalconese.
Tra i lavori più conosciuti viene richiamato 1511. La crudel zobia grassa. Rivolte contadine e faide nobiliari nel Friuli tra '400 e '500, indicato come un riferimento importante per comprendere i rapporti sociali e politici del Friuli in età moderna. Un’opera che, per Bullian, resta un passaggio essenziale per chi voglia approfondire quella fase storica.
Le proposte messe sul tavolo
L’ordine del giorno approvato punta a sostenere iniziative capaci di valorizzare non soltanto i libri e i saggi pubblicati, ma anche il metodo e le linee di ricerca sviluppate da Bianco nel corso della sua attività. L’idea è quella di dare continuità a un patrimonio scientifico che, secondo il consigliere, merita di essere coltivato e trasmesso.
Tra le ipotesi indicate ci sono l’organizzazione di un convegno dedicato alla sua produzione, l’avvio di un progetto di studio che riprenda almeno uno dei filoni affrontati dallo storico e, in un secondo momento, la raccolta e la pubblicazione dei risultati emersi dal lavoro di approfondimento.
Dal ricordo a un percorso stabile
Nelle parole di Bullian, il senso dell’iniziativa è costruire un passaggio concreto tra memoria e ricerca, affinché il contributo di Bianco continui a essere utile alla conoscenza del Friuli Venezia Giulia. Non solo un omaggio, dunque, ma un tentativo di trasformare quella eredità culturale in nuove occasioni di studio.
Il consigliere auspica che l’atto votato in Aula possa rappresentare un primo passo verso un riconoscimento più ampio del valore lasciato dallo storico. Per il Friuli, dove una parte decisiva del suo lavoro ha preso forma, la partita riguarda anche il modo in cui il territorio sceglie di custodire e rilanciare la propria memoria storica.