Ravedis, interrogazione in Regione sull’esercitazione del 16 giugno: focus su allerta pubblica e Magredi
Il caso parte dagli avvisi online sulla manovra alla diga: Honsell chiede come saranno informati i cittadini e quali tutele siano previste per la fauna.
La manovra programmata alla diga di Ravedis per il 16 giugno arriva anche in Consiglio regionale. Al centro della richiesta di chiarimenti annunciata da Furio Honsell, consigliere di Open Sinistra Fvg, ci sono due aspetti molto concreti per il territorio del Pordenonese: l’efficacia dell’allerta rivolta alla popolazione e le possibili ricadute ambientali lungo l’asta del Cellina.
Secondo quanto riferito dal consigliere, sui social sarebbero comparsi avvisi relativi a un’esercitazione con apertura delle paratoie e conseguente incremento della portata nel torrente, con effetti attesi nelle aree golenali fino al punto in cui il Cellina incontra il Meduna. Da qui la decisione di presentare un’interrogazione per verificare contenuti delle comunicazioni e misure predisposte.
Il nodo degli avvisi rivolti a chi frequenta il fiume
Uno dei temi sollevati riguarda il modo in cui l’informazione raggiunge chi vive, lavora o passa nelle zone interessate. Honsell osserva che, se l’avviso viaggia soprattutto attraverso i canali social della Protezione civile, resta aperta la questione di chi non utilizza queste piattaforme o non le consulta con regolarità.
La domanda, in sostanza, è se le persone presenti nelle aree golenali possano essere messe nelle condizioni di sapere per tempo cosa accadrà e di allontanarsi senza equivoci. In un’area molto frequentata, il tema della comunicazione preventiva diventa infatti parte integrante della sicurezza.
Il caso si inserisce in una discussione più ampia sulle modalità con cui vengono comunicate esercitazioni ed emergenze, soprattutto quando interessano spazi aperti e tratti fluviali che richiamano residenti, sportivi e visitatori.
I Magredi e la preoccupazione per il periodo riproduttivo
L’altro versante della vicenda riguarda i Magredi di Cellina e Meduna, richiamati da Honsell come aree di pregio naturalistico, comprese tra Zone di protezione speciale e Zone speciali di conservazione. Il punto sollevato è legato al calendario: giugno è un momento delicato per diverse specie che nidificano in alveo o nelle fasce vicine.
Tra gli animali citati dal consigliere compaiono occhione, succiacapre, averla piccola e calandro, oltre a ghiandaia marina e starna nelle aree golenali. L’interrogativo politico posto alla Regione è se siano state effettuate valutazioni preventive sulle possibili conseguenze dell’esercitazione e se siano previste cautele specifiche.
La richiesta di chiarimenti alla Regione
L’atto ispettivo annunciato punta dunque a chiarire anzitutto se le informazioni diffuse online corrispondano esattamente al programma previsto per martedì 16 giugno 2026. In secondo luogo, Honsell intende sapere quali strumenti di avviso siano stati scelti e quali verifiche siano state condotte sul fronte ambientale.
Nel suo intervento, il consigliere collega la vicenda a un tema più generale: il rapporto tra procedure operative e salvaguardia degli ecosistemi, anche alla luce delle norme europee in materia di conservazione della biodiversità. La sua posizione è che interventi di questo tipo debbano tenere conto con maggiore attenzione dei periodi di nidificazione.
Ora si attende la risposta della Regione su un passaggio che riguarda da vicino il territorio friulano occidentale: da una parte la gestione delle esercitazioni e dell’allerta, dall’altra la tutela di un’area naturalistica particolarmente sensibile tra Cellina e Meduna.