Province, in Friuli Venezia Giulia il ritorno al voto diretto trova consenso: il 75% è favorevole

L’indagine Piepoli rafforza la linea della Regione: per il 2027 è previsto il ritorno delle Province con presidente e consiglio scelti dai cittadini.

20 ottobre 2026 19:23
Province, in Friuli Venezia Giulia il ritorno al voto diretto trova consenso: il 75% è favorevole -
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Il tema delle Province torna al centro del dibattito politico regionale con un dato che pesa: tre italiani su quattro si dicono favorevoli a scegliere direttamente i propri rappresentanti provinciali. Un orientamento che in Friuli Venezia Giulia si intreccia con il percorso già avviato dalla Regione verso il 2027.

A commentare l’esito del sondaggio è stato l’assessore regionale alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, che ha letto quei numeri come una conferma della strada intrapresa dall’amministrazione regionale. L’obiettivo indicato resta il ripristino delle Province con l’elezione diretta del presidente e del Consiglio provinciale.

Il dato del sondaggio e il segnale per i territori

La ricerca realizzata dall’Istituto Piepoli fotografa un’opinione piuttosto netta: il 75% degli italiani boccia l’attuale sistema basato sull’elezione indiretta degli organi provinciali e preferirebbe tornare al voto dei cittadini. Accanto a questo dato emerge anche il giudizio sull’utilità dell’ente, riconosciuta dal 56% della popolazione.

Ancora più marcata la posizione dei sindaci. Oltre il 90% vede infatti nel voto diretto uno strumento capace di rafforzare la legittimazione democratica e rendere più incisiva l’azione amministrativa dei livelli locali.

La posizione della Regione Friuli Venezia Giulia

Per il Friuli Venezia Giulia il tema non è soltanto teorico. La Regione ha già fissato un traguardo politico e istituzionale nel 2027, anno indicato per il ritorno delle Province e per la scelta diretta dei loro organi da parte degli elettori.

Roberti sostiene che questa impostazione risponda a una domanda concreta che arriva dai territori. Nella lettura dell’assessore, il superamento della stagione dell’elezione indiretta rappresenterebbe una restituzione di voce ai cittadini, chiamati nuovamente a decidere chi guiderà l’ente provinciale.

Un passaggio politico che guarda oltre il Friuli

Secondo l’esponente della giunta regionale, i risultati dell’indagine mostrano che la direzione imboccata in Friuli Venezia Giulia intercetta un’esigenza diffusa anche nel resto del Paese. Il riferimento è alla richiesta di istituzioni percepite come più vicine e più chiaramente legittimate dal voto popolare.

Nel ragionamento politico che accompagna questa riforma, il ritorno all’elezione diretta viene presentato come un passaggio di responsabilità e di chiarezza nel rapporto tra amministratori e comunità locali. Un tema che, in una regione come il Friuli Venezia Giulia, tocca da vicino l’equilibrio tra autonomie, territori e rappresentanza.

Il dato emerso dal sondaggio, quindi, non resta soltanto una fotografia nazionale: diventa anche un tassello del confronto regionale su come riorganizzare gli enti locali nei prossimi anni, con il 2027 già segnato come data chiave del percorso.

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