Province, AVS incalza la Regione: «Servono competenze vere e un aiuto concreto ai Comuni»

In Commissione regionale Serena Pellegrino interviene sul riordino degli enti di area vasta: personale, deleghe, costi e regole del voto tra i nodi aperti.

04 giugno 2026 20:48
Province, AVS incalza la Regione: «Servono competenze vere e un aiuto concreto ai Comuni» -
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Il ritorno delle Province in Friuli Venezia Giulia, per l’opposizione, non può ridursi a un cambio di etichetta istituzionale. Nel confronto avviato in V Commissione sul disegno di legge regionale, la consigliera Serena Pellegrino di Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto che i nuovi enti abbiano compiti effettivi, organici adeguati e una funzione utile anche per i municipi del territorio.

Il passaggio in Commissione riapre un tema che in Friuli Venezia Giulia resta politicamente centrale dopo la modifica dello Statuto speciale che consente di ripristinare le Province. Attorno al ddl si concentrano questioni che toccano da vicino l’assetto locale: quali competenze assegnare, come organizzare il personale, quanto peserà il sistema e con quale legge si andrà al voto.

Le funzioni che dovrebbero tornare agli enti di area vasta

Nel suo intervento, Pellegrino ha insistito soprattutto sul contenuto della riforma. A suo giudizio, il punto non è soltanto ricostituire l’ente, ma stabilire con precisione quali materie dovrà gestire. Il timore espresso è che senza deleghe solide le Province finiscano per apparire come strutture prive di reale utilità per i cittadini.

Tra gli ambiti indicati dalla consigliera ci sono la viabilità, l’edilizia scolastica, alcune competenze ambientali legate anche ai rifiuti e il settore culturale. Ha poi richiamato il tema della pianificazione territoriale su scala vasta e quello della mobilità, compresa la progettazione delle infrastrutture, sostenendo che queste scelte non possano essere affrontate con uno sguardo limitato ai singoli Comuni.

Il rapporto con i Comuni e il nodo del personale

Un altro punto toccato durante il dibattito riguarda il supporto agli enti locali. Secondo Pellegrino, le future Province dovrebbero diventare una struttura capace di affiancare i Comuni, soprattutto quelli che dispongono di progetti e risorse ma incontrano difficoltà operative per la mancanza di dipendenti.

Proprio per questo la consigliera ha chiesto chiarimenti sulla gestione degli organici in vista del trasferimento di ulteriori competenze. La risposta ricevuta, ha riferito, è stata positiva: non si parlerebbe di esuberi, ma di passaggi di personale tra enti con tutela di diritti e stipendi, oltre alla possibilità di nuove assunzioni se necessarie.

Costi, gradualità e legge elettorale

Nel corso del confronto è emerso anche il capitolo economico. Pellegrino ha detto di aver apprezzato le spiegazioni fornite dall’assessore sul costo della componente politica collegata al ritorno delle Province. In base ai numeri citati in Commissione, l’incidenza sarebbe inferiore all’1% rispetto a quanto viene già sostenuto per gli Edr e pari allo 0,02% del bilancio regionale complessivo.

La consigliera ha inoltre parlato della necessità di un percorso progressivo, costruito per tappe. Ha richiamato il 2016, giudicando troppo rapida la riforma di allora, ma ha anche avvertito che la gradualità non dovrà trasformarsi in un pretesto per rinviare il completamento del riordino.

Sullo sfondo resta anche una questione politica. Pellegrino ha ricordato la posizione storica di AVS, contraria in passato sia al percorso che puntava alla soppressione delle Province in Fvg sia alla riforma costituzionale nazionale che prevedeva l’abolizione di Province e Senato. Oggi, ha spiegato, il partito sostiene il ritorno di Province elettive, in linea con una proposta depositata in Parlamento a inizio legislatura.

Per l’esponente di opposizione, però, il passaggio più delicato sarà quello della futura legge elettorale. Da quella scelta, ha osservato, dipenderà in larga parte il funzionamento dei nuovi enti e il loro rapporto con il territorio. Per questo ha chiesto che le regole non vengano calate dall’alto, ma definite attraverso un confronto condiviso e aperto.

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