Fvg, in Commissione il ddl per il ritorno delle Province dal 2027
Il disegno di legge 86 prevede la chiusura degli Edr entro fine 2026 e il passaggio alle quattro Province dal 1 gennaio 2027, partendo da scuole e viabilità.
In Friuli Venezia Giulia è iniziato in V Commissione l’esame del ddl 86 che prevede il ritorno delle quattro Province, con stop agli Edr il 31 dicembre 2026. Dal 1 gennaio 2027 funzioni e personale passerebbero ai nuovi enti, con una prima attuazione su edilizia scolastica e viabilità provinciale.
Il passaggio in Commissione riapre un tema che in Friuli Venezia Giulia resta politicamente centrale dopo la modifica dello Statuto speciale che consente di ripristinare le Province. Attorno al ddl si concentrano questioni che toccano da vicino l’assetto locale: quali competenze assegnare, come organizzare il personale, quanto peserà il sistema e con quale legge si andrà al voto.
Le funzioni che dovrebbero tornare agli enti di area vasta
Nel suo intervento, Pellegrino ha insistito soprattutto sul contenuto della riforma. A suo giudizio, il punto non è soltanto ricostituire l’ente, ma stabilire con precisione quali materie dovrà gestire. Il timore espresso è che senza deleghe solide le Province finiscano per apparire come strutture prive di reale utilità per i cittadini.
Tra gli ambiti indicati dalla consigliera ci sono la viabilità, l’edilizia scolastica, alcune competenze ambientali legate anche ai rifiuti e il settore culturale. Ha poi richiamato il tema della pianificazione territoriale su scala vasta e quello della mobilità, compresa la progettazione delle infrastrutture, sostenendo che queste scelte non possano essere affrontate con uno sguardo limitato ai singoli Comuni.
Il rapporto con i Comuni e il nodo del personale
Un altro punto toccato durante il dibattito riguarda il supporto agli enti locali. Secondo Pellegrino, le future Province dovrebbero diventare una struttura capace di affiancare i Comuni, soprattutto quelli che dispongono di progetti e risorse ma incontrano difficoltà operative per la mancanza di dipendenti.
Proprio per questo la consigliera ha chiesto chiarimenti sulla gestione degli organici in vista del trasferimento di ulteriori competenze. La risposta ricevuta, ha riferito, è stata positiva: non si parlerebbe di esuberi, ma di passaggi di personale tra enti con tutela di diritti e stipendi, oltre alla possibilità di nuove assunzioni se necessarie.
Costi, gradualità e legge elettorale
Nel corso del confronto è emerso anche il capitolo economico. Pellegrino ha detto di aver apprezzato le spiegazioni fornite dall’assessore sul costo della componente politica collegata al ritorno delle Province. In base ai numeri citati in Commissione, l’incidenza sarebbe inferiore all’1% rispetto a quanto viene già sostenuto per gli Edr e pari allo 0,02% del bilancio regionale complessivo.
La consigliera ha inoltre parlato della necessità di un percorso progressivo, costruito per tappe. Ha richiamato il 2016, giudicando troppo rapida la riforma di allora, ma ha anche avvertito che la gradualità non dovrà trasformarsi in un pretesto per rinviare il completamento del riordino.
Sullo sfondo resta anche una questione politica. Pellegrino ha ricordato la posizione storica di AVS, contraria in passato sia al percorso che puntava alla soppressione delle Province in Fvg sia alla riforma costituzionale nazionale che prevedeva l’abolizione di Province e Senato. Oggi, ha spiegato, il partito sostiene il ritorno di Province elettive, in linea con una proposta depositata in Parlamento a inizio legislatura.
Per l’esponente di opposizione, però, il passaggio più delicato sarà quello della futura legge elettorale. Da quella scelta, ha osservato, dipenderà in larga parte il funzionamento dei nuovi enti e il loro rapporto con il territorio. Per questo ha chiesto che le regole non vengano calate dall’alto, ma definite attraverso un confronto condiviso e aperto.
Aggiornamento
In Friuli Venezia Giulia il ddl 86 avvia in V Commissione il ritorno delle quattro Province, con chiusura degli Edr il 31 dicembre 2026 e trasferimento di funzioni e personale dal 1 gennaio 2027. La prima fase del riordino riguarda edilizia scolastica e viabilità provinciale, con giunte transitorie fino al 31 dicembre 2028 e copertura tramite fondi regionali.