Protezione civile, ok finale alla legge sulle responsabilità: dal Friuli una spinta decisiva

Approvato alla Camera il disegno di legge. Riccardi: chiariti compiti e tutele per chi interviene nelle emergenze, dai sindaci ai volontari.

21 ottobre 2026 15:56
Protezione civile, ok finale alla legge sulle responsabilità: dal Friuli una spinta decisiva -
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Per chi opera quando il territorio è sotto pressione, tra allerta meteo, evacuazioni e interventi urgenti, arriva un quadro normativo che punta a definire meglio doveri e tutele. La Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulle responsabilità nelle attività di Protezione civile, un passaggio accolto con favore anche in Friuli Venezia Giulia.

Il tema riguarda da vicino una regione che conosce bene il peso dell'organizzazione dell'emergenza e il ruolo della rete composta da amministratori locali, tecnici, operatori e volontari. Proprio da qui, ha ricordato l'assessore regionale Riccardo Riccardi, era partita una richiesta poi condivisa con le altre Regioni, il Dipartimento nazionale della Protezione civile e il Governo.

Una norma che nasce anche da un'iniziativa regionale

Secondo Riccardi, il via libera parlamentare rappresenta un risultato politico e istituzionale rilevante, maturato attraverso un lavoro comune tra livelli diversi dello Stato. L'obiettivo, nelle sue parole, non è creare zone franche o esenzioni generalizzate, ma rendere più equilibrato il rapporto tra responsabilità assunte e contesto eccezionale in cui si agisce durante un'emergenza.

L'assessore ha insistito su un punto: chi interviene per la sicurezza collettiva deve poter contare su regole più chiare, soprattutto quando è chiamato a prendere decisioni rapide in scenari complessi. Un chiarimento che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe rendere più solido l'intero impianto della Protezione civile.

Il valore per i territori e per i Comuni

Nel sistema rientrano figure molto diverse tra loro, ma tutte essenziali: i sindaci, che nei Comuni sono autorità di Protezione civile, gli operatori specializzati e il volontariato organizzato. La nuova disciplina, secondo la lettura della Regione, riconosce proprio questa filiera e prova a dare maggiore certezza a chi ne fa parte.

Per il Friuli Venezia Giulia il tema ha anche un risvolto pratico. In una realtà dove la Protezione civile è storicamente un presidio radicato, ogni intervento normativo che definisce meglio ruoli, limiti e conseguenze operative incide direttamente sulla capacità di risposta delle comunità locali.

I prossimi passaggi: formazione e sicurezza

Dopo l'approvazione definitiva, l'attenzione si sposta ora sull'applicazione concreta della norma e sul lavoro da proseguire in materia di preparazione degli operatori. Riccardi ha indicato due direttrici su cui continuare a investire: formazione e sicurezza.

L'auspicio espresso dall'assessore è che il nuovo assetto legislativo possa contribuire anche a superare le scelte compiute da alcuni gruppi comunali di Protezione civile. Per la Regione, in sostanza, il provvedimento appena approvato non chiude il percorso, ma apre una fase nuova in cui rafforzare fiducia, organizzazione e continuità operativa di una struttura considerata indispensabile per il territorio.

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