Prata e Azzano, a ottobre torna “Che cura che fa”: tre giorni tra salute, cultura e teatro sociale
Il festival dedicato al significato del prendersi cura farà tappa il 15 ottobre a Prata di Pordenone e il 18 ottobre ad Azzano Decimo con un evento degli ospiti Link to Care.
Nel Pordenonese l’autunno 2026 porterà di nuovo al centro un tema che riguarda famiglie, operatori e comunità: la cura. La terza edizione di “Che cura che fa! – Il Festival che cura” avrà il suo appuntamento principale giovedì 15 ottobre al Teatro Pileo di Prata di Pordenone, per poi spostarsi domenica 18 ottobre al Teatro Mascherini di Azzano Decimo.
Il filo scelto per questa edizione è “Cicatrici: trame di comunità”, un titolo che orienta un programma costruito tra riflessione socio-sanitaria, arti performative, scrittura, musica e pensiero contemporaneo. L’idea è quella di leggere la fragilità non come margine, ma come punto da cui ripartire per ricostruire legami.
L’accesso agli appuntamenti è gratuito, con registrazione attraverso il QR code presente nelle locandine ufficiali. Per la giornata del 15 ottobre sono previsti anche gli accreditamenti ECM e quelli rivolti agli Assistenti Sociali.
Il tema della cura raccontato da più linguaggi
Uno degli elementi più riconoscibili del festival 2026 arriva anche da Cordenons. L’immagine ufficiale della manifestazione è infatti nata al Liceo Artistico “Galvani”, dove la studentessa Maira Barbetta ha firmato il manifesto con il coordinamento della professoressa Sandra Pivetta, al termine di un lavoro sviluppato tra ideazione, prove grafiche e ricerca visiva.
È un dettaglio che dà la misura dell’impostazione del progetto: non un evento chiuso agli addetti ai lavori, ma una proposta che prova a mettere in relazione scuole, territorio, servizi e pubblico. In questa cornice si inserisce anche il gemellaggio, per la prima volta, con Dedica Festival Pordenone.
La giornata centrale a Prata di Pordenone
Il programma del 15 ottobre al Teatro Pileo prenderà avvio dalle 8.30. Tra gli ospiti annunciati figura Gian Maria Accusani, cantautore e chitarrista dei Sick Tamburo, che porterà “Dementia”, una testimonianza in cui musica, memoria e vulnerabilità si intrecciano.
Nel corso della giornata saliranno poi sul palco anche la scrittrice Giulia Lombezzi, in dialogo con Claudio Cattaruzza di Dedica Festival insieme agli studenti del Vendramini, la psicoterapeuta Alessia Lanzi del Minotauro, la psicoanalista Silvia Lippi da Parigi, la regista Erika Rossi e Anna Del Bianco, direttrice centrale Cultura della Regione FVG, con un intervento dedicato al welfare culturale.
A chiudere il programma di Prata, alle 16.15, sarà il reading musicale “Essere Franco. L’esperienza umana del dott. Basaglia”, proposto da Elisa Menon di Fierascena con l’accompagnamento alla fisarmonica di Aleksander Ipavec.
Ad Azzano il palco agli anziani delle residenze
La seconda tappa del festival è prevista domenica 18 ottobre alle 17.30 al Teatro Mascherini di Azzano Decimo, già coinvolto in questi giorni nel Festival Mascherini. Qui il cartellone prenderà una direzione ancora più partecipata, con “Morte e Miracoli”.
Lo spettacolo sarà curato e interpretato dagli anziani ospiti delle residenze della rete Link to Care. Sul palco arriveranno ricordi, episodi di vita e tracce di esperienze personali, in un lavoro di teatro sociale che punta a trasformare la fragilità in racconto condiviso e incontro con il pubblico.
Chi sostiene il progetto nel territorio
Alla base del festival c’è la collaborazione tra ASP Umberto I di Pordenone, ASP Solidarietà di Azzano Decimo e ASP Casa Lucia di Pasiano, realtà che compongono la rete Link to Care, insieme a FAI. Attorno a questo nucleo si raccolgono anche i Comuni di Prata di Pordenone, Azzano Decimo e Pasiano di Pordenone, la Pro Loco di Santa Lucia e la Fondazione BCC Pordenonese.
Il progetto gode inoltre del patrocinio di Regione FVG, ASFO, Federsanità, Confcooperative Pordenone, Legacoop Sociali, Sodexo Italia e di altre realtà associative e produttive del territorio. Secondo Giovanni Di Prima, direttore di ASP Umberto I e delle strutture residenziali di Link to Care, il senso dell’iniziativa sta proprio nel mettere in dialogo esperienza socio-sanitaria e linguaggi culturali per interrogarsi su che cosa significhi, oggi, prendersi cura degli altri.
In questo quadro, le “cicatrici” richiamate dal tema annuale diventano il segno di una comunità che prova a leggere le ferite senza rimuoverle. Tra Prata e Azzano, il festival si presenta così come uno spazio pubblico in cui salute, relazioni e cultura tornano a parlarsi con continuità.