Povoletto apre il percorso di “Edge”, spettacolo che riporta in scena le ferite di Porzus e Peteano
Nella cantina di Villa Mangilli Schubert il debutto del progetto del Teatro del Silenzio Aps, poi tappe a Udine, Sagrado e Godia.
La memoria più difficile del Friuli Venezia Giulia sale sul palco partendo da Povoletto. Venerdì 9 maggio, alle 21, la cantina di Villa Mangilli Schubert ospiterà la prima di “Edge”, nuova produzione del Teatro del Silenzio Aps costruita attorno a due vicende che hanno lasciato un segno profondo nella storia regionale: Porzus e Peteano.
L’appuntamento segna l’avvio pubblico di un lavoro nato dentro il progetto “Avamposto - We are standing on the edge”, un percorso avviato nell’autunno 2025 e sviluppato intrecciando studio, confronto e scrittura scenica. L’idea è quella di riportare fatti complessi fuori dalla sola dimensione commemorativa, affidandoli a un linguaggio teatrale capace di parlare anche alle generazioni più giovani.
Un debutto a Povoletto con uno sguardo sul territorio
La scelta di partire da Povoletto dà al debutto un peso particolare per il territorio friulano, perché colloca la prima rappresentazione in un contesto vicino ai luoghi e alle memorie che lo spettacolo interroga. Non una semplice data inaugurale, dunque, ma un passaggio che mette in relazione comunità locale, storia regionale e scena contemporanea.
“Edge” porta la firma di Federica Sansevero e Valentina del Toso; Sansevero cura anche la regia. In scena ci saranno cinque interpreti giovanissimi, tutti tra i 18 e i 19 anni: Matilde Autero, Elettra Nardicchia, Lorenzo Pennesi, Elia Saccardo e Francesco Tosatto. Le musiche sono di Cristina Spadotto.
Il progetto ha ottenuto il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli. Prima dell’approdo sul palco, il lavoro si è sviluppato attraverso incontri, momenti di approfondimento e laboratori rivolti anche a ragazzi interessati a mettersi alla prova con l’esperienza teatrale.
Due stragi che continuano a interrogare il Friuli Venezia Giulia
Al centro della drammaturgia ci sono l’eccidio di Porzus del febbraio 1945 e la strage di Peteano del 1972. Due episodi diversissimi per contesto e tempo storico, ma accomunati da una lunga scia di divisioni, letture contrastanti e ferite mai del tutto assorbite nella memoria pubblica della regione.
Porzus richiama il nodo delle tensioni politiche nella fase finale della guerra, dentro uno scenario segnato anche dalle pressioni jugoslave sui confini orientali. Peteano, invece, riporta agli anni della strategia della tensione, all’attentato di matrice neofascista e ai depistaggi che per lungo tempo hanno deviato la verità, coinvolgendo innocenti.
Lo spettacolo non tratta questi fatti come pagine archiviate. Li rimette in circolo, mostrando quanto il rapporto tra storia, potere e racconto pubblico resti ancora problematico. La forma scenica mescola registri differenti: narrazione, momenti corali, musica dal vivo, clownerie e perfino il linguaggio del quiz show, con l’obiettivo di rendere accessibili temi complessi senza semplificarli.
Le date successive tra Udine, Sagrado e Godia
Dopo la serata di Povoletto, “Edge” proseguirà il suo cammino domenica 11 maggio alle 20.45 a Udine, all’interno del Palio teatrale studentesco, in collaborazione con l’Isis D’Aronco, che è partner del progetto. Un altro appuntamento è fissato per il 24 maggio alle 18.30 nella sala polifunzionale di Sagrado.
Il calendario prevede poi una nuova tappa il 29 maggio, nel pomeriggio, all’auditorium dell’Isis D’Aronco, con orario ancora da definire. Il 12 giugno lo spettacolo arriverà invece nella sala parrocchiale di Godia, inserito nel programma “Estate in città” e con il finanziamento del Comune di Udine.
Per tutte le rappresentazioni l’ingresso è libero, ma è richiesta la prenotazione. La scelta di costruire un percorso itinerante, dopo il debutto a Povoletto, rafforza l’idea di un teatro che non si limita a raccontare il passato, ma prova a rimetterlo in discussione davanti alle comunità che quel passato lo portano ancora vicino.