Poste amplia la ricarica elettrica in Friuli: nuovi punti anche nei centri minori dell’Udinese

La rete collegata agli uffici postali cresce nella provincia di Udine: coinvolti 12 Comuni, con installazioni previste dal progetto Polis e senza oneri per gli enti locali.

25 settembre 2026 16:22
Poste amplia la ricarica elettrica in Friuli: nuovi punti anche nei centri minori dell’Udinese -
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La mobilità elettrica guadagna spazio anche nei paesi più piccoli del Friuli. Con le ultime attivazioni realizzate da Poste Italiane, nella provincia di Udine salgono a 30 i punti di ricarica legati alla rete degli uffici postali, con un’estensione che interessa in particolare i Comuni sotto i 15mila abitanti.

Il nuovo pacchetto di installazioni riguarda 21 colonnine entrate in funzione nel corso del 2026. La scelta si concentra su territori dove i servizi infrastrutturali sono spesso meno diffusi rispetto ai centri maggiori, ma dove residenti, lavoratori e visitatori hanno comunque bisogno di soluzioni accessibili per la sosta e la ricarica dei veicoli elettrici.

Dodici Comuni dell’Udinese coinvolti nel piano

Le nuove attivazioni toccano Campolongo al Torre, Colloredo di Montalbano, Coseano, Faedis, Flaibano, Latisana, Pulfero, Ravascletto, Zuglio, Forni di Sopra, Santa Maria la Longa e Taipana. A questi si aggiungono i punti già presenti a Rigolato, Martignacco, Osoppo, Precenicco, Ragogna e Terenzano.

Si tratta di un’estensione che rafforza la presenza della ricarica elettrica in una parte ampia del territorio friulano, includendo aree di pianura, fascia collinare e località montane. Un aspetto che, per una regione come il Friuli Venezia Giulia, assume rilievo anche sul piano degli spostamenti interni e dell’accoglienza turistica.

Installazioni vicino agli uffici postali

Le infrastrutture sono state collocate nelle vicinanze degli uffici postali, in spazi utilizzati come parcheggi aziendali oppure pubblici. L’impostazione del progetto punta a rendere il servizio facilmente raggiungibile e integrato con luoghi già frequentati dalla comunità locale.

Per le amministrazioni comunali non sono previsti costi, perché l’intervento viene sviluppato attraverso accordi specifici con Poste Italiane. In questo modo i piccoli centri possono dotarsi di un servizio aggiuntivo senza dover sostenere direttamente l’investimento per la posa delle colonnine.

Il ruolo del progetto Polis nei piccoli centri

L’operazione rientra nel progetto Polis, il programma con cui Poste Italiane sta intervenendo nei Comuni di minori dimensioni per avvicinare servizi pubblici e strumenti digitali ai cittadini. In questo quadro, l’ufficio postale non viene considerato soltanto come presidio tradizionale, ma come punto di accesso a funzioni più ampie di utilità quotidiana.

Accanto alla ricarica per i mezzi elettrici, il disegno complessivo comprende infatti anche altri interventi sugli immobili e sui servizi. In Friuli Venezia Giulia l’azienda ha già portato avanti pure il percorso denominato Smart Building in diverse sedi aperte al pubblico.

Un tassello della transizione energetica sul territorio

L’ampliamento della rete si inserisce nella strategia ambientale di Poste Italiane, che comprende l’uso di energia da fonti rinnovabili per gli edifici e la graduale conversione della flotta aziendale. Sul piano locale, il tema incrocia la necessità di rendere più capillari le infrastrutture per chi sceglie veicoli elettrici anche fuori dalle città.

Secondo quanto indicato dall’azienda, il programma nazionale prevede entro il 2026 l’attivazione di 10mila punti di ricarica, in larga parte Quick da 2x22 kW, con una quota di colonnine Fast DC da 50 kW. Per l’Udinese, intanto, il risultato più concreto è una rete che si allarga e che porta questo servizio in una serie di comunità dove finora era meno presente.

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