Pordenonelegge guarda al 2027: in arrivo uno spazio dedicato agli autori del dissenso
La Festa del Libro torna dal 16 al 20 settembre e aggiunge l’Arena della Libertà. Il programma completo sarà svelato il 7 luglio a Milano.
Pordenone prepara una nuova tappa del percorso che la accompagna verso il 2027, anno da Capitale italiana della Cultura, e lo fa rilanciando uno dei suoi eventi più riconoscibili. La prossima edizione di Pordenonelegge, in calendario dal 16 al 20 settembre, si presenterà con una novità dal forte valore simbolico: un nuovo spazio pensato per ospitare scrittori e intellettuali segnati da censura, persecuzioni o esilio.
L’anticipazione è arrivata al Salone internazionale del Libro di Torino, nello spazio del Friuli Venezia Giulia, dove la Fondazione Pordenonelegge.it ha tracciato alcune linee della 27esima edizione. Il programma completo sarà illustrato martedì 7 luglio a Milano, in un appuntamento che porterà il festival fuori regione prima del ritorno nel cuore di Pordenone.
Un’edizione che si lega al cammino verso la Capitale della Cultura
Per la città, il festival non sarà soltanto uno degli appuntamenti centrali di settembre, ma anche un tassello del biennio che conduce all’appuntamento del 2027. Il presidente della Fondazione Pordenonelegge.it Michelangelo Agrusti ha definito la prossima edizione come un passaggio speciale dentro questo percorso, capace di valorizzare il sistema culturale cittadino e di rafforzarne la proiezione nazionale.
Al Salone torinese erano presenti, oltre ad Agrusti, il direttore artistico Gian Mario Villalta, i curatori Alberto Garlini e Valentina Gasparet e la direttrice della Fondazione Michela Zin. Il messaggio emerso è quello di un festival che intende accompagnare la città anche nel periodo successivo, fino all’edizione del settembre 2027, quando il calendario legato al titolo di Capitale entrerà nella sua fase conclusiva.
Nel centro storico nasce l’Arena della Libertà
La novità più rilevante del 2026 sarà l’Arena della Libertà, collocata nel centro storico di Pordenone. L’idea è quella di farne uno spazio riconoscibile del festival, dedicato a voci letterarie e culturali che arrivano da contesti in cui i diritti vengono compressi o la libera espressione incontra ostacoli pesanti.
La scelta, nelle intenzioni degli organizzatori, vuole dare forma concreta a un tema che attraversa da tempo la manifestazione: il rapporto tra libri, responsabilità civile e difesa della libertà. Agrusti ha spiegato che l’apertura del festival sarà costruita proprio attorno a questo impegno, con attenzione rivolta ad autori e autrici dissidenti o colpiti da repressione e fanatismi.
Lo stesso presidente ha richiamato il ruolo che Pordenonelegge intende mantenere nel leggere il presente attraverso la letteratura, trasformando gli incontri in un osservatorio sui grandi nodi del nostro tempo. In questa prospettiva, il nuovo spazio non appare come un’aggiunta marginale, ma come uno dei segni identitari dell’edizione.
Resta l’asse europeo, con un focus sulla poesia
Accanto alla nuova arena, il festival conferma anche l’Arena Europa, introdotta l’anno scorso lungo il Noncello. Continuerà così il lavoro sulle connessioni culturali con il continente, con un’attenzione particolare alla poesia contemporanea dei Paesi che un tempo stavano oltre la cortina di ferro.
Villalta ha ribadito che la poesia resta uno degli strumenti privilegiati con cui il festival coltiva il dialogo europeo. Il confronto coinvolge gli Istituti italiani di cultura, gli editori nazionali e anche le realtà del territorio che negli ultimi anni hanno investito nella traduzione di autori provenienti da quell’area geografica.
Tra i riferimenti indicati dal direttore artistico c’è il progetto “Europa della Poesia”, considerato un punto qualificante anche nel dossier di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027. Proprio al Salone di Torino il progetto è stato richiamato durante un incontro dedicato ai versi croati, con l’idea della poesia come mezzo per riallacciare legami culturali indeboliti nel secondo dopoguerra.
Una rete che passa da Torino, Milano, Trento e Lecce
La presenza di Pordenonelegge a Torino si inserisce in una trama di relazioni che in questi giorni tocca anche altre città italiane. Agrusti parteciperà il 20 maggio al panel “Libri e democrazia” al Festival dell’Economia di Trento, insieme a Paola Severino, Stefano Biolchini, Galileo Lorenzo Sciarretta e al presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga.
Nelle stesse ore, il festival ha portato il proprio contributo anche in Puglia. In un appuntamento promosso da Conversazioni sul futuro, la direttrice Michela Zin ha parlato del rapporto tra festival, biblioteche, archivi e comunità, sottolineando come la lettura possa diventare un luogo di relazione reale, oltre che un indicatore della vitalità culturale di un territorio.
Da questo punto di vista, il legame tra Pordenone e i libri resta uno degli elementi che più caratterizzano la manifestazione. Zin ha richiamato la partecipazione del pubblico, evidenziando una comunità di lettori che segue gli incontri, acquista i volumi e usa il festival come occasione per approfondire temi e autori. È anche su questa base che la prossima edizione punta ad aprire una fase nuova, tenendo insieme dimensione locale, reti nazionali e respiro europeo.