Pordenonelegge, lo studio sull’indotto: 33,8 milioni di ricadute economiche in Friuli Venezia Giulia

La ricerca presentata a Pordenone misura l’effetto del festival sull’economia regionale: 15,39 milioni sul Pil e un ritorno di 18 euro per ogni euro investito.

A cura di Web Team Web Team
05 novembre 2026 20:27
Pordenonelegge, lo studio sull’indotto: 33,8 milioni di ricadute economiche in Friuli Venezia Giulia -
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Non solo incontri, autori e pubblico: Pordenonelegge si conferma anche un fattore economico capace di lasciare un segno ben oltre i giorni del festival. I dati diffusi a Pordenone fotografano un impatto complessivo di 33,8 milioni di euro sul sistema produttivo regionale, con effetti che toccano turismo, servizi e attività culturali.

La ricerca, promossa dalla Fondazione Pordenonelegge e illustrata a Palazzo Montereale Mantica, quantifica inoltre in 15,39 milioni di euro il contributo al Pil del Friuli Venezia Giulia. Un risultato che rafforza il peso del festival nel panorama culturale della regione, non soltanto sul piano simbolico ma anche sotto il profilo economico.

Quanto vale il festival per il territorio

Tra i numeri messi in evidenza dallo studio c’è anche il rapporto tra investimenti e ritorni: per ogni euro impiegato dalla Fondazione, il territorio ne genera 18. Un dato che restituisce la dimensione concreta delle ricadute prodotte dalla manifestazione, oggi tra gli appuntamenti culturali più riconoscibili del Friuli Venezia Giulia.

L’indagine, realizzata con la collaborazione della Regione e accompagnata da un’analisi del pubblico, rileva anche il peso della spesa dei visitatori. La media giornaliera arriva a 340 euro per gli stranieri e a 307 euro per gli italiani, mentre ogni euro speso dal pubblico attiva un moltiplicatore economico pari a 2,15.

Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura Mario Anzil, il sindaco di Pordenone Alessandro Basso, il presidente della Fondazione Pordenonelegge Michelangelo Agrusti, il direttore artistico Gian Mario Villalta e Guido Guerzoni, docente dell’Università Bocconi e amministratore delegato di Formules Srl, che ha curato lo studio.

Il legame con la filiera culturale e turistica

Nel suo intervento, Anzil ha sottolineato come l’esperienza di Pordenonelegge mostri in modo chiaro che la cultura può tradursi in opportunità di sviluppo, occupazione e attrattività. Il festival, nelle parole del vicegovernatore, contribuisce a consolidare il ruolo di Pordenone come città del libro riconosciuta anche oltre i confini nazionali.

Accanto alla dimensione culturale, è stata richiamata anche quella produttiva: secondo quanto emerso, la manifestazione alimenta una rete che coinvolge imprese, ospitalità, professioni creative e servizi collegati. Un effetto che interessa quindi non solo il capoluogo, ma l’intero contesto regionale.

Pordenonelegge genera 33,8 milioni di euro sul tessuto produttivo
Pordenonelegge genera 33,8 milioni di euro sul tessuto produttivo

Un altro elemento rimarcato durante l’incontro riguarda la scelta di affidare la misurazione dell’impatto a uno studio indipendente. Per la Regione, questo passaggio consente di leggere con maggiore precisione il valore generato da un grande evento culturale e di inserirlo in una strategia più ampia di crescita del comparto.

Uno scenario che guarda al 2027

La presentazione della ricerca si è svolta nella stessa giornata di apertura di Eureka, la Fiera nazionale delle imprese culturali e creative in corso a Pordenone. Un accostamento che, negli interventi istituzionali, è stato letto come il segnale di una visione comune: cultura e impresa come realtà in grado di sostenersi a vicenda.

Il riferimento finale è andato anche al percorso che porterà a Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027. In questa prospettiva, i risultati emersi dallo studio su Pordenonelegge rappresentano un indicatore importante per tutto il Friuli Venezia Giulia: investire in eventi culturali, secondo i dati presentati, significa attivare valore economico e rafforzare l’identità del territorio.

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