A Pordenone una serata Kubrick: Cinemazero ripropone “Eyes Wide Shut” in lingua originale
Martedì 5 maggio alle 20.45 il cinema pordenonese rimette in programma l’ultimo film di Stanley Kubrick, con sottotitoli in italiano.
Per il pubblico friulano che ama il cinema d’autore, martedì 5 maggio c’è un ritorno di quelli che non passano inosservati: Cinemazero, a Pordenone, riporta in sala “Eyes Wide Shut”, ultimo lavoro firmato da Stanley Kubrick.
La proiezione è fissata alle 20.45 e sarà proposta in versione originale con sottotitoli in italiano, formula che restituisce intatta la voce del film e il suo clima sospeso. A quasi tre decenni dall’uscita, il titolo continua infatti a richiamare spettatori, appassionati e curiosi.
Un classico che continua a interrogare il pubblico
Nel panorama delle opere di Kubrick, “Eyes Wide Shut” occupa un posto particolare. Arrivato nelle sale statunitensi dopo la scomparsa del regista, è rimasto nel tempo uno dei suoi lavori più discussi e meno pacificati, capace ancora oggi di generare letture diverse.
Il film affonda nei temi del desiderio, della paura intima, della coppia e delle crepe che possono aprirsi sotto una normalità solo apparente. Proprio questa ambiguità, mai del tutto sciolta, è una delle ragioni per cui la pellicola continua a essere riproposta anche nelle programmazioni contemporanee.
Dalla pagina allo schermo
La storia nasce da “Doppio sogno” di Arthur Schnitzler, ma Kubrick la trasporta nella New York degli anni Novanta. Al centro ci sono William Hartford, medico di successo, e Alice, sua moglie, che lavora come gallerista.
All’inizio i due sembrano incarnare un equilibrio solido, fatto di benessere e sicurezza. È però proprio dentro questa immagine ordinata che cominciano a emergere inquietudini, fantasie e tensioni capaci di cambiare il loro rapporto.
Il viaggio notturno del protagonista
Tutto accelera dopo una festa, quando entrambi si trovano a fare i conti con attrazioni inattese e con ciò che resta normalmente inespresso. La confessione di Alice innesca così nel marito una deriva notturna fatta di incontri, tentazioni e passaggi sempre più instabili.
William si addentra in una sequenza di episodi che lo spingono fuori dalla sua quotidianità e lo avvicinano a una dimensione opaca, dove i confini si fanno meno leggibili. Il momento più emblematico arriva con il rituale in una villa appartata, scena che concentra gran parte del mistero e della tensione del film.
È anche attraverso questo percorso che Kubrick costruisce un’opera ancora oggi riconoscibile per rigore visivo e controllo della messa in scena: movimenti misurati, colori forti, immagini che restano nella memoria. La riproposta di Cinemazero si inserisce così in una tradizione cittadina attenta al grande cinema internazionale e offre a Pordenone un nuovo appuntamento con uno dei titoli più enigmatici del Novecento.