Pordenone rilegge la pubblicità del grande schermo: alla Sagittaria un viaggio tra cimeli, star e prime forme di condivisione

Fino al 28 agosto 2026 ingresso libero alla Galleria Sagittaria: in mostra circa cento materiali della raccolta di Silvia Moras, con uno spazio speciale dedicato a Rodolfo Valentino

06 giugno 2026 13:55
Pordenone rilegge la pubblicità del grande schermo: alla Sagittaria un viaggio tra cimeli, star e prime forme di condivisione -
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Prima dei social, il cinema sapeva già creare attese, mode e piccoli riti collettivi. A Pordenone questo racconto prende forma alla Galleria Sagittaria, dove è aperta fino al 28 agosto 2026 la mostra “Cinema Effimero. Materiali per comunicare e promuovere. Alle origini dei social media”, visitabile gratuitamente.

L’iniziativa porta in città un percorso costruito su circa un centinaio di pezzi provenienti dalla collezione privata di Silvia Moras. Non si tratta di semplici curiosità per appassionati: figurine, cartoline, album, fotografie promozionali, calendarietti e scrapbook mostrano come il pubblico del Novecento entrasse in relazione con film e interpreti ben oltre la sala di proiezione.

La rassegna è promossa dal Centro Iniziative Culturali Pordenone ed è la 516^ mostra dell’ente. Alla realizzazione collaborano Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e Comune di Pordenone, con il sostegno di Fondazione Friuli e di Casa Zanussi Centro Cultura Pordenone.

Per il pubblico gli orari vanno dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 18. Sono previste anche visite guidate su richiesta e fuori fascia oraria, con prenotazione via mail.

Pordenone, alla Galleria Sagittaria la mostra sul cinema effimero visitabile fino al 28
Pordenone, alla Galleria Sagittaria la mostra sul cinema effimero visitabile fino al 28

Oggetti fragili che raccontano un’altra storia del cinema

Il percorso espositivo attraversa decenni diversi, dal muto agli anni Ottanta, e si concentra sugli ephemera cinematografici: materiali nati per accompagnare l’uscita dei film, alimentare il fascino dei divi e circolare nella vita quotidiana. Proprio la loro natura temporanea li rende oggi preziosi per capire come funzionava la comunicazione visiva del secolo scorso.

La mostra suggerisce una lettura chiara: molto prima delle piattaforme digitali esistevano già pratiche di scambio, collezionismo e partecipazione popolare capaci di trasformare i contenuti culturali in esperienza condivisa. In questo senso, quei supporti cartacei e promozionali possono essere considerati antenati di dinamiche che oggi associamo al web.

Fulvio Dell’Agnese, direttore del Centro Iniziative Culturali Pordenone, sottolinea il tratto comune della raccolta di Silvia Moras, fatta di invenzione e gusto visivo. Tra gli esempi citati compaiono bottoni rivestiti con i volti degli attori e dischi orari illustrati con gli occhi di Jean Harlow, segni di un rapporto diretto e domestico tra spettatori e immaginario cinematografico.

Pordenone, alla Galleria Sagittaria la mostra sul cinema effimero visitabile fino al 28
Pordenone, alla Galleria Sagittaria la mostra sul cinema effimero visitabile fino al 28

Una sala della mostra guarda a Rodolfo Valentino

Uno dei punti più forti dell’esposizione è lo spazio riservato a Rodolfo Valentino, proposto nell’anno che segna il centenario della sua morte, avvenuta a New York il 23 agosto 1926. La scelta restituisce centralità a una figura che continua a occupare un posto unico nella storia del cinema mondiale.

In questa sezione trovano posto cartoline celebrative, figurine, fotografie pubblicitarie e anche fascette di sigari dedicate all’attore nato a Castellaneta il 6 maggio 1895. Spicca soprattutto un raro scrapbook inglese del 1926 costruito attorno al mito del “latin lover”, con ritagli originali dell’epoca legati agli ultimi mesi della sua vita.

La parabola di Valentino viene richiamata anche per il suo valore simbolico: partito dall’Italia in un contesto segnato dall’emigrazione, riuscì a imporsi negli Stati Uniti fino a diventare uno dei primi divi globali del grande schermo. Un caso che racconta insieme successo personale, costruzione mediatica e immaginario popolare.

Pordenone, alla Galleria Sagittaria la mostra sul cinema effimero visitabile fino al 28
Pordenone, alla Galleria Sagittaria la mostra sul cinema effimero visitabile fino al 28

Dal collezionismo alle “tecnologie sociali” del Novecento

Il sottotitolo della mostra non è una provocazione ma una chiave di lettura precisa. Silvia Moras osserva infatti che molte pratiche considerate oggi moderne erano già presenti nella cultura visuale del Novecento: conservare, scambiare, mostrare, riconoscersi in un’immagine pubblica, costruire comunità attorno a un divo o a un film.

Quegli oggetti non servivano solo a pubblicizzare un titolo in uscita. Avevano anche la funzione di tenere vivo un legame, produrre appartenenza e alimentare conversazioni. Per questo la tappa pordenonese si inserisce in un interesse più ampio verso la storia della comunicazione visiva e dei consumi culturali.

Catalogo e rarità in esposizione

Ad accompagnare la rassegna c’è anche un catalogo con un approfondimento dedicato ai materiali effimeri, arricchito dai contributi degli storici del cinema Carlo Montanaro, Paolo Caneppele, Mariapia Comand e Paolo Tosini.

Pordenone, alla Galleria Sagittaria la mostra sul cinema effimero visitabile fino al 28
Pordenone, alla Galleria Sagittaria la mostra sul cinema effimero visitabile fino al 28

Tra i pezzi più notevoli figurano una rara novelizzazione in cartoline viaggiate del film Il ponte dei sospiri del 1921, la prima trasposizione cinematografica in forma di novelizzazione illustrata dell’episodio Il piccolo scrivano fiorentino tratto da Cuore, e una notevole novelizzazione in cromos spagnole del Napoléon di Abel Gance. Materiali che, anche a distanza di un secolo, aiutano a capire quanto il cinema fosse già capace di uscire dallo schermo e abitare la vita di tutti i giorni.

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