Pordenone punta sulla filiera creativa: Eureka torna in fiera il 5 e 6 novembre 2026
Oltre cento aziende hanno già confermato la presenza alla manifestazione che accompagnerà il percorso della città verso il 2027.
Pordenone si prepara ad accogliere un nuovo appuntamento pensato per mettere in relazione cultura, impresa e innovazione. Il 5 e 6 novembre 2026 la Fiera ospiterà infatti la terza edizione di Eureka, manifestazione nazionale dedicata alle imprese culturali e creative, con più di cento adesioni già raccolte da aziende arrivate da diverse aree del Paese.
Per il territorio friulano l'evento assume un significato particolare: cade infatti nell'anno che precede Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 e si inserisce in una fase in cui la città sta rafforzando il proprio profilo anche come luogo di confronto tra produzione culturale e sviluppo economico.
L'iniziativa è promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia e vede Pordenone Fiere come partner organizzativo. La presentazione ufficiale si è svolta a Roma, nella sede di rappresentanza della Regione, ma il baricentro dell'operazione resta chiaramente il Nordest e, in particolare, il sistema pordenonese.
Un appuntamento che guarda oltre i confini regionali
Eureka viene indicata come l'unica fiera italiana interamente centrata sulle imprese culturali e creative. Il progetto mira a far incontrare operatori di ambiti come arte, design, audiovisivo e servizi digitali con aziende di altri comparti produttivi, in una logica di collaborazione che guarda anche ai mercati vicini, soprattutto Austria e Slovenia.
Nelle settimane precedenti la manifestazione è stata presentata in varie città italiane attraverso un roadshow che ha toccato Milano, Firenze, Torino, Bari, Treviso e infine Roma. Da questo percorso sono arrivate le prime conferme: le imprese aderenti hanno già superato quota cento.
Il peso economico della cultura in Friuli Venezia Giulia
Uno degli aspetti messi maggiormente in evidenza riguarda l'impatto del settore sul tessuto produttivo regionale. In Friuli Venezia Giulia la filiera culturale e creativa sfiora il 6% del Pil e conta oltre 5.200 realtà economiche, pari al 5,3% del totale delle imprese presenti sul territorio.
Si tratta di numeri che collocano la regione ai vertici nazionali per incidenza di questo comparto. Il quadro italiano, richiamato attraverso il rapporto Symbola 2025, conferma una dimensione molto ampia: 289 mila imprese, 115 miliardi di euro di valore aggiunto e più di 1,55 milioni di occupati, per una quota del 15,5% sull'economia del Paese.
Durante la presentazione, il vicegovernatore con delega alla Cultura Mario Anzil ha ribadito che la cultura viene considerata dalla Regione una leva strategica, ricordando sia il livello degli investimenti pubblici sia l'attenzione riservata alla misurazione dell'impatto economico del comparto.
La scommessa del Nordest tra crescita e integrazione
Nel corso dell'incontro romano è stato illustrato anche un report firmato Swg. Dalla ricerca emerge che una fiera come Eureka risponde a una domanda concreta proveniente dalle imprese del settore e ottiene un riscontro positivo tra chi la conosce già, mentre resta ancora limitata la sua notorietà presso il pubblico più ampio.
Lo studio ha dedicato un focus specifico al Nordest, evidenziando le prospettive di sviluppo delle imprese culturali e creative e la possibilità di legarle in modo sempre più stretto alle altre filiere produttive. È una prospettiva che interessa da vicino anche il Friuli, dove il rapporto tra territorio, impresa e progettualità culturale è ormai un tema strutturale.
Secondo Anzil, la collocazione geografica del Friuli Venezia Giulia e la sua naturale apertura internazionale possono rafforzare il ruolo di Eureka come piattaforma stabile di dialogo, con Pordenone in posizione favorevole per diventare un punto di riferimento europeo in questo ambito.
La presentazione a Roma e i protagonisti dell'iniziativa
Alla conferenza stampa è arrivato anche un messaggio del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Erano presenti inoltre l'assessore alla Cultura della Regione Lazio Simona Renata Baldassarre, il presidente di Pordenone Fiere Renato Pujatti, la responsabile di Eureka Elena Mengotti della Direzione centrale Cultura della Regione e la consigliera delegata al Bilancio della Città metropolitana di Roma Cristina Michetelli.
La mattinata si è conclusa con una tavola rotonda dedicata alle politiche pubbliche per la cultura, moderata dal docente dell'Università Bocconi Guido Guerzoni, con gli interventi di Giuseppe Laterza, presidente della casa editrice Laterza, e di Benedetto Habib, produttore cinematografico partner di Indiana Production. Per Pordenone, intanto, resta il dato più concreto: l'avvicinamento al 2027 passa anche dalla capacità di attrarre eventi che uniscono visione culturale e ricaduta economica.