Pordenone racconta se stessa camminando: debutta la guida audio del percorso CAI urbano
Undici tappe e 11 chilometri dentro la città, tra Noncello, parchi, quartieri e memoria industriale, con contenuti accessibili anche in tre lingue.
Un itinerario cittadino già noto ai pordenonesi aggiunge ora uno strumento in più per essere seguito e compreso passo dopo passo. Il Sentiero CAI in Città, percorso urbano lungo 11 chilometri, da oggi può contare su un’audioguida pensata per accompagnare residenti e visitatori attraverso alcuni dei luoghi che meglio raccontano l’identità di Pordenone.
La presentazione ufficiale si è svolta sabato 10 ottobre 2026 con il supporto dell’Assessorato comunale alla Cultura e al Turismo. Per il Comune erano presenti gli assessori Alberto Parigi, Emilio Badanai Scalzotto e Mattia Tirelli, a conferma del valore trasversale dell’iniziativa, tra promozione del territorio, ambiente e vivibilità urbana.
Un percorso che legge Pordenone attraverso l’acqua
L’idea alla base del tracciato è semplice ma forte: osservare la città seguendo il legame che la unisce all’acqua e, in modo simbolico, anche alla montagna. Il cammino mette in relazione il centro storico di Portus Naonis con il Noncello, le risorgive, i laghetti e i canali che nei secoli hanno inciso sulla crescita della città.
È una chiave di lettura che porta a guardare con più attenzione elementi spesso dati per scontati. Nel racconto del sentiero entrano così porti fluviali, mulini, attività artigiane, cotonifici e segni della trasformazione produttiva che hanno modellato Pordenone ben oltre l’immagine più immediata del suo centro.
Come si usa la nuova audioguida
I contenuti sono disponibili tramite l’app MACA, che accompagna le undici fermate del percorso con materiali dedicati. Ogni tappa offre spiegazioni e approfondimenti utili a orientarsi tra storia locale, curiosità e caratteristiche dei luoghi attraversati.
Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità. L’audioguida è fruibile in italiano, inglese e tedesco e unisce tracce audio e testi scritti, così da risultare utilizzabile anche da persone cieche e da persone sorde. A completare il progetto c’è anche un depliant narrativo pensato come supporto lungo il cammino.
Dai parchi ai quartieri, un anello urbano da percorrere con calma
Il Sentiero CAI in Città era stato avviato nel 2025 in occasione del centenario della Sezione CAI di Pordenone. Con questa nuova guida il progetto fa un passo ulteriore e diventa ancora più leggibile per chi vuole affrontarlo senza perdersi i riferimenti culturali e paesaggistici disseminati lungo il tragitto.
L’itinerario tocca il Parco del Seminario, Torre, il Parco San Valentino e il Parco Galvani, alternando verde pubblico, testimonianze storiche e spazi di quartiere. Lungo il percorso compaiono anche una villa romana, un castello medievale, vecchi lavatoi, tracce di archeologia industriale, richiami al mondo alpino e murales pensati per essere esplorati anche con il tatto.
Non manca una dimensione inclusiva, presente in più punti del cammino attraverso soluzioni e aree progettate per una fruizione più ampia. Anche questo aspetto contribuisce a fare del sentiero non solo una passeggiata culturale, ma un’esperienza urbana aperta a pubblici diversi.
Un’occasione anche per chi vive la città ogni giorno
Dal punto di vista pratico si tratta di un tragitto facile, quasi interamente in piano, che richiede circa due ore e mezza senza contare le soste. Un tempo accessibile per una visita lenta, adatta tanto a chi arriva da fuori quanto a chi conosce già Pordenone ma vuole osservarla da una prospettiva meno abituale.
Nel corso della presentazione, l’assessore Alberto Parigi ha sottolineato come l’iniziativa aiuti a restituire il carattere del territorio e il lavoro condiviso tra istituzioni e associazioni. Il nuovo strumento, in questa direzione, rafforza un percorso che punta a mettere in evidenza patrimonio, memoria e tratti distintivi della città.
Per Pordenone si tratta di un tassello concreto nella valorizzazione di un itinerario urbano che unisce natura, storia e vita quotidiana. Le undici tappe diventano così un invito a rallentare e a riconoscere, dentro luoghi attraversati spesso in fretta, una parte importante del racconto cittadino.