Pordenone prepara il 2027 con un biennio di esposizioni: musei, fotografia e nuovi spazi in città
Il Comune ha tracciato la rotta verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027: oltre cinquanta appuntamenti tra arte, scienza, memoria locale e linguaggi contemporanei.
La corsa di Pordenone verso il 2027 passa anche da un calendario espositivo molto ampio, pensato per distribuire iniziative e pubblico in diversi luoghi della città. Il programma illustrato dal Comune mette in fila più di cinquanta mostre tra il 2026 e il 2027 e costruisce un percorso che non si limita alle arti visive, ma intreccia fotografia, fumetto, archeologia, scienza e racconto del territorio.
L'idea di fondo è quella di arrivare all'anno di Capitale italiana della Cultura con una proposta capace di coinvolgere sedi differenti, dai musei civici agli spazi più recenti, con il sostegno di collaborazioni istituzionali e culturali che guardano anche al resto del Friuli Venezia Giulia.
Secondo quanto emerso nella presentazione, il cartellone sarà ancora arricchito nei prossimi mesi, soprattutto per quanto riguarda alcune esposizioni di profilo internazionale. Intanto, però, sono già delineati i primi tasselli di un biennio che punta a tenere insieme nomi affermati, nuove generazioni e temi legati all'identità pordenonese.
I primi appuntamenti già definiti per il 2026
Tra le mostre già in corso figura a Palazzo Ricchieri l'antologica dedicata a Mario Moretti, visitabile fino al 21 settembre 2026. L'esposizione ripercorre il lavoro dell'artista attraverso dipinti, sculture e disegni, soffermandosi in particolare su una ricerca in cui il paesaggio occupa un posto centrale.
Attorno alla mostra sono stati programmati anche momenti di approfondimento aperti al pubblico. Tra questi, la presentazione del catalogo fissata per il 4 settembre alle 18, attività per famiglie, visite guidate e un appuntamento del 10 settembre collegato al progetto "La Cultura che Cura", inserito nel dossier di Pordenone 2027.
Nello stesso museo, in autunno, tornerà anche "Icons of Art", iniziativa sviluppata con l'Associazione culturale Naonis e la Scuola Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo. Il progetto guarda agli under 35 e porterà in città i ritratti in mosaico realizzati dagli allievi nell'ambito del concorso Mosaic Young Talent, insieme alle opere premiate nelle edizioni precedenti.
Dal 7 novembre al 27 dicembre 2026, ancora Palazzo Ricchieri accoglierà "Fuoriserie", prima personale museale del fotografo pordenonese Francesco Dolfo. Il lavoro mette in dialogo ambienti contemporanei e sale storiche del palazzo, usando il tema dell'abitare come ponte tra epoche e linguaggi diversi.
Nel quadro delle iniziative diffuse compare anche la mostra dedicata a Rodolfo Valentino alla Galleria Sagittaria, inserita nel cammino che accompagna la città verso il grande appuntamento del 2027.
Non solo arte: spazio anche a scienza e storia cittadina
Il piano presentato dall'amministrazione non si concentra soltanto sulle esposizioni artistiche in senso stretto. Al Museo di Storia Naturale Silvia Zenari, dal 5 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, è prevista "Silvia Zenari – La memoria degli erbari", rassegna documentaria che ricostruisce il profilo della geologa e botanica pordenonese attraverso materiali d'archivio e testimonianze legate al patrimonio scientifico del museo.
Accanto a questo filone trova posto anche un lavoro di rilettura della trasformazione urbana e produttiva di Pordenone nel secondo Novecento. Tra i temi messi sul tavolo c'è infatti il passaggio dalla dimensione agricola a quella industriale, con riflessi profondi sulla vita economica e sociale della città. In questa chiave si collocano i richiami a figure come Luciano Savio e, guardando oltre, a Galvani nel 2028.
Le linee già annunciate per l'anno della Capitale
Per il 2027 uno dei progetti già citati è "Revolution N°9", mostra multidisciplinare prevista nella seconda parte dell'anno. Il percorso vuole indagare il modo in cui le arti hanno letto e anticipato alcuni snodi decisivi del secondo Novecento, utilizzando città simbolo come chiave di racconto.
Tra le traiettorie anticipate ci sono New York, osservata attraverso la fine delle illusioni degli anni Sessanta e i cambiamenti di costume e politica, e Berlino, raccontata come crocevia degli anni Ottanta tra scena industriale, techno e fermenti culturali prima della caduta del Muro. Nel progetto compaiono riferimenti a figure come Patti Smith, Robert Mapplethorpe, Yoko Ono, John Lennon, Nick Cave e Wim Wenders.
L'assessore alla Cultura Alberto Parigi ha spiegato inoltre che il calendario non è ancora chiuso e che altre presentazioni arriveranno più avanti, con particolare attenzione a sedi come la Galleria Bertoia e il Palazzo del Fumetto, indicate tra i luoghi destinati ad accogliere alcune delle prossime iniziative di rilievo internazionale.
Una rete cittadina che si allarga oltre i musei civici
Uno degli elementi più significativi del programma è l'allargamento della mappa espositiva. Oltre alle sedi civiche, il biennio coinvolge infatti la sala dell'Associazione ProPordenone, il nuovo SpazioZero di Cinemazero e i Mercati Culturali Pordenone, dove ha trovato spazio "Die Gelbe Wand", progetto dedicato alla fotografia internazionale e alle arti visive contemporanee.
Anche il Palazzo del Fumetto rientra tra i poli centrali del percorso costruito verso il 2027, con future mostre già annunciate e una collaborazione che vede in campo anche la Regione. È uno degli snodi su cui la città punta per dare continuità al calendario e differenziare l'offerta culturale.
Alla presentazione del programma hanno partecipato, oltre all'assessore Parigi, anche i conservatori dei Musei Civici: Fabiana Iurig per il Museo d'Arte, Thamara Benazzoli per il Museo di Storia Naturale e Andrea Giunto per il Museo Archeologico del Friuli Occidentale. Un segnale del lavoro di squadra con cui Pordenone prova a trasformare il conto alla rovescia verso il 2027 in un percorso culturale già visibile e diffuso in città.