Pordenone, una mostra per tenere viva la lezione di Falcone e Borsellino

All’Oratorio Beato Odorico da Pordenone il percorso espositivo promosso dall’UNMS: aperture fino al 14 maggio anche su appuntamento.

25 aprile 2026 06:07
Pordenone, una mostra per tenere viva la lezione di Falcone e Borsellino -
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A Pordenone si torna a riflettere sul valore della memoria e dell’impegno civile con la mostra itinerante “L’Eredità di Falcone e Borsellino”, aperta all’Oratorio della Parrocchia Beato Odorico da Pordenone e visitabile fino al 14 maggio.

L’iniziativa, ospitata dalla sezione territoriale UNMS di Pordenone, propone un percorso dedicato alla figura dei due magistrati uccisi dalla mafia e al segno profondo lasciato nel Paese dal loro lavoro. L’apertura della mostra ha richiamato rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo, a conferma del rilievo pubblico dell’appuntamento.

Per il Comune era presente l’assessore Pietro Tropeano, che ha rimarcato la portata educativa dell’esposizione. Nel suo intervento ha richiamato l’attualità della testimonianza di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, indicando il loro esempio come un riferimento ancora forte soprattutto per i più giovani, nonostante siano passati oltre trent’anni dalla loro morte.

Il significato dell’iniziativa

Durante l’inaugurazione è intervenuto anche il giornalista Franco Nicastro, che ha ripercorso il ruolo storico svolto dai due magistrati nella lotta alla mafia tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta. Un’azione che, come è stato ricordato, non cambiò soltanto l’approccio investigativo, ma contribuì anche a far crescere una coscienza antimafia più ampia e condivisa.

Nel suo intervento Nicastro ha insistito anche sull’eredità morale lasciata da Falcone e Borsellino, richiamando il tema della responsabilità collettiva e della necessità di contrastare indifferenza e compromessi morali. Un messaggio che resta centrale anche oggi e che la mostra intende rilanciare attraverso il suo percorso.

Alla cerimonia ha partecipato inoltre il procuratore della Repubblica di Pordenone, Pietro Montrone, che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa e per il suo obiettivo di custodire il ricordo di due servitori dello Stato arrivati fino al sacrificio estremo. Parole di sostegno sono state rivolte anche a chi ha curato e reso possibile l’esposizione.

All’apertura erano presenti anche Giorgio Romano, presidente della sezione UNMS di Pordenone, e Antonino Mondello, presidente nazionale UNMS, a sottolineare il valore dell’appuntamento sia sul piano locale sia su quello associativo nazionale.

Orari e modalità di visita

La mostra è realizzata con il patrocinio del Ministero della Giustizia e del Comune di Pordenone. Il pubblico può visitarla il martedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17, mentre il sabato e la domenica l’apertura è prevista dalle 10 alle 12.

Resta inoltre disponibile la possibilità di organizzare visite su appuntamento. Per la città si tratta di un’occasione per avvicinarsi a una pagina decisiva della storia italiana attraverso un’iniziativa che unisce memoria, formazione e attenzione al presente.

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