Pordenone, la giunta torna nei rioni: il percorso 2026 parte da Villanova e Torre
Nuovo giro nei quartieri per sindaco e assessori: incontri con volontari, parrocchie e associazioni tra Festa in Piassa e Sant’Agostino.
Il rapporto con i quartieri riparte dalle feste di fine estate. A Pordenone l’amministrazione comunale ha riavviato il programma di visite nei rioni cittadini, scegliendo anche per il 2026 di incontrare da vicino chi anima la vita locale attraverso sagre, parrocchie, gruppi associativi e volontariato.
Le prime uscite hanno riguardato due realtà molto presenti nel tessuto cittadino: Villanova con la Festa in Piassa e Torre con la Sagra di Sant’Agostino. L’iniziativa, già proposta lo scorso anno, punta a mantenere un contatto diretto tra giunta e comunità di quartiere, andando oltre il momento pubblico dell’evento e osservando da vicino le reti che lo sostengono.
Villanova, una collaborazione che coinvolge più realtà
Tra le tappe iniziali del percorso c’è stata l’area di Villanova, nello spazio compreso fra la scuola Rosmini, il centro Glorialanza e la parrocchia di Cristo Re. Qui la Festa in Piassa viene letta dal Comune come l’espressione di una collaborazione costruita nel tempo tra soggetti diversi, capaci di tenere insieme attività rivolte a generazioni differenti.
Secondo l’amministrazione, in questo quartiere si è consolidato un intreccio stabile fra scuola, sport, parrocchia, associazionismo e volontari. Un’esperienza che, viene evidenziato, è sostenuta anche da una convenzione tra le parti e che negli anni ha richiamato attenzione pure fuori dal territorio pordenonese e regionale.
Torre e il valore del ricambio generazionale
L’altra visita ha interessato Torre, dove sindaco Alessandro Basso e assessori hanno partecipato alla Sagra di Sant’Agostino. Ad accoglierli c’erano don Omar, don Giosuè, i volontari impegnati nella manifestazione e le associazioni presenti nel quartiere, compresi i gruppi legati ai donatori di sangue.
Uno degli aspetti sottolineati dal Comune riguarda la partecipazione di molti ragazzi nell’organizzazione della sagra. Per l’amministrazione è un segnale importante, perché mostra come anche le nuove generazioni trovino spazio concreto nelle attività di quartiere e nelle iniziative di carattere sociale.
Nel passaggio a Torre la giunta ha visitato anche la mostra “L’abito che parla”, iniziativa promossa da Fiume Crea APS, inserita nel contesto della manifestazione.
Il senso del tour nei quartieri
Nel presentare il percorso, il sindaco ha spiegato che l’idea è tenere insieme la visione sul futuro della città e l’ascolto dei luoghi della quotidianità. Nelle parole di Basso, Pordenone deve continuare a investire sulle proprie prospettive di crescita senza perdere il legame con la comunità che la sostiene ogni giorno.
Da qui la scelta di tornare nelle feste rionali anche quest’anno. Per il primo cittadino amministrare significa non solo programmare, ma anche confrontarsi con le persone, capire esigenze e osservare da vicino ciò che nasce nei quartieri grazie all’impegno condiviso.
Il passaggio nelle sagre, nella lettura del Comune, serve proprio a riconoscere il lavoro spesso silenzioso di chi dedica tempo ed energie alla collettività. È in queste relazioni, tra volontariato, partecipazione e presenza sul territorio, che l’amministrazione individua una parte significativa della forza sociale di Pordenone.