Pordenone guarda all’India attraverso l’obiettivo di Maniero: doppio appuntamento tra racconto e mostra

Alla SOMSI e a Palazzo Gregoris un percorso dedicato al reportage del fotografo pordenonese: anteprima il 18 giugno, esposizione aperta dal 26.

A cura di Web Team Web Team
16 giugno 2026 11:18
Pordenone guarda all’India attraverso l’obiettivo di Maniero: doppio appuntamento tra racconto e mostra -
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Un viaggio nato lontano dal Friuli diventa ora un appuntamento culturale per Pordenone. Nei prossimi giorni il pubblico cittadino potrà entrare nel progetto fotografico che Patrizio Maniero ha dedicato all’India, con una serata introduttiva il 18 giugno e, qualche giorno dopo, l’apertura della mostra negli spazi della Storica Società Operaia.

L’iniziativa porta in città “India. Frammenti di quotidianità”, lavoro costruito dal fotografo pordenonese dopo un itinerario affrontato in autonomia nel 2024 tra Rajasthan, Uttar Pradesh e Madhya Pradesh. Il primo momento pubblico è fissato per giovedì 18 giugno alle 20.45 al Centro Culturale di Palazzo Gregoris.

L’ingresso alla serata è gratuito fino all’esaurimento dei posti disponibili. Dal 26 giugno, invece, il progetto proseguirà in forma espositiva nella sede della SOMSI, offrendo ai visitatori un’occasione in più dentro il calendario di Estate a Pordenone e nel percorso che accompagna la città verso il 2027.

Pordenone, l’India di Patrizio Maniero arriva a Palazzo Gregoris: anteprima il 18 giugno
Pordenone, l’India di Patrizio Maniero arriva a Palazzo Gregoris: anteprima il 18 giugno

Un’anteprima pensata come esperienza dal vivo

Quello del 18 giugno non sarà un semplice incontro di presentazione. Maniero proporrà una multivisione fotografica costruita con immagini, parole e musica, scegliendo quindi una formula che mette il pubblico a contatto con l’atmosfera del lavoro prima ancora della visita in mostra.

L’idea non è quella di spiegare l’India in modo didascalico, ma di restituirne impressioni, contrasti e gesti quotidiani. Il sottotitolo del progetto, “contrasti, spiritualità e persone”, chiarisce bene la direzione scelta dall’autore: al centro ci sono volti, riti, dettagli e scene di vita raccolti lungo il percorso.

Nelle fotografie trovano spazio i colori del Rajasthan, le rive del Gange a Varanasi, la presenza dei templi e gli incontri avvenuti durante il viaggio. Ne emerge uno sguardo che evita la cartolina e prova invece a fermarsi su ciò che accade ogni giorno, tra dimensione umana e spirituale.

Il taglio del reportage e il profilo dell’autore

Patrizio Maniero, nato e residente a Pordenone, ha orientato negli anni il proprio lavoro verso il reportage e la fotografia naturalistica. Nei suoi viaggi ha attraversato 44 Paesi in Africa, America, Asia ed Europa, mantenendo come filo conduttore l’attenzione per i luoghi vissuti e per le persone incontrate.

Anche in questo progetto torna una scelta precisa: osservare ciò che resta fuori dai circuiti più prevedibili del turismo. L’India raccontata da Maniero non cerca una definizione unica, ma si compone di frammenti, richiami religiosi, materia della strada, colori forti e relazioni tra spazi e presenze umane.

Le date da segnare e i soggetti coinvolti

La proposta è promossa dalla SOMSI Pordenone con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia attraverso #iosonofriuliveneziagiulia, del Comune di Pordenone nell’ambito di Estate a Pordenone - Verso Capitale Italiana della Cultura 2027 e con il contributo di Banca della Marca.

Pordenone, l’India di Patrizio Maniero arriva a Palazzo Gregoris: anteprima il 18 giugno
Pordenone, l’India di Patrizio Maniero arriva a Palazzo Gregoris: anteprima il 18 giugno

Per chi vuole partecipare, il primo appuntamento è quindi mercoledì 18 giugno alle 20.45 a Palazzo Gregoris. La mostra fotografica aprirà poi dal 26 giugno alla Storica Società Operaia di Pordenone, portando in città un racconto per immagini che unisce viaggio, osservazione e vita quotidiana.

Per Pordenone è anche un modo per valorizzare il lavoro di un autore del territorio dentro un programma culturale che guarda al respiro internazionale senza perdere il legame con la scena locale.

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