Pordenone, una sera senza proiezioni: Cinemazero diventa un percorso di immagini, suoni e archivi
Giovedì 18 giugno dalle 17 alle 23 il centro culturale cambia volto con HAHAHAN’T, progetto diffuso firmato da 32 studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma.
Per un giorno Cinemazero abbandona la sua funzione più riconoscibile e invita il pubblico a vivere gli spazi in modo diverso. A Pordenone, giovedì 18 giugno, il complesso di via Mazzini 2 ospiterà HAHAHAN’T, un intervento artistico che trasforma sale, Mediateca e spazioZero in un unico itinerario fatto di videoinstallazioni, suoni, performance e musica.
L’iniziativa si svilupperà dalle 17 alle 23 e porterà in città 32 studenti e studentesse del corso di Videoinstallazione e Videoscultura dell’Accademia di Belle Arti di Roma. A guidare il lavoro è Daniele Puppi, artista pordenonese oggi attivo negli Stati Uniti, che torna così a misurarsi con la sua città attraverso un progetto collettivo.
Un cinema da attraversare, non da guardare soltanto
Il cuore dell’appuntamento sta proprio nel cambio di prospettiva. Non ci sarà la consueta programmazione in sala: le quattro sale di Cinemazero saranno ripensate come ambienti in comunicazione tra loro, da percorrere liberamente, con opere costruite per intervenire sull’architettura e sul rapporto tra immagini e spettatori.
L’idea è superare la visione classica frontale, quella dello schermo osservato da una poltrona, per proporre invece un’esperienza più immersiva. Il visitatore non sarà chiamato soltanto a osservare, ma a muoversi dentro gli spazi, seguendo una trama di proiezioni, interventi sonori e momenti musicali, compresa la musica dal vivo.
Anche spazioZero entrerà nel progetto come parte integrante del percorso, contribuendo a creare una dimensione diffusa che coinvolgerà l’intero complesso culturale pordenonese.
Il legame con Pordenone passa dagli archivi
Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa riguarda la Mediateca, dove il lavoro degli studenti si intreccia con la memoria visiva del territorio. Per alcune opere, infatti, sono stati utilizzati filmati familiari conservati negli archivi, materiali che raccontano scorci, persone e atmosfere della Pordenone di ieri.
Da queste immagini sono nati nuovi interventi artistici, capaci di mettere in dialogo la ricerca contemporanea con il patrimonio locale. È il punto in cui HAHAHAN’T assume un valore particolarmente interessante anche per il pubblico friulano: la sperimentazione non resta astratta, ma si appoggia su tracce concrete della storia cittadina.
Il progetto e il lavoro con gli studenti
La presenza di Daniele Puppi offre una chiave di lettura importante. La sua ricerca si concentra da tempo sull’incontro tra corpo, immagine, suono e spazio, con opere che puntano a coinvolgere fisicamente chi le attraversa. Lo stesso metodo è stato portato nel lavoro sviluppato con il gruppo dell’Accademia romana.
Anche il titolo scelto, HAHAHAN’T, suggerisce un cortocircuito percettivo: una risata che sembra interrompersi, incepparsi o deviare altrove. Un’immagine che restituisce bene il senso di un intervento costruito per alterare abitudini e coordinate di uno spazio solitamente dedicato al cinema tradizionale.
Le letture di Cinemazero e del Comune
Per Riccardo Costantini, responsabile eventi e Archivi di Cinemazero, il valore dell’iniziativa sta anche nella possibilità di offrire a giovani artiste e artisti un luogo concreto in cui sperimentare. In questo caso, la struttura culturale sceglie di mettere a disposizione non un’area marginale, ma l’intero organismo del cinema, accettando di sospendere la routine per ospitare un’azione condivisa.
L’assessore alla Cultura Alberto Parigi interpreta invece l’appuntamento come un segnale della vitalità culturale di Pordenone, città capace di accogliere produzioni contemporanee e di mettere in relazione esperienze provenienti da fuori con il proprio tessuto locale. Un passaggio che si inserisce anche nel percorso verso la candidatura a Capitale italiana della Cultura 2027.
Per il pubblico friulano l’occasione sarà quella di vedere Cinemazero sotto una luce insolita, in una serata in cui il luogo simbolo della visione cinematografica diventerà soprattutto uno spazio da esplorare.