Pordenone celebra Gloria Swanson: venerdì delle Giornate del Cinema Muto tra film, premio e memoria storica

Al Teatro Verdi una delle giornate centrali del festival: in serata “Sadie Thompson”, nel pomeriggio spazio al cinema pacifista e alle prime comedy domestiche.

08 ottobre 2026 15:01
Pordenone celebra Gloria Swanson: venerdì delle Giornate del Cinema Muto tra film, premio e memoria storica -
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Il volto scelto per accompagnare la 45ª edizione delle Giornate del Cinema Muto torna protagonista anche sullo schermo. Venerdì 9 ottobre, a Pordenone, il programma del festival mette infatti al centro Gloria Swanson, figura chiave del cinema americano degli anni Venti e nome che continua a parlare anche al pubblico di oggi.

La giornata al Teatro Verdi si sviluppa lungo più momenti, ma il passaggio più atteso è quello delle 21, quando sarà proiettato Sadie Thompson, film del 1928 legato in modo diretto alla stagione più ambiziosa dell’attrice. Prima del film è prevista anche la consegna del Premio Jean Mitry 2026 a Catherine Cormon ed Elif Rongen-Kaynakçi, entrambe dell’Eye Filmmuseum di Amsterdam.

La serata del Verdi ruota attorno a una star del muto

Swanson non è soltanto una presenza simbolica di questa edizione: il festival le dedica uno degli appuntamenti di maggior richiamo. Rimasta nell’immaginario collettivo anche grazie a Viale del tramonto di Billy Wilder, l’attrice viene riletta qui nel pieno della sua stagione muta, quando seppe costruire un’identità artistica e produttiva molto forte.

Sadie Thompson, distribuito in Italia anche come Tristana e la maschera, fu il secondo titolo realizzato dalla Gloria Swanson Productions, società nata nel 1927 con il sostegno di Joseph Kennedy. Il racconto di Somerset Maugham da cui prende origine il film offriva un personaggio femminile energico, autonomo e tutt’altro che convenzionale, perfettamente adatto alla presenza scenica della protagonista.

Nel cast compare Lionel Barrymore, mentre Raoul Walsh firmò l’operazione su più fronti, occupandosi di regia, produzione e interpretazione. Il film dovette misurarsi con le obiezioni della censura, ma arrivò comunque a un notevole successo. Per Swanson arrivò anche la candidatura all’Oscar alla prima edizione del premio, insieme a quella per la fotografia.

Il riconoscimento a due studiose dell’Eye Filmmuseum

Prima della proiezione serale, il festival renderà omaggio a due figure molto note nel lavoro di ricerca, conservazione e valorizzazione del patrimonio cinematografico. Il Premio Jean Mitry 2026 andrà infatti a Catherine Cormon ed Elif Rongen-Kaynakçi, entrambe legate all’istituzione museale di Amsterdam che negli ultimi anni ha avuto un ruolo importante nella tutela del cinema delle origini.

Si tratta di un momento che rafforza anche il profilo internazionale della rassegna pordenonese, da sempre punto di riferimento per studiosi, archivisti, musicisti e appassionati che arrivano in Friuli per seguire restauri, riscoperte e programmi speciali.

Dal primo pomeriggio un film contro la guerra

Il cartellone di venerdì non si esaurisce con la serata. Alle 14 è in programma Peace on the Western Front, opera del 1930 nata con un’intenzione precisa: raccontare il conflitto non come gesto eroico, ma come esperienza devastante. A firmarla furono il tedesco Hans Nieter e il britannico Fred Swann, entrambi veterani della Prima guerra mondiale.

Il progetto prese forma durante un viaggio sui campi di battaglia, pensato come testimonianza per le generazioni più giovani. L’opera viene considerata uno dei primi esempi di cinema esplicitamente pacifista e internazionalista. Ai testi delle scene dialogate lavorò Eliot Stannard, noto anche per la collaborazione con Hitchcock, mentre Ratcliffe Holmes contribuì come narratore dopo essersi distinto nel documentario naturalistico.

A mezzogiorno una finestra sulle prime comedy familiari

Già dalle 12.15 il festival propone un cambio completo di tono, con una selezione dedicata alla comicità domestica dei primi anni del Novecento. Il focus guarda ai meccanismi che oggi assoceremmo alla sit-com: piccoli conflitti di coppia, fraintendimenti in casa, scene costruite sul ritmo leggero della vita quotidiana.

Il percorso passa per il lavoro di Mr. e Mrs. Sidney Drew, coppia che negli Stati Uniti contribuì a definire questo filone. In programma ci sono By Might of His Right, His Wife Knew About It, At a Premium e Her Obsession, realizzati tra il 1915 e il 1916.

Nello stesso cartellone trova spazio anche il richiamo a Genuine, titolo a lungo ritenuto perduto e poi ricostruito partendo da materiali della versione francese rimaneggiata, ridotta in modo significativo rispetto a quella passata al vaglio della censura tedesca.

Una rassegna che resta centrale per il Friuli

Le Giornate del Cinema Muto confermano così il loro peso nel panorama culturale regionale e internazionale. Per Pordenone e per il Friuli Venezia Giulia il festival continua a essere un appuntamento capace di unire valore artistico, ricerca storica e richiamo pubblico.

La manifestazione è sostenuta da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Comune di Pordenone, Camera di Commercio Pordenone-Udine e Fondazione Friuli, con la partecipazione di BCC Pordenonese e Monsile. Venerdì 9 ottobre, nel cuore del programma, il Verdi offrirà un’altra giornata di quelle che spiegano bene perché questa rassegna resti una delle più riconoscibili del territorio.

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