Pordenone accoglie il popolo FIDAS: in città oltre mille donatori per la giornata conclusiva del congresso
Centro cittadino animato dalla sfilata finale del 64° Congresso Nazionale FIDAS. Presente anche il sindaco Alessandro Basso.
Il cuore di Pordenone si è riempito dei colori e dei simboli del volontariato con l’arrivo di più di mille donatori di sangue giunti da varie parti d’Italia per l’appuntamento conclusivo del 64° Congresso Nazionale FIDAS. La città ha ospitato la 43ª Giornata del Donatore di Sangue, trasformando la mattinata in un momento pubblico dedicato al valore della solidarietà.
L’iniziativa ha portato nel centro storico delegazioni e rappresentanti delle federate FIDAS, chiamati a chiudere il congresso nazionale con una sfilata partecipata. Accanto ai volontari ha preso parte anche il sindaco di Pordenone, Alessandro Basso.
Una mattinata che ha dato visibilità al volontariato
La presenza di così tanti partecipanti ha dato alla città un ruolo centrale nell’ultima giornata del congresso, con un colpo d’occhio significativo per il centro cittadino. Non soltanto una manifestazione formale, ma un passaggio pubblico pensato per ribadire il peso che la donazione di sangue continua ad avere nella vita delle comunità.
Nel corso della giornata, il tema del dono è rimasto al centro degli interventi istituzionali e del significato stesso dell’evento. Il messaggio lanciato da Pordenone è stato quello di una rete associativa capace di tenere insieme territori diversi attorno a un impegno concreto e continuativo.
Il messaggio del sindaco Alessandro Basso
Nel suo intervento, il sindaco ha posto l’attenzione sul contributo che il volontariato sa offrire alla vita collettiva. «Le associazioni presenti oggi – ha dichiarato il sindaco Alessandro Basso – dimostrano concretamente quanto il volontariato e la collaborazione tra realtà diverse possano incidere in modo positivo sulla vita delle comunità. Manifestazioni come questa raccontano il volto migliore della nostra città e del nostro territorio: una comunità capace di fare rete, di mettere al centro la solidarietà, il dono e il senso di appartenenza».
Basso ha poi richiamato anche il valore dell’accoglienza mostrata dalla città nei confronti dei partecipanti arrivati da fuori regione. «Da sindaco posso dire di essere davvero orgoglioso della mia gente e della mia città. Vedere Pordenone accogliere così tanti donatori provenienti da tutta Italia significa riconoscere il valore di un impegno silenzioso ma fondamentale, che ogni giorno contribuisce concretamente alla salute e al benessere delle persone».
Il significato per il territorio friulano
Il passaggio delle delegazioni nel centro di Pordenone ha avuto anche un valore simbolico più ampio per il Friuli Venezia Giulia, territorio in cui il volontariato continua a rappresentare un elemento identitario forte. La giornata ha messo in evidenza un patrimonio civile fatto di partecipazione, presenza associativa e disponibilità verso gli altri.
Su questo aspetto si è soffermato ancora il primo cittadino, collegando la manifestazione alla tradizione solidale locale. «La cultura del dono rappresenta uno degli elementi più autentici dell’identità del Friuli Venezia Giulia e di Pordenone: una cultura fatta di generosità, responsabilità e attenzione verso gli altri. Per questo giornate come quella di oggi assumono un significato che va oltre la singola manifestazione e diventano il simbolo di una comunità coesa e solidale. Viva il dono, viva la generosità e viva Pordenone».
La chiusura del congresso FIDAS ha così lasciato in città un’immagine precisa: quella di una comunità che, almeno per una mattinata, si è riconosciuta attorno a un gesto semplice ma decisivo come la donazione del sangue.