Pordenone 2027, il Pd chiede una guida unica: nel mirino i primi contributi ai progetti
Fausto Tomasello critica la distribuzione iniziale delle risorse per la Capitale della Cultura e propone un coordinamento stabile sul modello Pordenonelegge.
Nel percorso che porta Pordenone al 2027, il dibattito politico si concentra ora su come vengono impostati i primi passi. A riaprire la discussione è il Partito democratico provinciale, che giudica insufficiente l'attuale schema di assegnazione dei contributi legati al dossier per la Capitale italiana della Cultura.
La presa di posizione arriva dal segretario provinciale Fausto Tomasello, che punta l'attenzione non solo sull'entità delle somme stanziate, ma soprattutto sul modo in cui il Comune starebbe costruendo l'impianto complessivo dell'operazione culturale.
Il nodo sollevato sui finanziamenti
Secondo quanto evidenziato dal Pd, la dotazione complessiva prevista è di 1,2 milioni di euro e una prima quota, pari a 216.703 euro, è stata destinata a 21 soggetti capofila. Per Tomasello, questa scelta rischia di tradursi in una distribuzione troppo frammentata delle risorse.
La critica, nella sostanza, è che i fondi sarebbero stati suddivisi tra molti interlocutori senza che emerga con chiarezza un disegno capace di tenere insieme obiettivi, priorità e ricadute per la città. Nel giudizio del segretario dem, il tema vero non è soltanto quanto si spende, ma come quelle somme vengano inserite in un progetto di medio e lungo periodo.
Nel mirino finiscono anche le indicazioni fornite dall'amministrazione comunale e dall'assessore alla Cultura Alberto Parigi, ritenute dal Pd il segnale di un'impostazione che andrebbe rafforzata sotto il profilo del coordinamento generale.
Il riferimento a Pordenonelegge
Per spiegare quale direzione dovrebbe prendere il percorso verso il 2027, Tomasello richiama l'esperienza di Pordenonelegge. Il festival viene indicato come un esempio già consolidato di capacità organizzativa e di connessione tra proposta culturale e vita economica della città.
Secondo il Pd, proprio lì si trova un metodo utile: mettere in relazione operatori culturali, categorie economiche, commercio, sistema produttivo e accoglienza, così da trasformare un grande evento in una leva più ampia per il territorio.
La proposta politica per il percorso verso il 2027
La richiesta avanzata è quella di istituire una cabina di regia permanente, non limitata agli uffici del Comune. L'idea è allargare il tavolo anche al mondo imprenditoriale, alle forze sociali e a tutte le componenti presenti in Consiglio comunale.
Per il Pd, una struttura di questo tipo servirebbe a evitare che i singoli interventi procedano in ordine sparso e consentirebbe invece di accompagnare Pordenone Capitale italiana della Cultura con una governance più leggibile e condivisa.
Il confronto, quindi, si sposta dalla sola ripartizione dei primi 216.703 euro a una questione più ampia: quale modello organizzativo dovrà sostenere Pordenone da qui al 2027. Ed è proprio su questo terreno che i democratici chiedono un cambio di passo, con una regia stabile capace di tenere insieme cultura, economia cittadina e visione complessiva.