Porcia saluta Marco Biscontin, il runner e tecnico informatico scomparso a 45 anni
Comunità in lutto a Porcia per la morte di Marco Biscontin: martedì 30 giugno i funerali in Duomo, offerte destinate alla Via di Natale.
A Porcia sono ore di cordoglio per la scomparsa di Marco Biscontin, 45 anni, volto conosciuto sia nell’ambiente sportivo sia in quello professionale. La notizia della sua morte, arrivata dopo una malattia scoperta solo pochi mesi fa, ha toccato amici, conoscenti e tanti appassionati di corsa in montagna che avevano condiviso con lui allenamenti e gare.
Biscontin viveva il territorio anche attraverso le sue passioni: da una parte il lavoro nel settore informatico, dall’altra i sentieri, le salite e l’aria aperta. Un legame forte con la montagna che per molti, oggi, è il primo ricordo che riaffiora pensando a lui.
Lascia la madre Franca, il fratello Andrea, la compagna Eleonora, i parenti e una cerchia molto ampia di amici. La sua scomparsa arriva a poca distanza da un altro dolore familiare, quello per la morte del padre Alfio avvenuta a gennaio.
Una malattia comparsa in tempi rapidissimi
La diagnosi era stata comunicata nel mese di marzo. Da lì in avanti il quadro clinico si è aggravato in tempi molto brevi, segnando profondamente la quotidianità di Marco e delle persone che gli sono rimaste accanto durante le cure.
Chi gli è stato vicino in queste settimane ricorda soprattutto il modo con cui ha affrontato il periodo più difficile: senza perdere del tutto il sorriso e mantenendo quella vena ironica che faceva parte del suo carattere.
Il lavoro e il progetto costruito nell'informatica
Dopo gli studi all’istituto professionale, Biscontin aveva trovato la sua strada nella tecnologia. Aveva maturato esperienza come dipendente, per poi partecipare alla nascita di un’attività imprenditoriale insieme ad amici e soci.
Quella realtà, collegata al Polo Tecnologico di Pordenone, rappresentava per lui molto più di un impiego. Era uno spazio nel quale mettere insieme competenze tecniche, passione per i computer e collaborazione con altre persone.
Il richiamo dei sentieri e delle gare
Fuori dall’ambito professionale, la corsa in montagna occupava un posto centrale nella sua vita. Amava i percorsi con dislivello, le uscite lunghe, le Dolomiti e i tracciati del Friuli, ma aveva preso parte anche a competizioni lontano da casa e oltre confine.
Per chi correva con lui, il trail running non era soltanto una sfida sportiva. Era soprattutto un modo di stare insieme. Marco, raccontano in molti, aveva l’abitudine di condividere la fatica e di non trasformare mai la passione in un fatto esclusivamente personale.
In queste ore sono numerosi i messaggi arrivati dal mondo dei runner. Anche l’Asd Magredi Mountain Trail, società di cui faceva parte, lo ha ricordato con parole di affetto, sottolineando la sua capacità di lasciare un segno con impegno, entusiasmo e umanità.
L'addio in Duomo e la scelta della famiglia
L’ultimo saluto sarà celebrato martedì 30 giugno alle 10.30 nel Duomo di Porcia. Il rosario è previsto lunedì alle 19, sempre nella chiesa del paese.
La famiglia ha chiesto di non portare fiori e di destinare eventuali offerte alla Via di Natale. Sull’epigrafe è stata scelta una frase che restituisce bene il rapporto tra Marco e l’ambiente che più amava: “Il suo nome sa di sole tra le montagne”.
Nel Pordenonese resta così il ricordo di una persona stimata, capace di unire lavoro, amicizie e passione sportiva in un percorso personale che oggi la comunità di Porcia accompagna con affetto e rispetto.