Pontebba, all’asilo La Cocule due nuovi segni della memoria per i 50 anni dal sisma
Durante la festa patronale presentati una scultura dedicata alla natività e un murale di Roberto Candotti. Alla scuola dell’infanzia oggi sono iscritti 21 bambini.
La memoria del terremoto del 1976, a Pontebba, passa da un luogo che continua a rappresentare il presente del paese: l’asilo La Cocule. Qui, nella giornata di martedì 8 settembre 2026, la comunità ha scelto di legare il ricordo della ferita del sisma a due opere pensate per restare, tra il valore simbolico del passato e la vita quotidiana dei bambini che frequentano la struttura.
L’iniziativa si è svolta nel contesto della festa patronale e ha riunito cittadini, amministratori e rappresentanti istituzionali. Dopo la Santa Messa è intervenuta anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, presente a una cerimonia che ha voluto intrecciare identità locale, ricostruzione e attenzione alla scuola dell’infanzia.
Un anniversario affidato a opere visibili
Le inaugurazioni rientrano nel percorso con cui il Friuli sta ricordando i cinquant’anni dal terremoto. A Pontebba il segno scelto non è stato una semplice commemorazione formale, ma un intervento concreto in uno dei punti più significativi per la comunità, segnato allora dalla distruzione e poi dalla ripartenza.
Davanti all’edificio è stata collocata una scultura sulla natività, riportata alla luce dopo essere rimasta dispersa per decenni. L’amministrazione comunale, insieme al sindaco, ne ha promosso il recupero e la sistemazione proprio davanti all’asilo, restituendole così una presenza pubblica stabile e riconoscibile.
Il ricordo della signora Schiavi
L’opera è stata dedicata alla memoria della signora Schiavi, morta nel dare alla luce due bambini. Un riferimento che ha dato alla cerimonia un tono particolarmente raccolto, inserendo nel ricordo del sisma anche una storia personale che appartiene alla vicenda del territorio.
Nel suo intervento Barbara Zilli ha letto questa scelta come un modo per ritrovare un patrimonio identitario e religioso profondo, trasformando la ricorrenza del 1976 in un segno tangibile, collocato nello spazio della vita quotidiana del paese.
Il murale dentro La Cocule
Accanto alla scultura, il programma ha previsto anche la presentazione del murale realizzato da Roberto Candotti. L’opera, pensata con linguaggio e colori adatti ai più piccoli, accompagna chi entra nell’asilo in un racconto per immagini che attraversa mezzo secolo di storia locale.
Il percorso visivo parte dal crollo della scuola, passa attraverso la ricostruzione e arriva ai bambini come immagine del futuro. In questo modo il murale si inserisce nel lavoro di memoria costruito attorno a La Cocule, luogo che a Pontebba continua a evocare non solo ciò che è stato perduto, ma anche la capacità di ricominciare.
Un dato che parla del presente del paese
Durante la giornata è stato richiamato anche un elemento molto concreto: oggi la scuola dell’infanzia conta 21 iscritti. Per un comune montano come Pontebba il numero viene letto come un segnale importante, perché riguarda direttamente la tenuta dei servizi e la presenza delle famiglie nella vallata.
La cerimonia ha così tenuto insieme più livelli: il ricordo del terremoto, l’omaggio a figure e storie della comunità, il valore della scuola e una riflessione sul futuro del territorio. Non solo un anniversario, dunque, ma un passaggio pubblico in cui Pontebba ha scelto di raccontarsi partendo da uno dei suoi luoghi più sensibili.