Piccoli centri del Friuli, dalla Regione 1,5 milioni per rendere più sicure le strade che tagliano i paesi

Contributi ai Comuni per opere su attraversamenti, marciapiedi, illuminazione e segnaletica nei centri abitati sotto i 10mila residenti.

21 settembre 2026 18:13
Piccoli centri del Friuli, dalla Regione 1,5 milioni per rendere più sicure le strade che tagliano i paesi -
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Nei paesi friulani attraversati da strade molto trafficate, i punti più delicati sono spesso quelli in cui auto, pedoni e biciclette condividono spazi ridotti. Per questo la Regione ha aperto una linea da 1,5 milioni di euro destinata ai Comuni del Friuli Venezia Giulia che vogliono intervenire sulle traverse urbane, cioè sui tratti di viabilità statale, regionale o regionale locale che passano dentro gli abitati.

La misura guarda in particolare ai centri con meno di 10mila abitanti, una realtà diffusa anche in molte aree del Friuli, dove la strada principale coincide spesso con il cuore del paese. Il contributo massimo previsto per ogni ente locale è di 150mila euro.

Le opere che i municipi potranno mettere in cantiere

Il bando finanzia lavori pensati per aumentare la protezione degli utenti più esposti. Tra gli interventi ammessi rientrano marciapiedi nuovi o da sistemare, passaggi pedonali e ciclabili, anche rialzati quando le condizioni lo consentono, isole salvagente e adeguamenti della segnaletica sia verticale sia orizzontale.

Nell’elenco ci sono anche il potenziamento dei semafori e dei sistemi di illuminazione dedicati, strumenti che nei tratti urbani possono migliorare la visibilità e richiamare l’attenzione di chi è alla guida. È prevista pure la manutenzione straordinaria della carreggiata, ma solo se collegata in modo diretto agli interventi per la sicurezza inseriti nella domanda.

A chi è rivolto il bando

Possono partecipare i Comuni sul cui territorio ricadono i tratti stradali interessati. Il limite dei 10mila abitanti non riguarda l’intero Comune in modo generico, ma il singolo centro abitato coinvolto dall’intervento: sarà il sindaco a dover attestare questo requisito.

La linea di finanziamento rientra nel bando 2026 approvato dalla Giunta regionale nell’ambito della legge regionale 9/2026. I contributi possono essere accompagnati anche da una quota di cofinanziamento comunale, nel caso in cui l’ente scelga di integrare le risorse messe a disposizione dalla Regione.

Domande via Pec fino a fine ottobre 2026

Le richieste dovranno essere inviate entro il 31 ottobre 2026 alla Direzione centrale Infrastrutture e territorio, Servizio infrastrutture stradali e portuali, utilizzando la Pec. La procedura scelta è quella a sportello: le pratiche saranno valutate in base all’ordine di arrivo, dopo la verifica dell’ammissibilità, fino a esaurimento dei fondi disponibili.

Per molti municipi friulani questo significa che i tempi di presentazione potranno fare la differenza, soprattutto nei casi in cui esistano già progetti pronti o situazioni considerate prioritarie lungo le strade che attraversano i nuclei abitati.

Autorizzazioni e quadro tecnico

Ogni intervento dovrà rispettare le norme del Codice della strada e, quando serve, ottenere il nulla osta o l’autorizzazione dell’ente che gestisce quel tratto viario, come Anas, Fvg Strade o gli Enti di decentramento regionale. Un passaggio tecnico essenziale soprattutto nei punti in cui la competenza non è comunale, pur trovandosi all’interno del paese.

Nel presentare il provvedimento, l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante ha collegato questa scelta alla necessità di agire dopo i numerosi incidenti registrati lungo queste arterie. L’obiettivo indicato dalla Regione è sostenere lavori concreti sugli attraversamenti e sugli spazi urbani toccati dalla viabilità principale, così da ridurre il rischio e migliorare la sicurezza quotidiana di pedoni, ciclisti e altri utenti vulnerabili.

Per il Friuli, dove molte comunità si sviluppano proprio attorno a strade di passaggio, il bando rappresenta una possibilità operativa per intervenire nei punti più esposti e rendere più sicuro l’attraversamento dei centri abitati.

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