Pgt Fvg, Pellegrino non vota contro ma chiede una svolta più netta sulla tutela del territorio
La consigliera regionale di Avs sceglie l’astensione sulla variante e sollecita una pianificazione più incisiva contro il consumo di suolo.
Nel passaggio in Consiglio regionale sulla variante al Piano di governo del territorio del Friuli Venezia Giulia, Serena Pellegrino ha scelto di non schierarsi né con il sì né con il no. L’astensione, spiegata al termine del confronto in Aula, è stata accompagnata da un giudizio articolato: apprezzamento per l’impostazione ambientale del testo, ma anche la convinzione che su suolo e trasformazioni del territorio servisse una scelta più decisa.
Per la consigliera di Alleanza Verdi Sinistra, il provvedimento rappresenta comunque un cambio di passo atteso da tempo. Il punto, però, è che questo avanzamento non sarebbe sufficiente rispetto alla fase che il Friuli Venezia Giulia sta attraversando, tra fragilità del territorio, pressione urbanistica e necessità di una visione più coerente.
Nel dibattito politico regionale, il dossier continua infatti a segnare una linea di confronto tra chi vede nella variante un equilibrio possibile e chi, come Pellegrino, ritiene che la tutela ecologica debba diventare il criterio dominante nelle scelte future.
Una posizione intermedia, ma con un messaggio politico chiaro
L’astensione, nelle parole della consigliera, non è stata presentata come una presa di distanza totale dal testo. Al contrario, Pellegrino ha riconosciuto il valore tecnico dell’impianto e il tentativo di riportare ambiente e territorio dentro la pianificazione regionale in modo più centrale.
Il nodo, però, resta la mancanza di una linea più netta sul consumo di suolo. Secondo la sua lettura, la variante non arriva fino in fondo su questo terreno e lascia aperto uno spazio che oggi, invece, andrebbe chiuso con maggiore determinazione. L’idea sostenuta è quella di subordinare le attività umane agli equilibri ecosistemici che regolano il sistema verde e blu del territorio.
Il richiamo a una pianificazione più coraggiosa
Pellegrino ha collegato il proprio giudizio anche a un tema più ampio: il ritardo accumulato in decenni di politiche ambientali non sempre all’altezza degli allarmi lanciati nel tempo. A suo avviso, il conto di quelle scelte si misura oggi nella vulnerabilità dei territori, un aspetto che in una regione come il Friuli Venezia Giulia ha un peso concreto nel dibattito pubblico.
Da qui la richiesta di una pianificazione capace non solo di regolare, ma di orientare davvero le trasformazioni urbane e territoriali. Per la consigliera, fermare l’espansione del costruito su nuove aree e puntare sulla rigenerazione dovrebbe diventare l’asse portante delle decisioni future.
Le perplessità sul percorso seguito in Aula
Le osservazioni dell’esponente di Avs non si sono fermate al contenuto della variante. Una critica ha riguardato anche il metodo con cui si è arrivati al voto finale. Per Pellegrino, un atto di questa portata avrebbe meritato un confronto più largo tra i consiglieri regionali e tempi diversi di approfondimento.
Il rilievo nasce proprio dall’importanza attribuita al provvedimento. Se la variante viene considerata un passaggio rilevante per il futuro assetto del territorio regionale, allora, secondo la sua impostazione, sarebbe stato opportuno costruire una condivisione politica più ampia prima dell’approvazione.
Rigenerazione urbana, qualità dei progetti e scala territoriale
Nel suo intervento, Pellegrino ha insistito anche sulla necessità di riportare attenzione sulla qualità architettonica e sul progetto urbano. La critica riguarda un modello che negli anni avrebbe privilegiato soprattutto il calcolo delle cubature, impoverendo il disegno complessivo delle città e dei centri abitati.
In questa chiave, la variante potrebbe comunque offrire uno spazio utile per cambiare direzione, mettendo al centro la rigenerazione urbana e territoriale. L’obiettivo indicato è superare una visione piatta della pianificazione e tornare a pensare gli spazi in modo più ampio, con maggiore attenzione alla forma delle città e alla qualità degli interventi.
Tra i temi toccati anche quello della cosiddetta media scala, cioè il livello di progettazione che mette in relazione i singoli interventi con i rapporti tra Comuni vicini. Pellegrino ha richiamato inoltre il possibile ruolo delle future Province e il contributo che potrà arrivare dai Sistemi territoriali locali come riferimento per la pianificazione di area vasta.
La sintesi politica del suo voto resta questa: nessuna bocciatura della variante al Pgt Fvg, ma la richiesta di alzare ulteriormente l’asticella. Per la consigliera, il passaggio approvato contiene elementi utili, ma il Friuli Venezia Giulia ha bisogno di una strategia più ambiziosa, capace di tenere insieme tutela ecologica, qualità del costruito e visione territoriale.