Perdita nascosta in un condominio di Pordenone, maxi conto dell’acqua ridimensionato dopo l’accordo
Da oltre 200mila euro a 18mila: il caso emerso in uno stabile del Pordenonese si è chiuso con una conciliazione e un pagamento dilazionato.
Una richiesta da capogiro, poi la riduzione dopo il confronto tra le parti. A Pordenone un condominio si è trovato davanti a un addebito idrico di circa 210mila euro, legato a una perdita rimasta invisibile per un periodo prolungato e scoperta solo in seguito.
Il caso riguarda uno stabile del territorio pordenonese, dove il consumo registrato era schizzato a livelli del tutto fuori scala rispetto a quelli ordinari. Alla base del conto, una dispersione quantificata in 70.572 metri cubi d’acqua.
Il guasto emerso nell’area esterna dello stabile
La rottura è stata individuata durante lavori di manutenzione eseguiti all’esterno del fabbricato. In quella fase è stata notata una fuoriuscita vicino alla centrale termica, elemento che ha permesso di risalire al problema.
La sistemazione è stata effettuata nella stessa giornata. Solo dopo, però, è arrivata la comunicazione del gestore del servizio idrico, che aveva rilevato consumi anomali nei giorni precedenti.
Le verifiche sulle bollette già emesse
A quel punto l’amministratore condominiale ha ricostruito la situazione esaminando la documentazione disponibile. Dai controlli sono emerse anche fatture precedenti particolarmente pesanti, che però non avevano consentito di individuare subito l’origine dell’anomalia.
Proprio questo passaggio ha chiarito come la perdita fosse rimasta attiva senza segnali evidenti, fino a produrre un effetto economico enorme per i residenti dello stabile.
La soluzione trovata con la conciliazione
La vicenda si è poi risolta attraverso un confronto che ha coinvolto il condominio, il gestore dell’acqua e Adoc. Da questo percorso è scaturito il ricalcolo della cifra inizialmente contestata.
L’importo finale è stato abbassato a 18mila euro, una somma molto distante da quella richiesta in partenza. È stata inoltre prevista la possibilità di saldare il dovuto in dieci rate.
Per il condominio pordenonese il punto decisivo è stato dunque l’accertamento del guasto e la successiva definizione di un accordo, che ha evitato ai residenti di dover sostenere un esborso eccezionale legato a una dispersione rimasta nascosta.