Paularo nella mappa dei boschi vetusti: Vintulins tra i primi siti Fvg riconosciuti a livello nazionale
Con il via libera pubblicato il 17 agosto 2026 entrano nella rete nazionale tre aree regionali: due in Cansiglio e una in Carnia, nel territorio di Paularo.
C’è anche la Carnia nel primo elenco dei boschi vetusti regionali del Friuli Venezia Giulia riconosciuti ufficialmente dallo Stato. Tra le aree inserite nella Rete nazionale compare infatti il Bosco Vintulins, nella foresta di Forchiutta, in Comune di Paularo, un sito che porta il territorio udinese dentro un passaggio considerato rilevante per la tutela forestale.
L’ufficializzazione è diventata definitiva con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 17 agosto 2026. Insieme a Vintulins sono stati accolti anche Croseraz Val Bona, nel Comune di Budoia, e Pian dele Stele, nel Comune di Polcenigo, entrambi in Cansiglio.
Per il Friuli Venezia Giulia si tratta del primo riconoscimento ottenuto da boschi di proprietà regionale nell’ambito della rete nazionale dedicata a questi ecosistemi forestali di particolare pregio.
Il sito di Paularo e gli altri due riconoscimenti
Dal punto di vista friulano, il dato più significativo riguarda proprio Paularo, dove il Bosco Vintulins è stato individuato come una delle aree più interessanti sotto il profilo naturalistico e scientifico. Il riconoscimento lo colloca accanto a due zone del Cansiglio già note per il loro valore ambientale.
Le tre porzioni forestali selezionate appartengono al patrimonio regionale e sono state ritenute idonee a entrare nella rete nazionale dopo un percorso tecnico e amministrativo sviluppato negli ultimi anni.
Perché un bosco viene definito vetusto
Con questa definizione si indicano ambienti forestali evoluti in modo naturale per oltre sessant’anni, senza interventi umani rilevanti. Sono aree dove la struttura del bosco conserva una forte complessità ecologica, con alberi di età differenti, esemplari maturi e senescenti, rinnovazione naturale e presenza di legno morto.
Proprio queste caratteristiche rendono i boschi vetusti luoghi importanti per la biodiversità e per lo studio dei processi naturali. La loro conservazione viene considerata parte di una gestione forestale equilibrata, che non esclude il ruolo economico del legno come risorsa rinnovabile in altri contesti produttivi.
Il lavoro tecnico partito nel 2022
Il percorso che ha portato all’inserimento dei tre siti affonda le radici nel decreto legislativo 34 del 2018 e nelle linee guida ministeriali approvate nel 2021. La fase concreta è però iniziata nel 2022, quando alle Regioni sono state assegnate risorse dedicate per individuare le superfici forestali da candidare.
In Friuli Venezia Giulia il Servizio foreste ha lavorato con il Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università degli Studi di Udine, attraverso una convenzione finalizzata alle verifiche necessarie. L’attività ha messo insieme piani di gestione forestale, documentazione relativa a parchi e riserve, studi scientifici, fonti storiche e dati archivistici.
Nel lavoro di selezione sono rientrati anche il confronto con tecnici, amministrazioni comunali, enti parco e soggetti che gestiscono aree protette, oltre all’utilizzo di banche dati regionali e rilievi lidar per cercare ulteriori popolamenti con caratteristiche compatibili.
La delibera regionale e i prossimi passaggi
Un momento decisivo era arrivato già con la delibera della Giunta regionale del 1 agosto 2025, quando l’amministrazione aveva recepito gli esiti dell’istruttoria tecnica. In quell’occasione erano state indicate le tre aree poi trasmesse per l’inserimento nella rete nazionale, assieme a un quarto sito ritenuto potenzialmente vetusto e da approfondire.
Secondo quanto comunicato dalla Regione, l’obiettivo adesso è allargare ulteriormente il numero dei boschi riconosciuti. L’assessore alle Risorse agroalimentari, ittiche e forestali Stefano Zannier ha collegato il risultato al lavoro svolto dal Servizio foreste con l’Università di Udine, indicando la volontà di coinvolgere anche altre proprietà forestali nel percorso futuro.
Per il territorio di Paularo, l’ingresso del Bosco Vintulins nella rete nazionale aggiunge un elemento di rilievo al patrimonio ambientale della Carnia e rafforza il peso delle aree montane friulane nelle politiche regionali di tutela e valorizzazione del bosco.