Paularo porta al centro il tema bosco: filiera del legno, regole Ue e bioeconomia nel forum di Foresta in Valle

A Palazzo Calice-Valesio confronto tra istituzioni, tecnici e imprese: focus su certificazioni, gestione forestale, prevenzione incendi e opportunità per la montagna friulana.

16 maggio 2026 23:46
Paularo porta al centro il tema bosco: filiera del legno, regole Ue e bioeconomia nel forum di Foresta in Valle -
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Il futuro dei boschi friulani passa anche da Paularo, dove la quarta edizione di Foresta in Valle ha trasformato Palazzo Calice-Valesio in un punto di incontro tra amministratori, mondo forestale, università e sistema produttivo. Al centro del confronto non c’era solo il legno come risorsa economica, ma un quadro più ampio che riguarda montagna, comunità locali, ambiente e nuove regole per le imprese.

L’iniziativa di sabato 16 maggio ha messo attorno allo stesso tavolo Cluster forestale Fvg, Cluster Legno Arredo Casa Fvg - società benefit, Servizio Foreste della Regione e Comune di Paularo. L’obiettivo era leggere le trasformazioni in corso nel comparto e capire quali strumenti possano sostenere il settore nei prossimi anni.

Un confronto che parte dalla montagna friulana

Ad aprire i lavori, coordinati dal giornalista e dottore forestale Luigi Torreggiani, è stato il sindaco Marco Clama. Nel suo intervento ha richiamato il significato del luogo scelto per il convegno, Palazzo Calice-Valesio, edificio di fine Cinquecento legato alla storia della famiglia Calice e alla presenza veneziana.

Il valore della tappa paularina è stato sottolineato anche da Mirco Cigliani, presidente di Legno Servizi, che ha spiegato la scelta di portare l’evento in una realtà con una tradizione forestale radicata. Rinaldo Comino, direttore del Servizio Foreste della Regione Fvg, ha invece insistito sulla necessità di avvicinare il pubblico ai temi del bosco, ricordando le esperienze già sviluppate in altre città del Friuli Venezia Giulia.

Nel dibattito è emerso anche il tema del ricambio generazionale. Cigliani ha evidenziato l’ingresso di giovani nel comparto e ha collegato questo segnale al sostegno regionale, tra semplificazioni amministrative e risorse dedicate. Un passaggio che, per il territorio montano, viene letto come una condizione decisiva per non disperdere competenze e presidi.

Certificazioni e gestione: il nodo dei piccoli proprietari

Una parte importante del forum ha riguardato la gestione delle proprietà forestali. Ivan Buzzi, presidente UNCEM FVG, ha richiamato il peso delle certificazioni come strumento capace di dare valore anche economico ai boschi, ricordando i vent’anni di esperienza regionale in questo campo e i circa 100mila ettari certificati. Tra gli esempi citati, anche il progetto dei crediti di carbonio a Pontebba e il percorso legato a Le vie del legno.

Luigi Cacitti, presidente del Consorzio Boschi Carnici, ha posto l’accento su un tema molto concreto per la Carnia e per l’area montana: la frammentazione della proprietà privata. Ha ricordato la trasformazione del Consorzio dopo 150 anni di storia, il passaggio al pubblico della gestione di tremila ettari e la spinta arrivata dopo Vaia, che ha portato le imprese ad attrezzarsi meglio. Secondo Cacitti, però, la vera partita resta coinvolgere i tanti proprietari privati di piccole superfici.

Lo stesso Consorzio Boschi Carnici è stato indicato come realtà pioniera sul fronte dei crediti di carbonio, con il progetto Net-Wood che consente ai proprietari di affidare la gestione al consorzio: le adesioni raccolte finora sono 71. Nel confronto è intervenuto anche il dottore forestale Verio Solari, che ha richiamato la necessità di una filiera più connessa nei suoi vari passaggi.

Il “modello Friuli” tra industria del mobile e nuove biomasse

Dal bosco alla trasformazione industriale, il ragionamento si è allargato alla bioeconomia. Pier Giorgio Sturlese, presidente della Fondazione Agrifood & Bioeconomy FVG, ha illustrato il marchio Io sono FVG e i progetti transfrontalieri portati avanti dalle università di Udine e Innsbruck sull’impiego delle biomasse, con l’obiettivo di ricavare cellulosa e lignina per carburanti e bioplastiche.

Edi Snaidero, presidente del Cluster Legno Arredo Fvg e di EFIC, ha ribadito l’importanza di fare sistema, ricordando che il Friuli Venezia Giulia rappresenta la terza regione italiana per produzione di mobile e pannello, con un fatturato di 4 miliardi di euro. Un dato che collega direttamente le aree forestali dell’entroterra alla capacità manifatturiera del territorio.

Su questa linea si è inserito Carlo Piemonte, direttore generale di FederlegnoArredo, che ha richiamato il cosiddetto “Modello Friuli”. Il punto, secondo Piemonte, non è replicare schemi del Nord Europa, ma costruire una strada italiana alla bioeconomia, capace di partire dalle caratteristiche locali e di tenere insieme foresta, impresa e identità territoriale.

Norme europee, costi e impatto sulle aziende

Nel forum di Paularo si è parlato anche di EUDR, il regolamento europeo che interviene su importazione, commercializzazione ed esportazione di prodotti collegati alla deforestazione o al degrado forestale. Un tema che tocca da vicino anche le aziende friulane della filiera.

Chiara Cassandro, esperta di due diligence, ha spiegato che la fase iniziale della normativa è stata complessa, ma che oggi le procedure risultano più gestibili grazie a modalità semplificate per la raccolta e la conservazione della documentazione. Alessandro Fantoni, capogruppo Legno Arredo di Confindustria Udine, ha ricordato come le piccole imprese abbiano avvertito inizialmente un forte timore, poi in parte ridimensionato dalla lettura più concreta del provvedimento.

Dario Gamannossi, per FederlegnoArredo, ha citato la riduzione dei costi stimata da 8 a 2 miliardi e il calo degli ettari deforestati, con 200mila ettari in meno in Europa. Michele Simonitti, dottore forestale regionale, ha invece posto l’attenzione sulla necessità di regole più proporzionate alle realtà locali e sui tempi ancora lunghi dei cantieri forestali.

Paularo tra turismo, boschi vetusti e prevenzione incendi

Nel convegno non è mancato un focus sulle ricadute territoriali. Ivana Bassi, docente di Scienze ambientali dell’Università di Udine, ha presentato il progetto Villaggio degli Alpinisti, del quale Paularo fa parte dal 2022 come unico comune del Friuli Venezia Giulia inserito nell’iniziativa. Un elemento che lega il patrimonio naturale a una proposta turistica e comunitaria costruita sul paesaggio.

Fabio Floreancig ha illustrato il Fondo di rotazione regionale, che nell’ultimo triennio ha sostenuto 1300 interventi per un valore di 230 milioni di euro. Gregorio Lenarduzzi ha invece affrontato il tema della prevenzione degli incendi boschivi, spiegando il lavoro regionale su mezzi, mappature e formazione.

Spazio anche ai boschi vetusti, con gli interventi del professor Giorgio Alberti dell’Università di Udine e del tecnico regionale Pierpaolo Zanchetta. In Friuli Venezia Giulia sono dieci le aree candidate e una di queste si trova proprio nel territorio comunale di Paularo, dato che rafforza il ruolo dell’area all’interno del dibattito regionale sulla gestione forestale.

Il programma prosegue con iniziative aperte al pubblico

Nelle conclusioni, Rinaldo Comino ha ricordato il percorso avviato nel 2016 insieme all’allora direttore del Cluster Carlo Piemonte, sottolineando come il confronto sulle foreste sia oggi uscito dall’ambito strettamente tecnico per coinvolgere impresa, turismo, formazione e sostenibilità. L’idea emersa dal forum è quella di una gestione responsabile del bosco, senza letture ideologiche e con maggiore lavoro di rete.

Foresta in Valle continua domenica 17 maggio con attività rivolte alla cittadinanza. Dopo il forum tecnico e l’escursione guidata tra alberi monumentali e cantieri forestali, il programma prevede una passeggiata naturalistica nei boschi comunali in collaborazione con NanoValbruna.

Dalle 11 il centro di Paularo ospiterà mercatini artigianali, prodotti tipici, laboratori per bambini e adulti, dimostrazioni e spazi espositivi dedicati al mondo foresta-legno. La chiusura sarà affidata al Trofeo Boscaioli in Valle, appuntamento che unisce abilità tecnica e richiamo popolare in una manifestazione ormai riconoscibile per tutta l’area carnica.

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