Palmanova, sulla Fondazione si apre il confronto: Martines ricostruisce l’iter partito in primavera
Il consigliere del Pd indica nel 4 marzo 2025 l’avvio del percorso e difende la scelta di uno strumento stabile per il patrimonio della città stellata.
Per Palmanova il tema non è soltanto politico: al centro c’è il futuro della gestione di uno dei luoghi simbolo del Friuli Venezia Giulia. La proposta di una Fondazione dedicata alla città stellata torna infatti al centro del confronto regionale, con l’intervento del consigliere Francesco Martines, che ha ripercorso i passaggi istituzionali compiuti nei mesi scorsi.
Secondo l’esponente dem, l’approdo della norma nell’Assestamento di luglio non sarebbe il frutto di un’iniziativa recente, ma l’esito di un lavoro avviato da tempo per dotare Palmanova di una struttura capace di seguire in modo continuativo patrimonio storico, manutenzioni e valorizzazione culturale.
Il punto politico sulla città stellata
Martines presenta la nascita della Fondazione come un passaggio di peso per Palmanova, soprattutto perché dovrebbe offrire una cornice più solida alla gestione dei beni monumentali e del sito Unesco. Nella sua lettura, si tratta di una scelta che punta a superare soluzioni frammentate, con un modello più stabile e organizzato.
Il consigliere contesta inoltre la ricostruzione secondo cui tutto sarebbe nato nelle ultime settimane. Per questo ha voluto mettere in fila date, incontri e interlocutori coinvolti, rivendicando un percorso politico e tecnico costruito ben prima del dibattito più recente in Consiglio regionale.
La data indicata come avvio del progetto
Nella ricostruzione fornita da Martines, il momento iniziale risale al 4 marzo 2025. In quella occasione, spiega, incontrò il presidente della Regione Massimiliano Fedriga insieme all’assessore Stefano Zannier per porre la necessità di costituire una Fondazione per Palmanova.
Durante quel confronto sarebbe stato consegnato anche un dossier dedicato al patrimonio storico e monumentale della città, con particolare attenzione alle esigenze legate alla manutenzione e alla gestione. Da lì, sempre secondo quanto riferito dal consigliere, sarebbe arrivato il sostegno della Regione, con l’indicazione di coinvolgere l’assessore Mario Anzil e il ministero della Cultura.
Martines riferisce quindi di un lavoro successivo portato avanti con gli uffici regionali competenti e con il ministero, in un quadro di interlocuzioni che avrebbe toccato anche i ministri Luca Ciriani e Alessandro Giuli.
Il passaggio nell’Assestamento e il nodo dell’ordine del giorno
Un altro elemento messo in evidenza riguarda il percorso normativo. La Giunta regionale, spiega Martines, aveva già predisposto la norma istitutiva della Fondazione, poi ritirata dalla legge multisettoriale per ragioni tecniche, con l’impegno a riproporla nell’Assestamento di luglio.
Su questo punto si inserisce la polemica relativa all’ordine del giorno presentato il 23 maggio. Il consigliere distingue nettamente tra quel passaggio consiliare e il lavoro preparatorio iniziato nei mesi precedenti: dice di aver scelto di sottoscriverlo perché utile a rafforzare l’obiettivo, ma nega che rappresenti l’atto da cui sarebbe nata l’iniziativa.
Che cosa può cambiare per Palmanova
Nel merito, Martines insiste sugli effetti attesi per la comunità locale. L’idea è quella di affidare il patrimonio della città stellata a uno strumento capace di assicurare continuità nella cura dei beni, maggiore efficienza nelle procedure e una programmazione più ordinata delle attività culturali.
Il ragionamento, quindi, va oltre la paternità politica del progetto. Per Palmanova la questione tocca direttamente l’organizzazione futura di spazi, monumenti e contenitori culturali che rappresentano una parte importante dell’identità friulana e regionale.
In chiusura, il consigliere ringrazia assessori, Giunta, direzione regionale e uffici comunali che avrebbero seguito il percorso negli ultimi dieci mesi. La linea che ribadisce è chiara: il risultato, a suo giudizio, nasce da un lavoro costruito nel tempo e punta soprattutto a dare alla città uno strumento più forte per custodire e valorizzare il proprio patrimonio.