Palmanova prepara il 2027 Unesco: da Zara nuove alleanze per cultura, giovani e patrimonio
La città stellata porta il proprio piano di gestione al tavolo internazionale e si muove anche sulla nascente rete italiana delle città ideali.
Il percorso di Palmanova dentro la rete Unesco delle città fortificate veneziane entra in una fase operativa. Dal confronto internazionale di Zara arrivano infatti indicazioni concrete per i prossimi anni, mentre la città friulana mette sul tavolo il proprio Piano di gestione locale e rafforza i rapporti in vista del 2027, anno del decennale del riconoscimento.
Per il territorio friulano il passaggio non è soltanto istituzionale. Il documento presentato da Palmanova disegna infatti le linee di tutela e valorizzazione del sito fino al 2031 e individua due assi considerati centrali anche per la crescita culturale cittadina: la Fondazione Palmanova e il progetto Recovery Art nazionale nell'ex caserma Montezemolo.
Il piano di Palmanova al confronto con le altre città del sito
All'incontro dell'International Coordination Group, ospitato a Zara, hanno partecipato le sei realtà che compongono il sito seriale transnazionale delle opere difensive veneziane tra Cinque e Seicento: Bergamo, Peschiera del Garda, Palmanova, Zara, Sebenico e Cattaro. Il tavolo è servito a verificare lo stato delle attività di conservazione e a ragionare sulle prossime iniziative comuni.
Nel corso dei lavori, la delegazione palmarina ha illustrato il piano locale, che ora dovrà passare al vaglio del Ministero della Cultura prima dell'invio all'Unesco. Il riscontro, secondo quanto riferito dall'amministrazione, è stato positivo e ha confermato l'interesse dei partner per il lavoro impostato dalla città stellata.
Verso il decennale Unesco con progetti condivisi
L'assessore alla Cultura Silvia Savi, presente a Zara insieme a Gabriella Del Frate dell'Ufficio Cultura, ha spiegato che dal confronto è emersa la volontà di aprire tavoli tematici per trasformare il coordinamento tra città in iniziative riconoscibili. L'orizzonte è quello delle celebrazioni del 2027, ma l'obiettivo è costruire collaborazioni stabili.
Tra gli ambiti indicati figurano musica, attività culturali, formazione, sport, tutela del patrimonio e gastronomia. Un'impostazione che per Palmanova si lega anche a esperienze già avviate con Zara, come il progetto di scambio nel campo dei concorsi musicali internazionali rivolto ai giovani interpreti.
Il calendario dei prossimi passaggi è già definito: un nuovo momento di confronto online è previsto a novembre, mentre a marzo si terrà a Cattaro un tavolo politico, nella città che attualmente presiede l'ICG. Per l'amministrazione comunale la continuità del dialogo resta un elemento decisivo sia per la protezione del bene sia per la sua promozione.
Il sindaco Giuseppe Tellini ha ribadito la volontà di far proseguire il contributo di Palmanova all'interno del percorso comune, mettendo a disposizione il lavoro già sviluppato e le progettualità in campo per il futuro della città.
Non solo Croazia: tappa anche a Pienza
Prima dell'appuntamento di Zara, l'assessore Savi aveva preso parte a Pienza a un incontro tra città ideali riconosciute dall'Unesco. Il confronto, promosso dalla località toscana, ha riunito anche Pienza, Crespi d'Adda, Ivrea, Sabbioneta e Urbino, aprendo la strada a una possibile rete nazionale dedicata a questi centri.
Per Palmanova si tratta di un ulteriore canale di relazione, utile a mettere a confronto strumenti di tutela, modelli di valorizzazione e buone pratiche amministrative. Nel corso della missione, Savi ha incontrato anche il sindaco di Pienza Manolo Garosi e il presidente del Centro commerciale naturale Roggero Roggeri.
Le immagini degli incontri
Nelle foto diffuse dall'amministrazione compaiono alcuni momenti del tavolo ICG ospitato a Zara, dove la delegazione è stata accolta anche dal sindaco croato Šime Erlić.
Un'altra immagine documenta invece la tappa di Pienza, con la consegna della mappa di Palmanova al sindaco Manolo Garosi e al presidente del Centro commerciale naturale Roggero Roggeri, gesto simbolico di un dialogo che ora punta ad allargarsi su scala nazionale.