Ospedali più umani: sport e tecnologia entrano nei reparti del Friuli Venezia Giulia
Sport, tecnologia e benessere emotivo: negli ospedali del Friuli Venezia Giulia nasce un nuovo modello di cura centrato sulla persona.
UDINE – Un ospedale che somiglia sempre meno a un luogo di sola degenza e sempre più a uno spazio di vita, relazione e motivazione. È questa la visione emersa durante la presentazione di Vinciamo Insieme, il progetto promosso dalla Lega Nazionale Dilettanti che porta sport e innovazione tecnologica all’interno delle strutture sanitarie del Friuli Venezia Giulia.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, intervenuto a Udine nel corso dell’evento. Secondo l’esponente della Giunta, la cura non può limitarsi agli aspetti clinici, ma deve includere la dimensione emotiva e sociale della persona.
L’inserimento dello sport e delle tecnologie più avanzate nei percorsi ospedalieri permette infatti ai pazienti di non focalizzarsi esclusivamente sulla malattia, mantenendo viva la spinta a stare meglio e il senso di normalità anche durante la degenza.
Il progetto prevede l’attivazione di tre hub dedicati all’interno di strutture sanitarie strategiche della regione: l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine, l’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste e il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano.
In questi spazi vengono allestite postazioni di gioco e incontro con consolle per il calcio digitale, tavoli da calcio balilla e Subbuteo, pensate per bambini, adolescenti e giovani adulti impegnati in un percorso di cura.
L’obiettivo è favorire benessere psico-emotivo e socializzazione, utilizzando il calcio sia nella sua forma tradizionale sia nella declinazione digitale degli eSport. Una scelta che intercetta una visione moderna della sanità, capace di integrare supporto psicologico e qualità della vita nei trattamenti clinici.
Secondo Riccardi, la tecnologia in questo contesto perde il rischio di isolamento e diventa invece un mezzo di connessione, capace di superare barriere fisiche e geografiche e di creare nuove relazioni anche a distanza.
Cuore innovativo dell’iniziativa è l’integrazione della Video Game Therapy, un approccio che utilizza il videogioco come supporto per ridurre lo stress, aumentare la percezione di sicurezza e rafforzare il senso di connessione all’interno dell’ambiente ospedaliero.
Un modello che unisce gioco, scienza e relazione, trasformando l’esperienza della degenza in qualcosa di meno traumatico e più vicino alla quotidianità dei pazienti.
Alla presentazione, ospitata nella sala Perraro del Santa Maria della Misericordia di Udine, hanno partecipato numerosi rappresentanti del mondo sanitario e sportivo. Tra questi il direttore generale dell’Azienda sanitaria Friuli Centrale Denis Caporale, il presidente nazionale della Lnd Giancarlo Abete e il presidente del Comitato regionale Friuli Venezia Giulia Ermes Canciani, insieme al coordinatore del dipartimento eSport Santino Lo Presti.
Il confronto ha coinvolto anche dirigenti nazionali e regionali della Lnd, referenti tecnici del progetto e rappresentanti delle strutture sanitarie interessate, oltre a esperti del mondo scientifico e sociale impegnati nello studio delle applicazioni terapeutiche del videogioco.
Nel suo intervento conclusivo, l’assessore ha ringraziato i promotori dell’iniziativa ribadendo l’importanza delle alleanze tra servizio sanitario, volontariato sportivo e istituzioni locali. Per la Regione, sostenere progetti di questo tipo significa tradurre i valori dell’inclusione in azioni concrete, garantendo a ogni persona il diritto di sentirsi parte di una comunità e di una squadra, anche nei momenti più delicati del percorso di cura.