Oseacco, fine agosto nel segno della Val Resia: torna la festa che unisce sapori, tradizioni e solidarietà

Dal 20 al 23 agosto 2026 il paese ospita la 27ª edizione dell’evento con frico, camminate, folklore, concerti e un’iniziativa per la Pediatria di Tolmezzo.

12 agosto 2026 22:52
Oseacco, fine agosto nel segno della Val Resia: torna la festa che unisce sapori, tradizioni e solidarietà -
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A Oseacco l’ultima parte di agosto si prepara ad avere il volto più autentico della Val Resia. Dal 20 al 23 agosto 2026 il paese accoglierà la 27ª edizione della Festa del Frico Resiano, appuntamento che mette insieme cucina locale, musica, artigianato, momenti dedicati al territorio e una raccolta solidale per il Reparto di Pediatria dell’Ospedale di Tolmezzo.

Per Prima Friuli è uno di quegli eventi che raccontano bene l’identità della vallata: non soltanto tavoli e spettacoli, ma anche occasioni per valorizzare usanze, prodotti e mestieri che continuano a rappresentare un patrimonio vivo della comunità.

Il gran finale guarda al panorama e alla beneficenza

La giornata conclusiva, domenica 23 agosto, proporrà fin dal mattino un volo panoramico in elicottero sopra Oseacco e l’area circostante, iniziativa che aggiunge una lettura inconsueta del paesaggio resiano. Nello stesso giorno troverà spazio anche una dimostrazione degli arrotini della Val Resia, testimonianza concreta di un’attività tradizionale oggi sempre meno diffusa.

Nel pomeriggio è prevista l’asta delle sculture in legno realizzate durante la manifestazione: il ricavato sarà destinato alla Pediatria dell’ospedale di Tolmezzo. La chiusura sarà affidata al Trio Pakai e al Gruppo Folkloristico “Val Resia”, realtà storica che porta con sé 188 anni di percorso, prima della Tombolissima finale da 1.000 euro.

La particolarità della prima serata

L’apertura dell’evento è fissata per giovedì 20 agosto alle 17 con l’avvio dei chioschi. Proprio il debutto riserverà una proposta insolita: tutte le portate, dal Frico Resiano alle salsicce, verranno accompagnate da polenta di patate invece che dalla versione più consueta.

Resta invece invariato il metodo di preparazione, con la cottura nel paiolo di rame sul fuoco a legna. Si tratta di una scelta limitata alla sola serata inaugurale, pensata per dare un tratto distintivo al primo giorno della festa.

Nel programma di giovedì compare anche la visita alla Chiesa di Oseacco, dove sono custoditi i mosaici di Italo Chiapolino. A seguire salirà il ritmo della serata con la musica di Boca Loca Original.

Venerdì e sabato tra maschere, cammini e bottega diffusa

Il giorno successivo, venerdì 21 agosto, torneranno le maschere del Carnevale Resiano, uno degli elementi più riconoscibili della cultura locale. In serata la piazza ospiterà la Danza del Fuoco e poi il concerto di Coca Cosa, tributo dedicato a Vasco Rossi.

Sabato 22 agosto il programma si allargherà anche al contatto con l’ambiente della valle grazie a due itinerari pensati per chi vuole conoscere il territorio a passo lento: “la Via dell’Acqua” e “la Via del Bosco”, percorsi sviluppati insieme al Parco Naturale delle Prealpi Giulie.

Festa del Frico Resiano 2026, a Oseacco quattro giorni tra cucina, musica e camminate

Nella stessa giornata sarà allestita la nuova Bottega Diffusa, spazio mercatale riservato ai prodotti tipici regionali e all’artigianato del territorio. Nel pomeriggio il pubblico potrà seguire dal vivo la realizzazione di sculture in legno con la motosega, mentre la sera sarà dedicata al DJ set di Gian Marco De Michelis e Daniele Del Forno.

Un appuntamento che parla al Friuli montano

La Festa del Frico Resiano si conferma così come un appuntamento capace di tenere insieme più piani: il gusto, il paesaggio, la memoria delle tradizioni e il sostegno concreto a una struttura sanitaria del territorio. Anche la possibilità di acquistare l’Aglio di Resia alle casse, fino a esaurimento, va nella direzione di rafforzare il legame con una produzione che identifica la valle ben oltre i suoi confini.

Per Oseacco e per l’intera Val Resia sono quattro giorni che mettono in vetrina un’identità precisa, fatta di cucina, lingua culturale propria e forte senso di comunità. È questo il tratto che rende la manifestazione qualcosa di più di una semplice sagra estiva.

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