Il Friuli Venezia Giulia porta all’Onu il suo sistema della scienza: da Trieste a New York il modello regionale
Al Palazzo di Vetro il confronto sul contributo di ricerca e innovazione agli obiettivi 2030. Fedriga e Rosolen rilanciano il peso internazionale del Fvg.
Il sistema scientifico del Friuli Venezia Giulia è stato presentato oggi alle Nazioni Unite come esempio di collaborazione tra ricerca, istituzioni e amministrazioni pubbliche. A New York, nel confronto dedicato al contributo dei territori agli obiettivi dell’Agenda 2030, la regione ha messo al centro soprattutto il ruolo di Trieste e della sua rete internazionale.
Nel corso dell’incontro al Palazzo di Vetro, il presidente Massimiliano Fedriga ha richiamato il valore della scienza come spazio di confronto tra Paesi anche in una fase segnata da tensioni internazionali. Secondo il governatore, la concentrazione di enti di livello globale presenti in Friuli Venezia Giulia consente al territorio di offrire un apporto concreto sul piano della cooperazione e dello sviluppo.
Trieste come snodo di relazioni e conoscenza
Nel suo intervento, Fedriga ha collegato la vocazione scientifica regionale alla storia di Trieste, città che ha trasformato la propria posizione di confine in un punto d’incontro tra culture diverse. Un passaggio che, nella lettura del governatore, assume oggi un significato ancora più forte dentro un quadro geopolitico instabile.
Da qui anche il riferimento alle nuove direttrici economiche e strategiche tra Europa e Asia. Fedriga ha indicato il corridoio Imec come uno degli assi capaci di ridefinire collegamenti, approvvigionamenti e centralità del Mediterraneo, con il Friuli Venezia Giulia in una posizione rilevante grazie alla sua rete portuale, logistica e ferroviaria.
In questa visione, ha sottolineato il presidente, i corridoi del futuro non riguarderanno soltanto le merci, ma anche energia, dati, tecnologie e sapere. È in questo quadro che il patrimonio scientifico regionale viene proposto come strumento utile a rafforzare i rapporti internazionali attraverso la diplomazia della conoscenza.
Chi era presente al confronto alle Nazioni Unite
L’iniziativa è stata promossa per illustrare il modello costruito in Friuli Venezia Giulia tra mondo della ricerca, organizzazioni internazionali e settore pubblico. A moderare l’appuntamento è stato l’ambasciatore Giorgio Marrapodi, rappresentante permanente dell’Italia presso l’Onu.
Hanno partecipato anche l’assessore regionale Alessia Rosolen, il presidente di Agorai Innovation Hub Raffaele Fantelli e i rappresentanti di alcune delle principali realtà scientifiche insediate a Trieste, tra cui Ictp, Icgeb, Twas, Owsd e Iap.
Tra le autorità presenti figuravano inoltre Harish Parvathaneni, rappresentante permanente dell’India alle Nazioni Unite, Quintin Chou-Lambert, vice dell’inviato Onu per le tecnologie e responsabile delle politiche sull’intelligenza artificiale, oltre al direttore generale dell’Unesco Khaled El-Enany, intervenuto con un videomessaggio.
I numeri del Sis Fvg e la strategia regionale
La base del ragionamento portato a New York sta anche nei dati del sistema scientifico e dell’innovazione regionale. Il Sis Fvg mette insieme 22 soggetti tra atenei, enti di ricerca, parchi scientifici e tecnologici e altre istituzioni, con oltre 3.800 ricercatori, dei quali il 21% provenienti dall’estero.
Accanto a questo patrimonio umano, il sistema conta circa 38mila studenti universitari, 109 infrastrutture di ricerca e 164 progetti sostenuti dai programmi europei Horizon 2020 e Horizon Europe. Tra questi, 28 risultano avviati nel 2026.
Rosolen ha richiamato una scelta costruita nell’arco di quasi cinquant’anni, basata su una collaborazione stabile tra Regione, ministeri e istituzioni scientifiche. L’assessore ha evidenziato che il rinnovo per altri cinque anni dell’accordo che sostiene il Sis Fvg conferma una linea di lungo periodo, orientata alla mobilità internazionale, alla formazione dei ricercatori e al sostegno dei sistemi scientifici nei Paesi emergenti.
Nella parte finale dell’intervento, Fedriga ha indicato anche l’Unesco Science Hub di Trieste come uno dei progetti destinati a consolidare questa traiettoria. L’obiettivo, nelle parole del governatore, è creare una piattaforma permanente di dialogo tra enti di ricerca e istituzioni pubbliche, rafforzando ulteriormente la proiezione internazionale del Friuli Venezia Giulia.