Noncello, verso un ecomuseo diffuso: a Porcia definite le prime tappe del progetto
Comuni, firmatari del Contratto di Fiume, Università di Udine e tecnici di Pordenone 2027 al lavoro su contenuti, sedi e assetto futuro.
Il percorso per arrivare all’Ecomuseo del Noncello entra in una fase concreta. A Porcia, nell’aula del Consiglio comunale, una nuova assemblea ha riunito i Comuni coinvolti, i soggetti firmatari del Contratto di Fiume, l’Università di Udine e i referenti tecnici legati a Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.
Al centro dell’incontro c’era uno dei progetti considerati più significativi per l’area del Noncello: un ecomuseo pensato non come struttura concentrata in un solo luogo, ma come sistema diffuso capace di raccontare il fiume, il paesaggio e il rapporto storico tra le comunità e l’acqua.
Un progetto che unisce ambiente, memoria e territorio
Nell’impostazione emersa durante l’assemblea, l’Ecomuseo viene visto come un’azione trasversale, in grado di mettere in relazione istituzioni, cittadini e luoghi. Non solo valorizzazione culturale, quindi, ma anche uno strumento per leggere in modo più chiaro l’identità del territorio attraversato dal Noncello.
Il progetto rientra tra i punti centrali del Contratto di Fiume ed è collegato anche al dossier di Pordenone 2027, che dedica particolare attenzione alla cultura dell’acqua. In questo quadro, il fiume diventa un elemento da interpretare non soltanto dal punto di vista ambientale, ma anche come parte della storia locale e della vita quotidiana delle comunità.
Il lavoro avviato dovrà ora definire i contenuti dell’ecomuseo e i punti del percorso lungo il fiume nei tre Comuni interessati. L’idea è quella di costruire un itinerario capace di tenere insieme tappe, testimonianze e spazi rappresentativi del territorio.
Le prime sedi individuate a Pordenone
Per quanto riguarda il Comune di Pordenone, sono già stati indicati due luoghi da inserire nel progetto: l’area delle antiche mura e il Museo di Storia Naturale Silvia Zenari. Due riferimenti che danno una prima forma concreta all’iniziativa e che mostrano la volontà di intrecciare dimensione culturale, lettura del paesaggio e promozione del territorio.
Questa impostazione, emersa nel confronto di Porcia, punta infatti a far dialogare tutela, conoscenza e attrattività locale, dentro una visione che guarda sia alla memoria dei luoghi sia alle possibilità di valorizzazione futura.
Il percorso verso un soggetto autonomo
Durante l’assemblea si è discusso anche dei passaggi organizzativi necessari per dare stabilità al progetto. Tra i temi affrontati c’è stato il cronoprogramma che dovrà accompagnare la nascita di un soggetto giuridico autonomo, destinato a diventare il riferimento operativo dell’Ecomuseo del Noncello.
L’obiettivo è dotare l’iniziativa di una struttura capace di coordinare le attività, consolidare il progetto nel tempo e aumentare la possibilità di intercettare risorse e finanziamenti. Un passaggio ritenuto importante per trasformare l’idea iniziale in uno strumento stabile e riconoscibile.
Nel corso del confronto, l’assessore all’Ambiente Mattia Tirelli ha richiamato il valore di un progetto che tiene insieme ambiente, cultura, identità territoriale e collaborazione tra enti e comunità. La direzione indicata è quella di rendere il Noncello sempre più percepito come patrimonio comune, non solo da tutelare ma anche da vivere e riconoscere.
L’assemblea di Porcia segna così un nuovo avanzamento del Contratto di Fiume Noncello. Il lavoro avviato dovrà ora tradurre questa visione in contenuti, tappe e strumenti operativi, con l’intento di rendere il fiume più leggibile nel paesaggio locale e più centrale nella consapevolezza del territorio.