Neurologia e demenze in Friuli occidentale, Honsell rilancia l’allarme dopo la petizione dei cittadini

Il consigliere regionale interviene sul caso Asfo: per le patologie neurodegenerative non basta un solo specialista dedicato.

21 ottobre 2026 16:47
Neurologia e demenze in Friuli occidentale, Honsell rilancia l’allarme dopo la petizione dei cittadini -
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Nel Friuli occidentale il tema dell’assistenza alle persone con demenza e malattie neurodegenerative torna al centro del dibattito pubblico dopo l’iniziativa di 108 cittadini del Pordenonese, che hanno chiesto un rafforzamento della neurologia in Asfo. Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale Furio Honsell, che giudica insufficiente l’attuale organizzazione del servizio.

Secondo l’esponente di Open Sinistra Fvg, il punto più critico riguarda il numero di professionisti dedicati a questo ambito: la presenza di un solo neurologo impegnato sulle patologie neurodegenerative e sul decadimento cognitivo viene definita una condizione non accettabile, soprattutto in un territorio che deve fare i conti con l’aumento dell’età media della popolazione.

Il nodo sollevato dalle 108 firme

La presa di posizione arriva dopo l’appello indirizzato al direttore generale di Asfo da parte di cittadini del territorio pordenonese. Per Honsell, quella richiesta merita una risposta politica oltre che sanitaria, perché mette in evidenza un bisogno che non può essere affrontato solo quando emergono difficoltà evidenti nel funzionamento dei servizi.

Il consigliere sottolinea inoltre che le risorse destinate alla sanità regionale restano consistenti anche nell’ultimo esercizio. Proprio per questo, osserva, sorprende che un settore tanto delicato non sia stato rafforzato in anticipo, considerando da tempo l’impatto crescente delle malattie legate all’invecchiamento.

Programmazione sanitaria e criticità denunciate

Nella sua nota Honsell collega il caso del Pordenonese a una questione più ampia di pianificazione. A suo giudizio, il problema non riguarda soltanto l’organico oggi disponibile, ma il fatto che si continui a intervenire quando il sistema mostra già segni di affanno.

Da qui la critica rivolta alla Giunta regionale, accusata di non aver programmato con sufficiente lungimiranza il potenziamento di questi servizi. Il riferimento è alla necessità di preparare la rete sanitaria a bisogni ormai prevedibili, legati all’invecchiamento della popolazione friulana e più in generale del Friuli Venezia Giulia.

Non solo ospedali: il richiamo a una rete più ampia

Honsell richiama anche le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, che da anni indicano la necessità di affrontare il declino cognitivo con un approccio esteso a tutto il sistema pubblico. Non solo strutture sanitarie, quindi, ma anche organizzazione urbana, servizi territoriali e spazi diurni pensati per accompagnare pazienti e famiglie.

Nel suo intervento cita inoltre le esperienze europee dei cosiddetti distretti “dementia friendly” e ricorda che già in passato, anche in Friuli Venezia Giulia, il progetto “Città sane” aveva posto questo tema tra le priorità. Per il consigliere, la domanda da porsi oggi è quanti Comuni dispongano davvero di un piano di salute capace di includere questi bisogni.

La questione, dunque, non si esaurisce nel solo numero di specialisti presenti in corsia, ma chiama in causa l’intera capacità del territorio di costruire risposte coordinate. Per Honsell servono strategie integrate che garantiscano a tutti i cittadini la stessa qualità di presa in carico, senza differenze tra chi ha bisogno di cure neurologiche complesse e il resto dell’utenza sanitaria.

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