Nelle Valli del Natisone il ricordo di Luigi Faidutti, sacerdote friulano tra cooperazione e Lituania
A San Leonardo un incontro ha ricostruito il profilo del monsignore nato a Scrutto: dall’impegno sociale nel Goriziano al ruolo ecclesiale a Kaunas.
Non solo una commemorazione, ma un’occasione per rileggere una figura friulana che ha lasciato tracce ben oltre i confini regionali. A San Leonardo l’attenzione si è concentrata su monsignor Luigi Faidutti, nato a Scrutto nel 1861, sacerdote, studioso e uomo delle istituzioni, il cui percorso toccò il Friuli asburgico, Vienna e infine la Lituania.
L’iniziativa, ospitata nelle Valli del Natisone, ha riportato al centro una biografia complessa e poco comune: quella di un religioso capace di muoversi tra pastorale, economia sociale e diplomazia, fino a essere ricordato oggi anche a Kaunas, dove è sepolto nella cattedrale.
L’appuntamento, intitolato “Un friulano tra Gorizia, Vienna e Vilnius”, è stato promosso dal Comune di San Leonardo insieme all’Istitut Ladin Furlan “Pre Checo Placereani”. Tra i partecipanti erano presenti anche l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi e l’ambasciatrice di Lituania presso la Santa Sede Sigita Maslauskeité-Mazylienè.
Un profilo che unisce territorio e visione europea
Nel corso dell’incontro è emersa soprattutto l’attualità del pensiero di Faidutti. Riccardi ha richiamato alcuni temi che attraversano ancora il dibattito pubblico, come autonomia, sussidiarietà e cooperazione, sottolineando il valore di un’impostazione economica attenta ai legami sociali e agli strumenti mutualistici.
È un aspetto che parla anche al Friuli di oggi: la sua azione fu infatti orientata a ridurre gli squilibri sociali e a rafforzare forme organizzate di sostegno economico nelle comunità. Un’impronta che rende la sua esperienza particolarmente significativa per un territorio dove il tema dell’autogoverno e della solidarietà locale resta centrale.
Dalle casse rurali al lavoro politico nel Goriziano
Prima dell’esperienza internazionale, Faidutti si affermò nel contesto goriziano. Nel 1899 diede impulso alla Federazione delle Casse rurali e dei sodalizi cooperativi per la parte italiana della provincia di Gorizia, contribuendo a costruire una rete di credito cooperativo e di preparazione per chi era chiamato a gestirla.
La sua attività si sviluppò anche sul piano politico e amministrativo. Sedette nei consigli comunali, nella dieta provinciale e successivamente nel parlamento di Vienna, dove lavorò con esponenti popolari trentini, tra cui Alcide De Gasperi, su questioni legate a istruzione, sanità e crescita economica, compreso il contrasto alla pellagra.
Nel 1913 arrivò la nomina a Capitano Provinciale. In quel ruolo riuscì a far approvare la legge sui patti colonici, pensata per offrire maggiori tutele ai contadini. Durante la guerra si trovò inoltre a governare una realtà segnata duramente dal conflitto, sostenendo i profughi goriziani internati in Austria sia materialmente sia sul piano umano.
Gli anni della formazione e il passaggio verso l’estero
A ricostruire il radicamento culturale e storico del prelato è stato Ivan Portelli, presidente dell’Istituto di Storia Sociale e Religiosa di Gorizia, che in passato ha curato il riordino del suo archivio personale, appartenente a Gian Francesco Cromaz.
Portelli ha ricordato gli anni nel seminario centrale di Gorizia, in un ambiente segnato da pluralità linguistiche e identitarie, specchio della complessità politica dell’epoca. I risultati ottenuti negli studi permisero a Faidutti di ottenere una borsa statale a Vienna, dove conseguì il dottorato in teologia, avviando così un percorso destinato ad allargarsi ben oltre la dimensione locale.
Il dopoguerra cambiò però il suo destino. La sua adesione a una prospettiva autonomista nel quadro asburgico lo pose in contrasto con le nuove autorità italiane, che non gli consentirono di tornare a Gorizia. Da lì maturò il successivo approdo all’attività diplomatica in Lituania.
Kaunas, la missione diplomatica e il posto nella memoria lituana
Nel 1924 Faidutti raggiunse Kaunas per incarico della Santa Sede come uditore della Delegazione apostolica in Lituania. Durante il convegno è stato evidenziato il contributo dato alla riorganizzazione ecclesiastica del Paese baltico, in un passaggio storico che portò alla costituzione della provincia ecclesiastica autonoma lituana.
Tra i momenti più rilevanti del suo lavoro viene indicata anche la stipula del concordato con la Lituania, di cui nel 2027 cadrà il centenario. L’ambasciatrice Sigita Maslauskeité-Mazylienè ha ricordato il suo arrivo come segretario del visitatore apostolico Jurgis Matulaitis e ne ha sottolineato il profilo culturale e pastorale, maturato in una fase attraversata da forti tensioni nazionali.
Oggi la sua tomba nella cattedrale di Kaunas testimonia il rilievo che la sua figura ha assunto anche fuori dal Friuli. Durante l’incontro di San Leonardo, lo storico Gianfranco Ellero lo ha descritto come un friulano aquileiese, poliglotta e costruttore di ponti, capace di tenere insieme fede, azione sociale e visione istituzionale. La giornata si è aperta con un momento di preghiera davanti alla lapide nella chiesa parrocchiale ed è poi proseguita nel centro civico, con gli interventi, tra gli altri, del presidente dell’Istitut Ladin Furlan “Pre Checo Placerean” Geremia Gomboso, del sindaco Antonio Comugnaro e della console onoraria d’Austria a Trieste Sabrina Stolego.
Per le Valli del Natisone, il ricordo di Faidutti ha assunto così anche il valore di una riflessione sul rapporto tra identità locale e apertura europea: un filo storico che parte dal Friuli e arriva fino a Kaunas, passando per una vicenda umana e pubblica tutt’altro che ordinaria.