Nelle scuole friulane il sisma del ’76 diventa racconto condiviso: tappa finale a Venzone
Coinvolte le classi prime e seconde degli Istituti comprensivi di Gemona del Friuli e Trasaghis in un percorso sulla memoria del terremoto.
La storia del terremoto del Friuli passa ai ragazzi attraverso le voci di chi lo ha vissuto. È questo il senso di “Ti racconto il terremoto”, il percorso educativo che si è chiuso a Venzone e che ha portato nelle aule scolastiche una delle pagine più profonde della memoria regionale.
L’iniziativa si inserisce nel cammino verso il 50° anniversario del sisma del 1976 e ha messo al centro un obiettivo preciso: fare in modo che il ricordo non resti affidato solo alle celebrazioni istituzionali, ma diventi conoscenza concreta per le nuove generazioni.
A partecipare sono state le studentesse e gli studenti delle classi prime e seconde delle scuole secondarie di primo grado degli Istituti comprensivi di Gemona del Friuli e Trasaghis, coinvolti in un lavoro costruito insieme al territorio.
Il progetto è stato promosso da Despar Nord e dal Messaggero Veneto con la collaborazione delle amministrazioni comunali e degli istituti scolastici interessati.
Un passaggio di memoria tra generazioni
Il nucleo del percorso è stato l’ascolto diretto dei testimoni del 1976. Per gli studenti non si è trattato soltanto di ricostruire un fatto storico, ma di entrare in contatto con esperienze personali, paure, scelte e capacità di reagire che hanno segnato intere comunità friulane.
Da questi racconti è emersa non solo la durezza di quei giorni, ma anche la forza collettiva che accompagnò la rinascita. È in questo quadro che il cosiddetto “modello Friuli” continua a essere richiamato come esempio di ricostruzione e coesione civile.
Il valore educativo del progetto
Alla presentazione conclusiva ha preso parte l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha richiamato il significato formativo dell’iniziativa. Il riferimento, nelle sue parole, è al legame tra conoscenza della propria storia e senso di appartenenza a una comunità.
Zilli ha evidenziato come il lavoro svolto abbia unito scuole, insegnanti, studenti, partner promotori e amministrazioni locali, dando forma a un percorso capace di leggere insieme tragedia, ricostruzione e futuro.
Per la Regione, esperienze di questo tipo permettono di consegnare ai più giovani un patrimonio che va oltre la commemorazione: dentro quella memoria ci sono anche i valori maturati dopo il sisma, dalla dignità alla capacità di rialzarsi.
Venzone, luogo simbolo della chiusura
Non è casuale che l’appuntamento finale si sia tenuto proprio a Venzone, uno dei centri che più rappresentano nella memoria friulana il terremoto e la successiva ricostruzione. La scelta del luogo ha dato ulteriore forza a un progetto pensato per collegare il passato alla consapevolezza civica di oggi.
Nel calendario dedicato al cinquantenario, “Ti racconto il terremoto” aggiunge così un tassello importante: trasformare il ricordo del 1976 in una memoria condivisa, capace di parlare ai ragazzi e di restare viva dentro le comunità del Friuli.