Nel Duomo di Gemona la memoria del sisma diventa teatro: torna “Orcolat ’76” nel cinquantenario
Due repliche il 15 settembre 2026 nel luogo simbolo della rinascita friulana. In scena l’opera di Cristicchi e Orlando, poi il tour regionale di ottobre.
La ricorrenza dei cinquant’anni dalle scosse di settembre del terremoto del Friuli passa anche dal palcoscenico di uno dei luoghi più carichi di significato per la comunità friulana. Il 15 settembre 2026 “Orcolat ’76” è stato riportato nel Duomo di Gemona, con un doppio appuntamento pensato per legare commemorazione istituzionale e partecipazione del pubblico.
La scelta di riportare qui lo spettacolo non ha soltanto un valore artistico. Il Duomo, segnato dalla distruzione e poi dalla ricostruzione, resta infatti uno dei simboli più forti della capacità del Friuli di rialzarsi dopo il sisma del 1976.
Le rappresentazioni sono andate in scena alle 17, per il momento istituzionale, e alle 21, con la replica serale aperta agli spettatori. Un ritorno atteso a Gemona, dove il lavoro teatrale dedicato al terremoto e alla rinascita del territorio ha ritrovato una cornice profondamente legata alla memoria collettiva.
Un’opera che intreccia racconto, musica e memoria
“Orcolat ’76” porta la firma di Simone Cristicchi e Simona Orlando. In scena la voce e la fisarmonica di Francesca Gallo, la voce narrante di Anna Maria De Monte e le musiche composte dal maestro Valter Sivilotti, eseguite da Fvg Orchestra insieme al Coro del Friuli Venezia Giulia preparato da Cristiano Dell'Oste.
La produzione è di Edit Eventi per l’Ente regionale teatrale del Friuli Venezia Giulia e il Comune di Gemona, con il sostegno della Regione. Nel percorso dello spettacolo resta importante anche il ruolo di Folkest, che nel 2016 ne commissionò e co-produsse la prima versione per il quarantesimo anniversario del terremoto.
Il valore di Gemona per il cinquantenario
Alla rappresentazione ha partecipato anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, che ha richiamato il peso civile di questa ricorrenza. Riportare l’opera dentro il Duomo, ha sottolineato, significa affidare alla cultura il compito di conservare e trasmettere una pagina decisiva della storia friulana.
Nel suo intervento, Zilli ha evidenziato come il lavoro degli autori e degli artisti riesca a restituire non solo il dolore provocato dal terremoto, ma anche la forza di una popolazione che seppe reagire con solidarietà, determinazione e spirito di ricostruzione.
Il richiamo alle nuove generazioni resta centrale: il ricordo del 1976, nelle parole dell’assessore, non appartiene soltanto al passato, ma continua a rappresentare un patrimonio di valori da custodire nel tempo.
Dopo Gemona, altre tappe in Friuli Venezia Giulia
La data gemonese arriva dopo il prologo internazionale della scorsa primavera tra Washington e Toronto e rilancia ora il percorso regionale dello spettacolo. Il ritorno nel Duomo si inserisce così in un calendario che continua a dare nuova vita a questo progetto teatrale legato all’identità del Friuli.
Nel mese di ottobre 2026 “Orcolat ’76” sarà proposto anche in altre località del circuito Ert: il 20 ottobre a Latisana, il 21 a Sacile, il 22 a Maniago, il 23 a Grado e il 24 ad Artegna.
Per Gemona, però, la serata del cinquantenario mantiene un significato particolare: non una semplice tappa, ma un ritorno nel luogo in cui la memoria del terremoto e la storia della rinascita friulana continuano a parlarsi in modo diretto.