Vajont, il Friuli Venezia Giulia resta fuori dalla Fondazione: pesa la richiesta da 375 mila euro

In Consiglio regionale Mario Anzil ha spiegato che la quota richiesta non è ritenuta proporzionata all’interesse regionale.In aula la linea della Regione: adesione non ritenuta conveniente nelle condizioni attuali, ma il dossier potrà essere riesaminato p

15 settembre 2026 16:59
Vajont, il Friuli Venezia Giulia resta fuori dalla Fondazione: pesa la richiesta da 375 mila euro -
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Per il momento il Friuli Venezia Giulia non entrerà nella Fondazione Vajont 9 ottobre 1963. La scelta è stata illustrata in Consiglio regionale dal vicegovernatore con delega alla Cultura, Mario Anzil, che ha spiegato come la proposta sia stata fermata al termine dell'istruttoria svolta dagli uffici regionali.

Alla base della decisione c'è soprattutto la quota richiesta per l'ingresso nell'ente, fissata in 375 mila euro. Secondo quanto riferito in aula, l'importo non è stato considerato adeguato rispetto al ritorno e all'interesse concreto che la Regione potrebbe ricavare dalla partecipazione.

Il chiarimento è arrivato rispondendo a un'interrogazione dedicata al possibile ingresso del Friuli Venezia Giulia nella Fondazione nata attorno alla memoria della tragedia del Vajont. Nel ragionamento della Giunta, oltre al costo, ha avuto un peso anche lo spazio che la Regione potrebbe occupare all'interno dell'organismo.

Il nodo tra investimento e ruolo effettivo

Anzil ha ricordato che la pratica è stata esaminata anche alla luce di quanto deciso dalla Fondazione nel giugno dell'anno scorso, quando al Friuli Venezia Giulia era stata attribuita una quota di accesso dello stesso valore previsto per il Veneto.

La valutazione regionale, però, non si è fermata al semplice confronto economico. In Consiglio è stato spiegato che sono stati presi in considerazione l'utilità dell'adesione, il peso istituzionale che il Friuli Venezia Giulia potrebbe avere e la coerenza dell'investimento rispetto agli interessi regionali.

Da questo esame, nelle condizioni attuali, non sarebbero emersi elementi sufficienti per procedere. Da qui la conclusione negativa dell'istruttoria e lo stop all'adesione, almeno in questa fase.

La memoria del Vajont resta un tema centrale

Nel suo intervento, il vicegovernatore ha comunque distinto con nettezza il piano amministrativo da quello storico e civile. La decisione di non entrare nella Fondazione, ha chiarito, non modifica il rilievo che la tragedia del Vajont continua ad avere per il Friuli Venezia Giulia.

Il disastro del 9 ottobre 1963 resta infatti una ferita che ha segnato anche questa parte del territorio e la sua comunità. Per questo la mancata adesione non viene presentata come un passo indietro sul fronte della memoria, ma come una scelta legata all'opportunità e alle condizioni economiche e istituzionali oggi sul tavolo.

Possibile un nuovo esame più avanti

La porta, in ogni caso, non viene chiusa definitivamente. Sempre in aula, Anzil ha spiegato che la Regione potrà tornare a valutare il dossier se in futuro dovessero cambiare i presupposti dell'operazione.

Un eventuale ripensamento passerebbe da nuove verifiche, sia sull'attività futura della Fondazione sia sul ruolo che il Friuli Venezia Giulia potrebbe assumere al suo interno. Per ora la linea resta quella della prudenza, con l'adesione accantonata in attesa di condizioni ritenute più favorevoli.

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