Musica classica, l’Accademia Ricci rilancia in Friuli con una stagione da 54 eventi
Dal debutto di Louis Lortie ai festival e al concorso Smareglia: il programma 2026 punta su ascolto, formazione e valorizzazione dei luoghi storici.
Non soltanto concerti, ma un percorso culturale diffuso che attraversa il Friuli Venezia Giulia e prova ad allargare il pubblico della musica classica. È questa la linea scelta dall’Accademia di Studi Pianistici “Antonio Ricci” per la sua 47ª stagione, presentata a Udine e costruita attorno a 54 appuntamenti complessivi.
Il calendario 2026 mette insieme recital, momenti di approfondimento, rassegne e concorsi, con l’obiettivo di rendere l’esperienza musicale più vicina anche a chi non frequenta abitualmente questo repertorio. L’idea, emersa durante la presentazione nel Salone d’Onore di Palazzo Antonini Maseri, sede del Rettorato dell’Università di Udine, è quella di affiancare all’esecuzione strumenti utili per leggere e comprendere meglio i programmi.
Ad aprire la stagione sarà sabato 10 ottobre 2026 il pianista franco-canadese Louis Lortie, atteso in un appuntamento dedicato interamente a Chopin. Un avvio di forte richiamo per una programmazione che punta su interpreti di rilievo internazionale e su una proposta distribuita nel territorio regionale.
I nomi annunciati per il cartellone 2026
Tra gli artisti comunicati figurano Arnaldo Colasanti, Francesco Nicolosi, Massimo Quarta, Enrico Dindo, Pietro De Maria, Andrea Lucchesini, il Quartetto Werther, Anna Kravtchenko, Roberto Cominati, Filippo Gamba e Benedetto Lupo. Una presenza ampia, che conferma la volontà dell’Accademia Ricci di tenere insieme qualità interpretativa e continuità progettuale.
Accanto ai concerti troveranno spazio anche il Festival internazionale di musica da camera, le Giornate del Tiepolo e il Concorso internazionale di composizione Antonio Smareglia. Il risultato è una stagione che non si limita al formato tradizionale del recital, ma si apre a più linguaggi e momenti d’incontro.
Il legame con Udine e con l’Università
Nel corso della presentazione è stato richiamato anche il valore della collaborazione tra l’Accademia e l’Università di Udine. Un rapporto che viene considerato importante soprattutto per avvicinare gli studenti e, più in generale, le fasce più giovani a un’offerta culturale spesso percepita come distante.
Il vicegovernatore e assessore regionale alla Cultura Mario Anzil ha evidenziato proprio questo aspetto, soffermandosi sul ruolo delle conferenze-concerto come occasione di partecipazione e formazione. Nel suo intervento ha inoltre espresso apprezzamento per il lavoro portato avanti dall’Accademia e dalla presidente Flavia Brunetto, sottolineando la solidità del percorso costruito negli anni.
Concerti e patrimonio, una formula che guarda al territorio
Un altro elemento centrale della nuova stagione riguarda la scelta delle sedi, spesso individuate in dimore e spazi storici del Friuli Venezia Giulia. Una formula che lega la proposta musicale all’identità dei luoghi e che, anche per il pubblico locale, aggiunge un valore ulteriore all’ascolto.
Nel suo intervento Anzil ha richiamato anche l’impegno regionale a favore del comparto culturale, ribadendo che le risorse destinate a questo settore vengono considerate un investimento. Ha ricordato inoltre la possibilità, per le realtà più strutturate, di accedere a sostegni su base pluriennale, così da programmare con maggiore respiro.
Per il Friuli si profila quindi una stagione ampia e articolata, con un debutto di prestigio il 10 ottobre e un programma che accompagnerà il 2026 tra musica, approfondimento e valorizzazione del patrimonio regionale. L’Accademia Ricci conferma così una presenza ormai consolidata nel panorama culturale del territorio.