Friuli Venezia Giulia, la carta Trieste per rafforzare la presenza Unesco nella ricerca

La Regione rilancia da Parigi la proposta di una sede stabile nel capoluogo giuliano: individuato un immobile in via Udine per i programmi scientifici.

23 settembre 2026 18:07
Friuli Venezia Giulia, la carta Trieste per rafforzare la presenza Unesco nella ricerca -
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Non solo una candidatura simbolica, ma un passaggio operativo che punta a dare a Trieste un ruolo ancora più definito nella geografia internazionale della ricerca. Da Parigi, dove il presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha incontrato la vicedirettrice generale dell’Unesco Åsa Regnér, è arrivata una nuova spinta al progetto di un polo stabile dedicato alle attività scientifiche legate all’organizzazione.

Per il Friuli Venezia Giulia l’obiettivo è chiaro: consolidare quanto già esiste sul territorio e trasformarlo in una presenza più strutturata, capace di collegare le esperienze internazionali già attive in regione con nuove iniziative. Il dossier riguarda Trieste, ma si inserisce in una strategia che la Regione presenta come utile all’intero sistema scientifico regionale.

Via Udine indicata come sede del progetto

L’elemento più concreto emerso riguarda l’immobile di via Udine, a Trieste, che la Regione ha già messo a disposizione per ospitare il futuro hub. L’idea è quella di offrire una collocazione stabile ad alcune realtà che oggi lavorano in città in spazi provvisori all’interno dell’Ictp.

Nel progetto rientrano The World Academy of Sciences (Twas), il segretariato dell’InterAcademy Partnership (IAP) e quello dell’Organization for Women in Science for the Developing World (Owsd). La prospettiva indicata è superare l’attuale sistemazione temporanea e costruire una base definitiva per queste strutture.

La proposta portata all’Unesco

Nel confronto con Regnér, Fedriga ha illustrato una linea che punta a rafforzare e integrare i presidi del Settore Scienze Unesco già presenti a Trieste. La Regione propone un modello fondato su sostenibilità economica, funzionalità organizzativa e contenimento dei costi di gestione.

Trieste punta a un hub Unesco per scienza e ricerca: sede prevista in via Udine

All’incontro ha preso parte anche l’ambasciatore Liborio Stellino, rappresentante permanente d’Italia presso l’Unesco. Fedriga ha spiegato che negli ultimi mesi sono già state avviate interlocuzioni e avanzate proposte considerate coerenti con l’impostazione del Governo italiano, ringraziando anche il ministro Tajani per il sostegno dato al percorso.

Il peso del sistema scientifico del Friuli Venezia Giulia

A sostegno della candidatura di Trieste, la Regione richiama la rete scientifica del Friuli Venezia Giulia, composta da 22 istituzioni impegnate tra ricerca, innovazione e sviluppo. È questo, nelle intenzioni dell’amministrazione regionale, il contesto che rende il territorio adatto a ospitare un centro Unesco più forte e più riconoscibile.

Nel quadro delineato da Fedriga, la presenza di enti e programmi come Ictp, Twas, IAP e Owsd rappresenta già oggi un patrimonio di livello internazionale. L’idea è partire da questa base per ampliare il raggio d’azione e attrarre ulteriori attività legate alla cooperazione scientifica.

I prossimi passaggi attesi

La missione parigina del 23 settembre 2026 viene letta dalla Regione come un momento di avanzamento politico e istituzionale. Secondo quanto riferito dal governatore, ci sarebbero tempi ravvicinati per possibili sviluppi formali sul progetto.

Se il percorso dovesse trovare conferme nei prossimi giorni, Trieste rafforzerebbe ulteriormente la propria vocazione di città della scienza, con un impatto che la Regione considera strategico per l’immagine e per la capacità attrattiva dell’intero Friuli Venezia Giulia.

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