Muggia, il fronte contrario al raddoppio della galleria incassa l’appoggio di Massolino
La consigliera regionale del Patto per l’Autonomia sostiene il ricorso al Tar promosso da Alternative Galleria e chiede un confronto vero sul futuro dell’area.
Il progetto di raddoppio della galleria di Muggia continua a dividere il territorio e ad allargare il dibattito oltre i confini comunali. Nelle ultime ore è arrivata una presa di posizione netta della consigliera regionale Giulia Massolino, che ha scelto di affiancare pubblicamente il gruppo Alternative Galleria e la sua iniziativa legale davanti al Tar.
Massolino ha partecipato all’assemblea pubblica organizzata a Muggia, indicando la vicenda come un passaggio che riguarda non solo un’opera viaria, ma il modello di sviluppo che si intende perseguire per la fascia costiera e per la mobilità locale. Secondo la consigliera, la questione tocca direttamente il modo in cui si immaginano gli spazi urbani e la qualità della vita di chi li abita ogni giorno.
Il sostegno al ricorso presentato dai cittadini
Nel suo intervento, l’esponente del Patto per l’Autonomia - Civica FVG ha definito significativo il fatto che una parte della cittadinanza abbia scelto di organizzarsi per contestare il progetto anche sul piano amministrativo. Da qui il sostegno al ricorso al Tar promosso dal comitato, che sta raccogliendo risorse proprie per portare avanti la battaglia.
Per Massolino, proprio questo aspetto apre anche una riflessione politica: quando i residenti si trovano a dover finanziare in prima persona un’azione legale contro decisioni della pubblica amministrazione, il tema non è solo tecnico, ma investe il rapporto tra istituzioni e comunità locale.
Due idee diverse di territorio
La consigliera regionale ha contrapposto due impostazioni considerate alternative. Da una parte, un sistema che continua a puntare soprattutto sul traffico automobilistico e su nuove infrastrutture stradali; dall’altra, una visione che privilegia vivibilità, spostamenti sostenibili e restituzione di spazi alle persone.
Nel ragionamento portato all’assemblea, Massolino ha richiamato anche esempi dell’area istriana, citando realtà che hanno scelto parcheggi esterni ai centri abitati e collegamenti navetta per contenere l’ingresso delle auto. Un riferimento che, nelle sue intenzioni, serve a mostrare come esistano strade diverse rispetto all’ampliamento della rete dedicata alle vetture private.
Il nodo della partecipazione nelle scelte pubbliche
Un altro punto sollevato riguarda il metodo con cui vengono affrontate trasformazioni di questa portata. Secondo Massolino, interventi destinati a incidere in modo duraturo sul paesaggio e sulla mobilità non dovrebbero arrivare a decisioni già confezionate, ma passare da un confronto effettivo con i cittadini.
La critica si concentra quindi sulla partecipazione, che a suo giudizio non può ridursi a un adempimento formale. L’assemblea pubblica di Muggia, nella lettura della consigliera, ha mostrato invece l’esistenza di una parte di comunità che chiede di essere coinvolta nelle scelte che riguardano il proprio futuro.
Le prospettive per la costa muggesana
Tra i timori espressi c’è anche quello che un investimento di questo tipo renda più difficile immaginare in futuro assetti diversi per il litorale, con spazi più fruibili e meno condizionati dal traffico. Massolino ha richiamato in particolare la possibilità di pensare a un rapporto differente tra mobilità, mare e aree pubbliche.
Nel suo intervento ha ricordato anche un emendamento presentato alla finanziaria 2024, poi respinto dalla maggioranza, come segnale di una linea politica già espressa sul tema. Il messaggio rilanciato da Muggia resta lo stesso: per affrontare i problemi della circolazione, sostiene, non si deve partire automaticamente dall’idea di costruire nuove strade, ma da una visione complessiva del territorio e dei bisogni di chi lo vive.
La vicenda del raddoppio della galleria, intanto, si conferma uno dei dossier più sensibili per l’area muggesana, con ricadute che toccano urbanistica, ambiente e rapporto tra amministrazione e residenti. Ed è su questo terreno che il confronto politico e civile sembra destinato a proseguire.