Montereale Valcellina, riconoscimento internazionale per una cappella immaginata tra i ruderi del castello

Menzione Speciale al concorso Belvedere Chapel 2026 per “The Sacred Enclosure”, proposta firmata da Vincenzo Biancamano e Michela Mele.

14 ottobre 2026 21:23
Montereale Valcellina, riconoscimento internazionale per una cappella immaginata tra i ruderi del castello -
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Da Montereale Valcellina arriva un risultato che riporta l’attenzione su uno dei luoghi più suggestivi dell’area pedemontana friulana: il sito del castello affacciato sulla Valcellina è al centro di una proposta architettonica premiata nell’edizione 2026 del concorso Belvedere Chapel.

Il riconoscimento, comunicato il 5 ottobre, è una Menzione Speciale assegnata a “The Sacred Enclosure”, lavoro sviluppato dall’architetto Vincenzo Biancamano e dalla dottoressa in Architettura Michela Mele nell’ambito dell’attività di VBH Restauri.

Il progetto prende forma a partire dai resti medievali di Montereale Valcellina e dal loro rapporto con il paesaggio circostante: la valle, il Cellina, il lago di Ravedis e l’orizzonte prealpino diventano parte integrante dell’idea, non semplice sfondo.

Una proposta che nasce dal dialogo con il luogo

Al centro della visione progettuale c’è una piccola cappella a pianta circolare, pensata come spazio raccolto per poche persone, tra quattro e sei. La superficie prevista supera di poco i 23 metri quadrati e si inserisce idealmente dentro il perimetro delle rovine, senza ipotizzare l’eliminazione delle strutture storiche esistenti.

L’elemento più forte del concept sta proprio nel confronto tra forme diverse: da una parte l’andamento irregolare e sedimentato delle murature antiche, dall’altra un segno nuovo, essenziale, leggibile. Ne nasce un recinto contemporaneo che si appoggia a un basamento in pietra locale, richiamando i materiali e la memoria del posto.

Sopra la base si sviluppa un involucro composto da elementi verticali in larice, studiato per filtrare la luce e creare uno spazio di raccoglimento. La copertura, però, non chiude l’ambiente: la cappella resta aperta verso l’alto e affida al cielo una parte decisiva della sua identità.

The Sacred Enclosure, Menzione Speciale al Belvedere Chapel 2026

Nel cuore dell’impianto è previsto anche un albero, assunto come presenza simbolica legata al tempo, alla vita e al rapporto con la terra. Un dettaglio che rafforza il carattere meditativo dell’intervento, pensato come luogo di sosta più che come architettura monumentale.

Luce, orientamento e uno spazio per la contemplazione

Tra gli elementi distintivi del progetto compare un’apertura cruciforme orientata a est. L’idea è quella di far entrare la luce del mattino all’interno della cappella, trasformandola in una componente attiva dello spazio.

Quel taglio luminoso accompagna una semplice seduta in pietra e definisce un ambiente sobrio, destinato al silenzio e alla riflessione. La proposta, nelle intenzioni, non si limita a una lettura confessionale stretta, ma immagina un luogo accessibile anche come esperienza interiore e contemplativa.

The Sacred Enclosure, Menzione Speciale al Belvedere Chapel 2026

Che cosa rappresenta il premio ottenuto

La Menzione Speciale assegnata da Aurea Competitions segnala l’interesse per una ricerca che mette in relazione patrimonio storico e linguaggio architettonico contemporaneo, a partire da un contesto molto riconoscibile del Friuli occidentale.

The Sacred Enclosure, Menzione Speciale al Belvedere Chapel 2026

Va precisato che “The Sacred Enclosure” resta una proposta elaborata per un concorso di idee e non corrisponde a un intervento approvato o già programmato sul castello di Montereale Valcellina. Proprio per questo, il valore dell’esito ottenuto sta soprattutto nella capacità di aprire una riflessione sul modo in cui i luoghi storici possano essere letti, rispettati e reinterpretati senza perdere la loro identità.

Per il territorio, il riconoscimento aggiunge visibilità a un sito che unisce storia, paesaggio e potenziale culturale. E rilancia un tema sempre attuale anche in Friuli: come avvicinare il progetto contemporaneo ai beni del passato mantenendo al centro tutela, misura e consapevolezza.

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