Montasio, il Friuli celebra i 40 anni della Dop: una filiera che vale 75 milioni
A Villa Manin il Forum del Consorzio: oltre 670 aziende coinvolte e 760mila forme l’anno. Zannier: qualità, ricerca e mercati restano le priorità.
Non è solo uno dei formaggi simbolo del Friuli Venezia Giulia, ma un pezzo concreto dell’economia agricola regionale. Il Montasio Dop ha festeggiato a Villa Manin i quarant’anni dal riconoscimento della denominazione, portando al centro numeri, prospettive e il peso che questa produzione continua ad avere per il territorio.
L’occasione è stata il primo Forum del Consorzio di tutela, ospitato a Passariano di Codroipo, dove istituzioni e filiera hanno tracciato un bilancio di un marchio che resta strettamente legato alle stalle, ai caseifici e alle aree rurali del Friuli.
Quanto pesa oggi il Montasio in regione
La dimensione del comparto è significativa: il Consorzio riunisce più di trenta caseifici e coinvolge oltre 670 aziende zootecniche. Ogni anno la produzione arriva a circa 760mila forme, per un valore complessivo stimato in 75 milioni di euro.
Anche la presenza all’estero ha un suo spazio, con un export da circa 4,6 milioni di euro, pari al 7% del totale. Tra i mercati di riferimento figurano soprattutto Austria e Germania, sbocchi importanti per una specialità che continua a cercare margini di crescita fuori dai confini regionali e nazionali.
Il messaggio lanciato da Villa Manin
Nel suo intervento, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier ha richiamato il doppio valore del Montasio: economico da una parte, culturale e identitario dall’altra. Il riferimento è a una produzione che, secondo la Regione, conserva un legame forte con la storia casearia del Friuli Venezia Giulia e con un disciplinare che, a quarant’anni dalla sua definizione, continua a essere considerato uno strumento solido per garantire qualità.
Zannier ha insistito anche su un altro punto: sostenere il Montasio significa dare forza non soltanto al prodotto finale, ma pure al latte delle stalle regionali e all’intero sistema zootecnico che gli sta attorno. Un passaggio che, letto in chiave friulana, riguarda direttamente la tenuta di tante aziende e la continuità produttiva nelle campagne.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato inoltre il sostegno assicurato nel tempo dalle amministrazioni regionali alla filiera, attraverso una collaborazione costante con il Consorzio. Un rapporto che viene indicato come uno degli elementi che hanno consentito di accompagnare la crescita e la promozione del marchio.
Tra tradizione, studi scientifici e sfida dei mercati
Il Forum ha affrontato diversi temi: la storia del formaggio, il suo rapporto con il territorio, le prospettive commerciali e gli approfondimenti scientifici sulle proprietà nutrizionali. Un’impostazione che punta a collocare il Montasio non soltanto dentro la tradizione, ma anche in un percorso di aggiornamento e confronto con i consumatori di oggi.
Tra i nodi emersi c’è quello della presenza sui mercati, insieme alla necessità di superare letture semplificate sul consumo dei formaggi. Il richiamo, espresso dall’assessore, è quello di basarsi su evidenze scientifiche e su un approccio equilibrato all’alimentazione.
La linea indicata per i prossimi anni resta chiara: investire in promozione, ricerca e tutela della Dop, consolidando la collaborazione tra allevatori, produttori e imprese. Per il Friuli Venezia Giulia, il Montasio continua così a rappresentare non solo una specialità da difendere, ma una parte riconoscibile della propria identità produttiva.