Montagna friulana, parte la scuola in italiano e tedesco: fondi ai plessi di Lauco, Sappada e Paluzza

La Regione verifica l’avvio del progetto nelle aree alpine del Friuli: percorso su otto anni, sostegno economico agli istituti e focus sui docenti madrelingua.

08 ottobre 2026 17:40
Montagna friulana, parte la scuola in italiano e tedesco: fondi ai plessi di Lauco, Sappada e Paluzza -
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Nelle vallate friulane la scuola bilingue comincia a prendere forma concreta. Il progetto che introdurrà l’insegnamento in italiano e tedesco in alcuni plessi della montagna è entrato nella fase di verifica operativa, con una visita istituzionale nei comuni coinvolti e con i primi stanziamenti già assegnati agli istituti.

L’iniziativa riguarda Lauco, Sappada e Paluzza e punta a rafforzare la presenza dei servizi scolastici in territori dove la tenuta delle comunità passa anche dalla qualità dell’offerta formativa. L’autorizzazione ministeriale è arrivata nei mesi scorsi e l’avvio del percorso è previsto da settembre 2026.

Durante il sopralluogo l’assessore regionale all’Istruzione Alessia Rosolen, insieme all’Ufficio scolastico regionale, ha incontrato dirigenti, insegnanti, famiglie, studenti e amministratori locali per fare il punto sulle necessità più immediate e sulla tenuta del progetto nel medio periodo.

Scuola bilingue italiano-tedesco, sopralluogo di Rosolen nei plessi della montagna

Un percorso lungo che coinvolge infanzia, primaria e medie

La sperimentazione è costruita su un arco di otto anni e interesserà progressivamente i diversi livelli scolastici, dalla scuola dell’infanzia fino alla secondaria di primo grado. I riferimenti sono l’Istituto comprensivo “Val Tagliamento” di Ampezzo, con i plessi di Lauco e Villa Santina, il “Michele Gortani” di Comeglians per Sappada e il “Linussio-Matiz” di Paluzza.

L’obiettivo non è soltanto linguistico. Nella linea indicata dalla Regione, il bilinguismo viene letto come uno strumento utile per ampliare le competenze degli alunni, sostenere lo sviluppo cognitivo e offrire ai ragazzi della montagna un bagaglio più forte anche in prospettiva futura.

Rosolen ha richiamato anche il valore territoriale dell’intervento: la scuola, in queste aree, non è considerata un servizio accessorio ma una leva decisiva per mantenere vive le comunità, valorizzare le identità locali e creare condizioni più favorevoli per chi sceglie di restare.

Le risorse già assegnate agli istituti

Dal punto di vista economico, il Pacchetto scuola prevede 20 mila euro per ognuno dei tre istituti coinvolti. A questa quota si aggiunge un ulteriore contributo di 10 mila euro per ciascun istituto attraverso il Servizio lingue minoritarie e corregionali all’estero.

Per l’Istituto comprensivo di Ampezzo è previsto inoltre uno stanziamento aggiuntivo di 26 mila euro, destinato anche alle spese legate al “Progetto Ponte” tra Lauco e Sauris.

Le somme serviranno a coprire esperti di lingua tedesca, ore aggiuntive per il personale interno, consulenze e altri servizi necessari a dare continuità alla sperimentazione.

Scuola bilingue italiano-tedesco, sopralluogo di Rosolen nei plessi della montagna

Il punto più delicato: trovare insegnanti di madrelingua

Tra gli aspetti emersi con maggiore evidenza nel confronto con il territorio c’è la necessità di reperire docenti madrelingua tedesca, ritenuti fondamentali per garantire qualità e stabilità al progetto nei prossimi anni.

La Regione intende lavorare su più fronti: utilizzo dell’organico dell’autonomia, collaborazione con università, rapporti con scuole austriache e tedesche per tirocini e scambi, oltre all’eventuale ricorso a esperti linguistici quando necessario.

In questo quadro pesa anche il recente intervento normativo nazionale che consente alla Regione, tramite intesa con il ministero dell’Istruzione e del merito e con trasferimento di risorse all’Ufficio scolastico regionale, di sostenere contratti a tempo determinato per docenti madrelingua tedesca o con esperienza specifica nell’insegnamento della lingua.

La rete accademica e istituzionale che sostiene il progetto

La sperimentazione viene seguita dall’Università degli Studi di Trieste e dall’Università degli Studi di Udine, con il supporto della Libera Università di Bolzano, della Soprintendenza di lingua italiana della Provincia autonoma di Bolzano, dell’Università di Graz, delle Pädagogische Hochschulen di Graz e Klagenfurt, della Bildungsdirektion Steiermark e delle scuole superiori di Judenburg e Rottenmann.

La presenza dei sindaci durante la visita ha confermato che il progetto supera i confini dei singoli plessi e tocca un tema più ampio per il Friuli montano: tenere attrattivi i paesi, dare risposte alle famiglie e costruire occasioni formative capaci di dialogare con la storia e con la posizione geografica di queste comunità.

Scuola bilingue italiano-tedesco, sopralluogo di Rosolen nei plessi della montagna

Per Lauco, Sappada e Paluzza si apre così una fase decisiva: nei prossimi mesi il lavoro si concentrerà sull’organizzazione concreta delle attività e sul reperimento delle professionalità necessarie, passaggio chiave perché il bilinguismo non resti un’idea sulla carta ma diventi un elemento stabile dell’offerta scolastica in montagna.

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