Monfalcone, in piazza il ricordo delle vittime dell’amianto: memoria e impegno per bonifiche e tutela
Davanti al Municipio la commemorazione promossa dal Comune. Richiamati il peso della tragedia cittadina, il sostegno alle famiglie e la necessità di prevenzione.
Monfalcone ha rinnovato il proprio omaggio alle vittime dell’amianto con una cerimonia pubblica in piazza Unità d’Italia, davanti alla targa collocata sul Municipio. Un momento di raccoglimento che, anche quest’anno, ha riportato al centro una delle ferite più profonde della storia cittadina, legata al lavoro in cantiere e alle conseguenze dell’esposizione alla fibra.
L’iniziativa, organizzata dal Comune in occasione della giornata internazionale dedicata alle persone colpite dall’amianto, ha riunito istituzioni, associazioni e rappresentanti del territorio. La commemorazione si è svolta in un clima di partecipazione condivisa, con il richiamo costante alla necessità di non disperdere la memoria di quanto accaduto a Monfalcone e nelle famiglie segnate da questa tragedia.
Il ricordo davanti alla targa del Municipio
A rappresentare l’amministrazione comunale è stato l’assessore al Patrimonio Antonio Garritani. Nel suo intervento ha voluto ricordare due figure considerate centrali in questa battaglia: Duilio Castelli, fondatore dell’Associazione Esposti Amianto, e il dottor Claudio Bianchi, il medico che già negli anni Settanta aveva segnalato i pericoli legati all’esposizione all’amianto.
Garritani ha inoltre richiamato il percorso istituzionale avviato dal Consiglio comunale il 25 gennaio 2017 con una mozione d’indirizzo dedicata al tema. Quell’atto, richiamato simbolicamente proprio dalla targa davanti alla quale si è svolta la cerimonia, viene collegato alla volontà di chiudere con la stagione dell’accordo definito tombale con Fincantieri, che aveva escluso il Comune dalla possibilità di costituirsi parte civile nei procedimenti promossi dai familiari delle vittime.
Un dramma che continua a produrre effetti
Nel corso della commemorazione è stato sottolineato come le sentenze arrivate negli ultimi anni abbiano confermato la gravità di una vicenda i cui effetti restano ancora presenti. Il tema della latenza delle patologie legate all’amianto continua infatti a rendere attuale un problema che non appartiene solo al passato, ma che coinvolge ancora lavoratori, familiari e comunità.
Secondo quanto ricordato dall’assessore, da quel passaggio istituzionale è nato un percorso orientato al sostegno dei familiari, alla prevenzione e alla tutela del territorio. Il ricordo delle vittime, è stato evidenziato, deve tradursi in interventi concreti e continuativi, capaci di tenere insieme salute pubblica, assistenza e sicurezza.
Bonifiche, sanità e collaborazione tra enti
La ricorrenza si intreccia anche con la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, e proprio su questo punto è stato posto l’accento sulla necessità di rafforzare controlli, formazione e sensibilizzazione. Nel quadro tracciato durante la cerimonia rientrano il piano straordinario di bonifiche, il sostegno alla ricerca e il consolidamento dei presidi sanitari.
Tra gli obiettivi indicati figurano anche la collaborazione con Regione, ASUGI, LILT e Università, oltre a un’azione condivisa per accompagnare le famiglie colpite e proseguire nelle attività di prevenzione. Il messaggio emerso è stato chiaro: la memoria, da sola, non basta se non viene accompagnata da strumenti efficaci e responsabilità diffuse.
Il messaggio inviato da Anna Maria Cisint
Alla cerimonia non era presente Anna Maria Cisint, europarlamentare ed ex sindaco di Monfalcone, impegnata al Parlamento europeo. Ha però fatto arrivare un messaggio alla città, nel quale ha definito l’amianto una ferita profonda che attraversa generazioni e continua a coinvolgere lavoratori, mogli e familiari.
Nel testo inviato alla comunità, Cisint ha ricordato il lavoro svolto con la Regione sul fronte della prevenzione, della mappatura e delle bonifiche, citando il risanamento degli edifici comunali e gli incentivi destinati ai privati per lo smaltimento. Ha poi allargato lo sguardo al livello europeo, sottolineando la necessità di risorse adeguate, strumenti concreti e una strategia coordinata per accelerare gli interventi e garantire maggiore tutela ai lavoratori.
L’ex sindaco ha inoltre richiamato il ruolo delle associazioni, degli ex esposti, dei familiari delle vittime, dei tecnici e dei volontari, indicati come una memoria viva della tragedia e come una risorsa preziosa sul piano dell’informazione e della prevenzione. Nel suo messaggio ha anche evidenziato la contraddizione rappresentata dai rapporti commerciali con Paesi che non hanno ancora introdotto divieti o regole efficaci contro l’amianto.
Le voci e le presenze alla commemorazione
La cerimonia si è aperta con la preghiera di don Flavio Zanetti ed è proseguita con l’intervento di Diego Dotto, presidente dell’Associazione Esposti Amianto, che ha ribadito il dovere di mantenere viva la memoria delle vittime, in particolare di quelle legate al cantiere di Monfalcone.
Nel corso dell’incontro Rossana Moro, dei Lettori in Cantiere, ha letto la poesia di Ivan Crico “Con il colore dell’amianto”, offrendo un passaggio di riflessione dedicato al dolore, alla responsabilità collettiva e al ricordo delle famiglie colpite.
Alla commemorazione hanno preso parte autorità civili e militari, associazioni d’Arma e realtà religiose. Presenti anche il consigliere comunale Franco Malaroda, in rappresentanza del Comune di San Canzian d’Isonzo, e Chiara Belliazzi, capo di Gabinetto della Prefettura. La partecipazione registrata in piazza ha confermato quanto il tema resti centrale per Monfalcone, città che continua a fare i conti con una pagina dolorosa della propria storia e con la necessità di trasformare il ricordo in impegno concreto.