Moimacco, Villa de Claricini riapre il 21 giugno: concerto dei Solisti Veneti dopo il restauro

A Bottenicco si inaugura il completamento degli interventi su parco, giardini, dimora e archivio: investimento complessivo oltre i 3 milioni di euro.

16 giugno 2026 13:53
Moimacco, Villa de Claricini riapre il 21 giugno: concerto dei Solisti Veneti dopo il restauro -
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Bottenicco si prepara a ritrovare uno dei suoi luoghi più rappresentativi. Domenica 21 giugno Villa de Claricini Dornpacher, a Moimacco, segnerà la conclusione del lungo percorso di recupero che ha interessato il parco storico, i giardini e parte del complesso monumentale, con una serata aperta da un momento istituzionale e chiusa dalla musica dei Solisti Veneti.

Per il territorio alle porte di Cividale del Friuli si tratta di un passaggio rilevante: dopo oltre tre anni di cantiere, la dimora torna a presentarsi con spazi rinnovati e con una prospettiva più ampia di utilizzo culturale. Il valore complessivo degli interventi supera i 3 milioni di euro.

La giornata tra inaugurazione e musica

L'appuntamento è fissato nel giorno del solstizio d'estate, una data dal forte richiamo simbolico anche per la tradizione locale. Il programma prevede alle 18 l'incontro con le autorità civili, religiose e politiche della regione.

Più tardi, alle 19.30, la villa ospiterà il concerto dei Solisti Veneti. Se il meteo non consentirà lo svolgimento dell'evento negli spazi previsti, l'esecuzione sarà trasferita al Teatro Ristori di Cividale.

L'iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Fondazione de Claricini Dornpacher e l'Accademia di Studi pianisti Antonio Ricci, guidata da Flavia Brunetto. L'ensemble, fondato nel 1959 dal maestro Claudio Scimone, porterà a Moimacco un programma dedicato interamente ad Antonio Vivaldi.

Un programma tutto vivaldiano

La serata musicale proporrà alcune tra le pagine più note del repertorio barocco. In cartellone ci sono Le Quattro Stagioni, il Concerto in sol minore RV 531 per due violoncelli, archi e basso continuo e il Concerto in re maggiore RV 208 “Grosso Mogul” per violino, archi e basso continuo.

La scelta del programma accompagna idealmente la riapertura della villa, puntando su un repertorio di forte richiamo e su una formazione tra le più riconosciute nel panorama cameristico italiano.

Che cosa è stato recuperato

La parte più consistente del progetto ha riguardato il parco secolare e i giardini storici. Sono stati riqualificati oltre due ettari di aree verdi, con la messa a dimora di 25mila piante e il coinvolgimento di 16 imprese. Il finanziamento principale, pari a 2 milioni di euro, arriva dal Ministero della Cultura attraverso il PNRR.

Nel progetto è stata inserita anche la creazione di un arboreto didattico-scientifico, insieme a nuove essenze ornamentali come magnolie, bossi e cipressi. La direzione progettuale è stata affidata all'architetto Paolo Battigello, con l'obiettivo di rafforzare il valore botanico e paesaggistico dell'intero sito.

Tra gli interventi completati figurano inoltre nuovi parcheggi interni, percorsi pedonali accessibili anche a persone con disabilità o mobilità ridotta, il recupero del viale dei cipressi, della Conserva Agrumi e di due edifici destinati all'accoglienza e alle esposizioni. Sono stati restaurati anche elementi scultorei del Giardino all'Italiana e il portale occidentale, individuato come nuovo accesso alla proprietà.

Archivio e museo, il lavoro continua anche sulla memoria

Accanto al parco, un ulteriore stanziamento di circa 1 milione di euro, sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dal Ministero della Cultura, ha permesso di intervenire sul patrimonio museale e documentale della villa. Il percorso si inserisce anche nel riconoscimento della struttura tra le istituzioni museali private accreditate.

L'archivio storico custodisce materiali che vanno dal XIV secolo fino al 1945: pergamene, sigilli, mappe catastali, alberi genealogici, diari e ricettari di famiglia. Il progetto comprende restauro, catalogazione e digitalizzazione dei documenti, con l'integrazione nei sistemi ICCD e SIRPAC, così da renderli consultabili online al termine del lavoro.

Per la Fondazione, la data del 21 giugno rappresenta quindi non solo la fine di un cantiere, ma anche la restituzione alla comunità di un luogo che vuole tornare a essere spazio di ricerca, incontri e produzione culturale. Dopo la riapertura, sono già previste per il biennio 2026-2027 nuove iniziative tra concerti, mostre, spettacoli e convegni.

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