Dalle case di riposo del Friuli una mini Olimpiade della terza età: dieci strutture coinvolte

Nelle residenze Sereni Orizzonti del Friuli Venezia Giulia tornano le NonnOlimpiadi, con prove adattate, squadre, medaglie e attività pensate per il benessere degli ospiti.

22 maggio 2026 22:48
Dalle case di riposo del Friuli una mini Olimpiade della terza età: dieci strutture coinvolte -
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Non una semplice giornata di animazione, ma un percorso costruito per tenere insieme movimento, partecipazione e relazioni. Nelle residenze Sereni Orizzonti presenti in Friuli Venezia Giulia è ripartita l’edizione 2026 delle NonnOlimpiadi, iniziativa che porta anche nelle strutture per anziani gare ispirate allo spirito olimpico, rimodellate sulle possibilità degli ospiti.

Per il territorio friulano l’appuntamento coinvolge dieci sedi: “Sant’Anna” e “Caris” di Udine, “Ianus” di Palmanova, “Mimosa” di Pieris, “Le Camelie” di San Giovanni al Natisone, “Giacinto Blasoni” di Risano, “I Tigli” di Gemona, “Le Meridiane” di Aiello, “Villa Orchidea” di Percoto e “La Panoramica” di Pinzano.

Un’iniziativa diffusa anche in Friuli Venezia Giulia

Il progetto ha una dimensione nazionale e viene riproposto nelle regioni dove il gruppo è attivo, dal Nord al Sud Italia. In Friuli Venezia Giulia assume però un significato particolare perché mette in rete realtà distribuite in più aree del territorio, da Udine alla bassa friulana, fino alla montagna.

L’idea di fondo è quella di proporre attività fisio-educative in una forma accessibile, così da favorire il coinvolgimento di un numero ampio di anziani. Le giornate vengono organizzate all’interno delle singole residenze e trasformano gli spazi quotidiani in luoghi di gioco, confronto e condivisione.

Le prove pensate per gli ospiti

Le squadre si sono cimentate in discipline adattate alle capacità motorie dei partecipanti. Tra le attività previste figurano bowling, tiro a canestro e altre prove basate su precisione, coordinazione e orientamento nello spazio.

L’obiettivo non è la prestazione in senso stretto, ma il lavoro sulle abilità residue e sulla sicurezza nei movimenti. In questo modo il gioco diventa uno strumento utile per incoraggiare la motricità, sostenere l’autonomia possibile e alimentare la fiducia personale.

Durante le gare non è mancata la componente emotiva: tifo, incoraggiamento reciproco e partecipazione hanno accompagnato le prove, trasformando la competizione in un momento di socialità condivisa.

Il legame con l’anno olimpico e il lavoro nelle strutture

L’edizione 2026 richiama naturalmente l’attesa per Milano-Cortina, appuntamento che tocca da vicino anche il Nordest. In Friuli il clima di avvicinamento ai Giochi passa pure attraverso iniziative simboliche e territoriali, come il previsto passaggio della Fiaccola Olimpica a Udine.

Dietro l’organizzazione delle NonnOlimpiadi c’è il lavoro coordinato del personale delle residenze. Sereni Orizzonti indica il contributo dei direttori Siwar Said, Linda Guerra, Monica Simeoni, Alessandra Serra, Silvana Rota, Orsola De Simone, Antonella Demeglio, Valentina Antonutti, Lisa Pividore, Gaia Bertolissio e degli animatori Ilenia Giovanna Marotta, Luisella Rosso, Nevena Zivanovic, Elena Buset, Maria Lanciano, Pamela Zazzero, Sara Cappelletti, Debora Tomasino, Alessia Baldo.

Il gruppo sottolinea che il progetto punta anche a intervenire sugli aspetti psicologici, aiutando gli ospiti a gestire frustrazione ed emozioni negative e offrendo occasioni concrete di benessere e leggerezza.

Il senso del progetto e la premiazione finale

A riassumere il valore dell’iniziativa è il direttore generale di Sereni Orizzonti, Mario Modolo: “Migliorare la qualità di vita degli ospiti affinché, seppur con capacità motorio-cognitive residue ridotte, possano sempre vivere al massimo delle proprie possibilità: è l’obiettivo di questo progetto nazionale, in cui si uniscono fisioterapia e attività di animazione. Quest’anno, in coincidenza con le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, le NonnOlimpiadi assumono un significato ancora più speciale: anche i nostri ospiti hanno potuto vivere il loro momento olimpico, gareggiando, divertendosi e riscoprendo la fiducia nel proprio corpo”.

Alla fine delle giornate ogni partecipante ha ricevuto una medaglia, in una premiazione pensata per riconoscere il percorso di ciascuno. Più che una classifica, il messaggio che arriva dalle strutture friulane è quello di una sfida personale affrontata con impegno, presenza e voglia di mettersi in gioco.

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